San Rocco, Mangiatordi: «Se si sta bene fisicamente, si può vincere anche con squadre più forti»

Francesca Elicio

A parlare questa volta è Luca Mangiatordi, fisioterapista e preparatore atletico della squadra. Luca sottolinea quanto la testa e la concentrazione aiutino molto nello sport, e siano gli elementi essenziali per ambire ad ottimi risultati

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Non si fa altro che parlare di bravura dei giocatori e professionalità degli allenatori. Ma una domanda sorge spontanea? Chi c’è dietro la prontezza fisica dei ragazzi? A questo proposito abbiamo rivolto qualche domanda a Luca Mangiatordi, ormai storico fisioterapista e preparatore atletico della squadra, che ci ha raccontato alcune chicche salienti riguardo l’importanza di un’ottima preparazione fisica.

Luca, qual è il tuo compito specifico nel San Rocco?
Il mio compito è seguire i ragazzi sia dal punto di vista di infortuni muscolari, prevenzione infortuni visto che sono laureato in fisioterapia, e sia dal punto di vista della loro preparazione fisica (visto che sono laureato anche in scienze motorie) per cercare di creare quella forza fisica ottimale per una buona preparazione durante la partita e durante tutto il campionato.

Da quanti anni sei nel San Rocco?
Questa è la mia sesta stagione; ho iniziato a seguire il san rocco nella stagione 2009-2010 e contemporaneamente seguivo il Modugno che militava in serie A con il quale ho lavorato per 4 anni. Seguivo il San Rocco visto che il mio ex allenatore con il quale lavoravo, Massimiliano Bellarte è un caro amico di Rocco Tedone. I risultati raggiunti sono stati molto positivi, visto che abbiamo vinto una Coppa Puglia e un campionato di serie C2 nel 2009; abbiamo vinto per 2 anni le finali play off di serie C1 e l’anno scorso, nonostante Rocco fosse con il Rutigliano in serie B, ho continuato a seguire lo stesso il San Rocco sotto la guida di Giuseppe Rutigliani. Per me è comunque motivo di orgoglio perché insieme a Rocco abbiamo preso tanti ragazzi dai tornei locali, delle chiese e dei bar e vederli adesso disputare per il primo anno un campionato di serie B nazionale e reggere il confronto con tanti progressi è motivo di grande gioia. Visto che fino a 2 anni fa ci siamo allenati all’aperto sotto pioggia, neve e intemperie, per noi arrivare in un palazzetto e disputare un campionato importante è motivo di soddisfazione.

Tu che prepari fisicamente i ragazzi ci potresti dire qualcosa che rimproveri spesso loro?
Nessuno è incapace i far qualcosa, nel momento in cui c’è qualche esercizio che non è effettuato nel migliore dei modi è solo per mancanza di concentrazione; questa è la cosa sulla quale premo molto: la testa. E’ questo infatti il primo motore per qualsiasi esercizio motorio: se la testa non comanda nel migliore dei modi, l’esercizio non riesce.

Invece qualcosa che apprezzi dei tuoi ragazzi?
Io faccio questo lavoro da 8 anni e ho sempre seguito 3-4 società all’anno. Qualcosa che amo di questo gruppo è che c’è molto affiatamento tra loro, si vogliono bene e c’è uno spogliatoio straordinario. Sono amici dentro e fuori il campo, non ho sentito mai qualche ragazzo parlare contro un altro compagno, l’allenatore o la società.  E’ una grande famiglia della quale faccio parte e mi sento con Rocco di prendere il merito di aver creato questa realtà e di tenerla a questi livelli, portandola ad un certo grado. Non siamo professionisti, ma dare un tocco di professionalità per arrivare al massimo è importante. Sono felicissimo di quello che riescono a dare, per amore dello sport e della società.

C’è una frase o concetto che ripeti spesso?
Indipendentemente dalla categoria nella quale si gioca, la condizione fisica è fondamentale: se si sta bene fisicamente e si corre più degli altri anche se ci sono squadre superiori tecnicamente c’è sempre qualche possibilità di vincere.  Il lavoro durante la settimana è fondamentale per una buona prestazione il sabato. Stiamo peccando d’esperienza soprattutto, visto che molti l’anno scorso hanno gareggiato in serie c1; come sapete varie vicissitudini hanno visto andare via sette elementi che sarebbero dovuti essere la colonna portante della squadra, e i ragazzi che adesso sono titolari dovevano essere un semplice contorno. Però da un lato è stata una sventura, dall’altro sono contentissimo perché stanno avendo una possibilità di rendersi protagonisti in un campionato nazionale e molti stanno dimostrando il loro vero valore. Credo che da qui a qualche anno se lavorano bene e continuano ad essere umili possono togliersi grandi soddisfazioni.

Se li avessi di fronte a te, cosa diresti loro?
Sono una persona molto trasparente, quello che sto dicendo ora glielo dico sempre. Non devono mollare, non devono guardare il risultato e devono lavorare sempre: se si semina, i frutti prima o poi si raccolgono sempre.  Quello che mi premeva dire sottolineare è il grande lavoro di Beppe Campanale con i ragazzi dell’under 21: li sta organizzando tatticamente in una maniera paurosa, i risultati gli danno ragione visto che sono secondi. Rispetto ad agosto hanno fatto dei passi da giganti. 
L’altra persone che ammiro è Rocco Tedone per il suo coraggio: molti al posto suo, nei momenti di difficoltà e con l’organico che si ritrovava avrebbero lasciato.  Ma lui sta dimostrando a tutti che nonostante la squadra a disposizione non stiamo sfigurando assolutamente perché ce la giochiamo con le prime in classifica: il lavoro si vede molto ed è la cosa che ammiro di lui e credo la società gli sia riconoscente. Non ha mollato e ha continuato a dare il massimo quando molti allenatori di qualsiasi sport avrebbero soltanto lasciato la barca.

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Commenti

  • Roberto Murru (utente non verificato)

    Mi spiace. Ancora una volta un fkt a fare il lavoro del laureato in scienze motorie.