Sanità, si riparte dal territorio. Tra i 27 Pta c’è anche Ruvo

La Redazione

Via libera della giunta Vendola. Tutti i centri chiusi per il Piano di rientro saranno riconvertiti in Pta, presidi territoriali di assistenza

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Cambia l’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale.

Il regolamento approvato dalla giunta regionale l’11 marzo scorso parte da quei presidi ospedalieri dismessi tra il 2010 e il 2013. Una misura imposta dal riordino della rete a causa del deficit sanitario regionale. Quegli ospedali saranno riconvertiti, e prenderanno il nome di Presidi territoriali di assistenza (Pta). In tutto 27, saranno i centri nevralgici dell’assistenza sanitaria territoriale: consentiranno la concentrazione di molti servizi distrettuali, sia per la diagnostica specialistica che per le cure ambulatoriali, e di coprire l’assistenza nell’arco delle 12 e delle 24 ore.

In tutta la regione saranno creati nuovi 750 posti letto.

Lo hanno annunciato questa mattina il presidente Nichi Vendola e l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia. La Regione ha sottolineato l’imponente mole di investimenti ricaduti sul territorio tra il 2009 e il 2014, grazie ai finanziamenti integrati del programma operativo 2007-2013, dei fondi regionali e di ulteriori fondi per l’edilizia sanitaria.

I dati parlano di 213 progetti di intervento finanziati (36 per i Pta) e di 473 milioni di euro investiti sul territorio regionale (circa 60, pari al 12,7% del totale, per gli stessi Pta).

«Oggi abbiamo 458 strutture territoriali in più rispetto al 2005» ha dichiarato Vendola. «Siamo passati da una condizione di desertificazione dei servizi territoriali, da una sanità tutta esclusivamente ospedalocentrica ad una sanità che sta cominciando ad immaginare che guadagnare salute significa investire sul territorio».

«Mezzo miliardo di euro di investimenti già fatti e altri 60 milioni di euro sono in pista – ha aggiunto – per la trasformazione dell’organizzazione della sanità pugliese, per liberarci dalla concezione dell’ospedale sotto casa. I cittadini hanno diritto ad avere servizi socio assistenziali che vadano dalla rete consultoriale alla rete per assistenza alle persone con dipendenze patologiche, ad una rete che si occupi seriamente di psichiatria. Occorre riempire il territorio di risposte concrete al disagio, al dolore, ai bisogni dei cittadini in modo tale che gli ospedali comprensoriali, attrezzati e tecnologicamente moderni, non diventino le discariche in cui far scivolare tutti i bisogni dei cittadini, soprattutto in un’epoca in cui torna la povertà. È una vera e propria rivoluzione».

La delibera conta su undici articoli e due allegati. Nella prima parte è trattata la rimodulazione dei posti letto per Irccs, strutture ecclesiastiche, case di cura private e accreditate. Vengono definite anche le reti cliniche (dodici in totale), istituito il sistema di trasporto di emergenza neonatale (Sten) e definita la programmazione per la costruzione di quattro nuovi ospedali (Andria, Sud-Est Barese, Sud Salento e Nord-Barese). Interventi anche nel nuovo ospedale di Altamura (con 39 posti letto in più) e nei nosocomi di Manduria, Putignano e Martina Franca.

I 27 Pta saranno dislocati nei comuni di Troia, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano, Torremaggiore, San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo, Minervino, Spinazzola, Rutigliano, Altamura, Gravina, Bitonto, Ruvo, Gioia del Colle, Noci, Grumo, Conversano, Mesagne, Ceglie Messapica, Cisternino, Massafra, Mottola, Campi Salentina, Nardò, Poggiardo, Maglie, Gagliano del Capo.
 

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