San Rocco, Beppe Campanale: «La mia under è determinata, testarda e leziosa»

Francesca Elicio

Questa domenica l'under 21 non scenderà in campo, in quanto gode di un turno di riposo. La prima squadra invece è tornata sconfitta da Catania per un punteggio di 5-1 con rete di Ciliberti

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Dopo aver parlato a lungo della prima squadra del San Rocco, è arrivato il momento di mettere un po’ in luce l’under 21 che attualmente è seconda del suo girone, collezionando ottime prestazioni. A parlarci è Beppe Campanale, allenatore dell’under e vice allenatore di prima squadra.

Nel San Rocco svolgi due ruoli: vice allenatore della prima squadra e allenatore dell’under 21: lo vedi più come un onere o come un onore?
Allenare è sempre stato il mio sogno ed in parte lo sto realizzando, quindi posso affermare tranquillamente che questo per me è un onore. Se ci aggiungiamo pure il fatto di essere parte di uno staff d’esperienza e qualità come quello formato da mister Tedone, Luca Mangiatordi, Mimmo Di Bari (a mio parere uno dei migliori staff di Puglia), non posso chiedere di meglio. Inoltre così facendo posso apprendere meglio dinamiche di spogliatoio e di gioco in prima squadra e applicarle in under 21. Certo, questo comporta un impegno costante facendo allenamento ogni sera ma non mi lamento perché è quello che ho sempre desiderato fare. Quindi bene così.

Si parla poco spesso dell’under 21: descrivici la tua squadra in tre aggettivi e spiegaci il perché
L’under 21 viveva un po’ sotto l’ombra della prima squadra. Poi con le difficoltà avute in prima squadra l’under 21 si è fatta sempre più protagonista anche in società. Avrei preferito avere sia la prima squadra che l’under sotto la luce dei riflettori, ma a quanto pare quest’anno va così. L’under la definirei determinata, testarda, leziosa. Determinata perché, quando ci prefiggiamo qualcosa, facciamo di tutto pur di ottenerla e diamo il massimo in campo. Testarda perché a volte ci incaponiamo nel fare cose che potrebbero essere superate con facilità. A volta amiamo complicarci la vita… e per questo leziosa. Non ci piace il gol facile, non ci piace mettere subito la partita in discesa; insomma se non ci complichiamo la vita non siamo contenti. Ma lavoreremo anche su questo.

Molti dei tuoi ragazzi sono passati dall’under 21 in prima squadra: cosa pensi a riguardo?
Ho cominciato ad allenare circa 8 anni fa in un centro di avviamento calcistico (grazie a Francesco Camerino, che in un certo senso ha scommesso su di me. Poi ho incontrato Tedone e sono molto grato nei loro confronti perché hanno riposto fiducia in me, cosa non da poco. Quindi la mia formazione nasce in un settore giovanile ed il fatto che molti ragazzi dell’under ora siano titolari in prima squadra non può che farmi piacere. Certo si sta facendo di necessità virtù ma per loro è una grande opportunità perché hanno più spazio e più possibilità di apprendere e crescere velocemente. Spero però da parte loro ci sia consapevolezza che questo non è altro che l’inizio, non un traguardo: questo vuol dire allenarsi con dedizione, costanza, concentrazione e intensità cercando di spostare verso l’alto l’asticella dei propri limiti. Insomma io sono per i progetti che partono dal basso e puntano verso l’alto, un po’ come ha fatto sinora la squadra di Cisternino, attuale capolista nel nostro girone.

Cosa è cambiato e cosa è rimasto intatto da inizio di campionato ad oggi?
Dall’inizio della stagione ad oggi è rimasta la voglia di lottare, di non mollare. Di cose ne sono cambiate: abbiamo perso giocatori importanti in prima squadra come Silvio Dell’Olio, Joel (attualmente in serie A), Cesar e Pedro. Anche in under 21 abbiamo perso due ragazzi che potevano darci una grossa mano come Di Modugno e Andriani (quest’ultimo ragazzo molto interessante in prospettiva futura). Ma ogni sabato, ogni domenica scendiamo in campo per dare il massimo. I ragazzi della prima squadra sono molto unici, sono un gruppo di amici ormai e a volte questo diventa un problema in allenamento, perché ci culliamo un po’ troppo tra risate e scherzi. Ma batteremo ferro anche su questo.

Se in prima squadra si lotta per la salvezza, in under 21 si lotta per ottenere il primo posto: te lo aspettavi?
Ricordo che il giorno in cui facemmo il raduno per l’U 21 in estate, a fine seduta rivolgendomi al direttore dissi che avevo ottime sensazioni su questa squadra e non mi sembra di aver sbagliato di molto considerando che al primo anno di under 21 siam arrivati ai sedicesimi di coppa Italia, non accedendo agli ottavi perché abbiamo perso alla lotteria dei rigori e ora siamo al secondo posto solitario nel girone, avendo battuto domenica scorsa in casa la capolista. Certo abbiamo ancora tanto su cui lavorare e farlo in un’ora a settimana non è affatto facile, ma questo abbiamo a disposizione e questo sfruttiamo.

Se ti dico “San Rocco”, qual è la prima parola che ti balza in mente?
Se mi dici “San Rocco”, ti dico famiglia. E’ questo quello che sento e vivo in questa società. Questo aiuta molto i ragazzi ad integrarsi velocemente nel gruppo ed aiuta lo staff a lavorare con serenità. Insomma benefici per la squadra anche se a volte qualcuno ne approfitta, ma siamo lì pronti a riportarli sulla retta via.

Nel frattempo l’under 21 si gode un turno di riposo. La prima squadra invece torna sconfitta da Catania, per un punteggio di 5-1. Ciliberti è il marcatore ruvese.

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