Sara Sparapano: «Soddisfatta del mio esame»

Nonostante le normali preoccupazioni prima dell’esame, la ragazza ha vissuto serenamente questo rito di passaggio, una volta seduta davanti alla Commissione
Dopo Gianvito Columella, raccontiamo l’esperienza di Sara Sparapano che ha sostenuto l’esame di maturità nel tempo del Covid-19.
19 anni, studentessa al Liceo Classico Polo Liceale Fiore-Sylos di Terlizzi, ha passione per la musica e la lettura, pratica sport e ama trascorrere anche le serate con gli amici.
Com’è andato il tuo esame?
« Il mio esame è andato bene e a oggi mi ritengo soddisfatta di tutto il mio lavoro, costante ormai da ben cinque anni. Inizialmente ho vissuto un tumulto di emozioni diverse, dalla gioia nel concludere finalmente un percorso, alla paura di non riuscirci secondo le mie aspettative, fino all’ansia da prestazione, tipica di ogni maturando, ma anche di chi, per la prima volta, deve affrontare una prova, tanto agognata come questa. Tuttavia, le professoresse mi hanno subito messa a mio agio sin dal mio ingresso, permettendomi di parlare in totale serenità e autonomia».
Su quali argomenti era basato l’esame?
« Nessuno di noi ha preparato preventivamente una tesina o una mappa con un tema centrale e i collegamenti alle varie discipline. Infatti, dopo la pubblicazione del documento del 30 maggio, come da regolamento, le professoresse hanno selezionato per noi nove macro tematiche e, da una di queste, sarebbe poi iniziato il nostro colloquio orale.
Esso si è svolto in un’ora e ha seguito precisi passaggi: correzione dell’elaborato concernente le materie di indirizzo, nel mio caso latino e greco; analisi di un testo poetico o in prosa studiato durante l’anno e, personalmente, mi è stata sottoposta una poesia di Montale, successivamente c’è stata la somministrazione del documento da cui ho compreso la mia macro tematica riguardante, di preciso, l’aspetto dell’oppressione e della sopraffazione.
Dopo aver collegato questa tematica alle varie discipline, il presidente mi ha fatto una domanda su Cittadinanza e Costituzione e un’altra sul percorso Pcto, conosciuta anche come alternanza-scuola lavoro».
Quali sensazioni hai provato, dopo tre mesi, nel ritornare a scuola e rivedere i professori?
« Varcare prima il cancello e poi l’ingresso vero e proprio del mio liceo, dopo ben tre mesi, mi ha fatto un certo impatto che è davvero difficile poter spiegare a parole. Insieme a quell’agitazione generale che già stavo vivendo, si sono unite anche nostalgia e malinconia, che mi hanno fatto tornare di alcuni mesi indietro, quando io e i miei amici di classe abbiamo riso, scherzato o pianto e ci siamo anche abbracciati, inconsapevolmente per l’ultima volta in quella scuola che, volente o nolente, è stata anche la nostra seconda casa.
Le varie aule e laboratori, i corridoi, i professori, ma soprattutto la mia classe rimarranno ricordi indelebili che conserverò per sempre e che, per una breve parte della mia vita, mi hanno aiutata a crescere, a pensare, a riflettere, ma soprattutto a diventare adulta».
Vuoi rivolgere un augurio ai tuoi compagni di classe e agli altri ragazzi?
« Sono stata tra i primi a essere esaminata nella mia classe e anche nella mia scuola, perciò non posso che augurare il meglio a coloro che stanno per sedersi su quella sedia lì, dove pochi giorni fa vi ero seduta anche io, impaurita ma anche fiera di me, nonostante tutto. L’augurio che rivolgo a tutti quelli che dovranno ancora sostenere quest’esame è quello di godere appieno di ogni singolo momento, istante o emozione del famoso rito di passaggio. Non è una gara o una competizione, ma un tassello che chiude un cerchio e contemporaneamente ne apre un altro, il tutto accompagnato da una serie di emozioni che probabilmente mai più si proveranno nuovamente nella vita».
Quali progetti hai per il futuro?
« Il mondo, la cultura, così come l’attitudine classicista non mi hanno mai abbandonata ma, al contrario, sempre affascinata. Mi piacerebbe dunque continuare questo percorso teso verso gli studi umanistici e poi, in futuro, lavorare proprio nella scuola e per la scuola. La mia maestra di scuola elementare, grazie alla quale mi sono appassionata a queste materie, diceva sempre che il futuro è aleatorio. Effettivamente aveva ragione, ma anche oggi mi piace pensare che, comunque, nonostante siamo circondati da una fiumana di eventi spiacevoli, c’è ancora qualcosa di inaspettato, ma bello, che ci attende».
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