Ruvo, uno “scrigno aperto” da guide in erba

Redazione

L’esperienza ha risposto molto positivamente alle aspettative previste; è stata una valida opportunità per aprirsi al sociale, al territorio, ad una dimensione della vita reale, al desiderio di dare v

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Sabato 12 Giugno, in piazza Le Monache, gli alunni della scuola primaria “G. Bovio” di Ruvo di Puglia, a conclusione del progetto PON su” Balli, canti e tradizioni rubastine”, e nell’ambito del programma della festa patronale dell’Ottavario del Corpus Domini, hanno presentato alla cittadinanza, il risultato finale di un percorso del PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE, che li ha investiti pienamente in un’esperienza costruttiva, articolata e complessa, dal punto di vista umano e didattico. Lo scopo era quello di ricordare, ai non più giovani e far conoscere alle nuove generazioni, balli, canti ed eventi storici e religiosi della nostra terra.
Con la rievocazione storica, in costumi d’epoca, della Disfida di Barletta, i bambini hanno riproposto il dialogo tra lo spagnolo Consalvo di Cordova e il capo dei francesi Charles de Tongue, detto Monsieur de la Motte, avvenuto nella cantina della sfida; la partenza da Ruvo dei 13 cavalieri francesi, dopo aver ricevuto la benedizione nella chiesetta di S. Rocco.

Particolarmente caratteristica è stata anche la commemorazione dell’istituzione dell’Ottavario del Corpus Domini. In groppa a Loris, uno straordinario cavallo, accompagnato dal Sig. Graziano Loiudice, il piccolo Alessandro Riccardi ha rivestito degnamente il ruolo del baldanzoso duca Ettore Carafa, che, incurante della cerimonia in corso, creò scompiglio nell’incedere della processione, interrompendola a causa di una impennata del suo cavallo. Il popolo ruvese elevò forti proteste contro di lui. Fu allora, racconta la leggenda,  che avvenne il miracolo: il cavallo si inginocchiò dinanzi all’ostensorio del SS. Sacramento.
I piccoli attori, puntando sul difficile tasto dell’immedesimazione, hanno reso vivaci le scene, fino ad apparire attori provetti, molto sicuri di sé, con una impeccabile dizione. Sul palco, si sono sentiti proiettati, in un mondo adulto, fatto di coraggio e di sacrificio.

Due compunte presentatrici hanno fatto da cornice al vero presentatore della serata: il giovane Bruno.
I canti in dialetto ruvese, curati ed accompagnati dal maestro Rocco Di Rella, hanno allietato tutto il percorso ricordando alle nuove generazioni l’importanza di essere non solo radicati alla propria terra, ma anche di aprirsi su orizzonti europei ed ancora più vasti, desiderosi di poter guardare, ovunque, cieli puliti come quello della propria terra.
I balli, proposti dall’esperta Simona Di Domenico, in costume popolare, hanno creato brio con il ritmo della quadriglia e della tarantella: bambini e bambine, movendosi in modo diverso, hanno danzato, con movimenti aggraziati e passi ben controllati, accompagnati dal ritmo degli applausi.
Il percorso storico sugli usi, costumi e tradizioni è stato condotto dalla dott.ssa Simonetta Berardi che con tanta dedizione ha seguito gli alunni, rendendo tutti, desiderosi di conoscere e far conoscere le tradizioni di cui si è eredi, per amare e rispettare maggiormente il nostro paese.

Il lavoro si è avvalso della collaborazione degli insegnanti tutor della Scuola Bovio.
Protagonisti di balli e scene sono stati gli alunni delle classi 5^ A/B, che, all’indomani mattina, domenica 13 giugno, partendo da p.zza Matteotti e sfidando la cocente mattinata, hanno rivestito il ruolo di baby guide, portando a spasso per la città numerosi curiosi, desiderosi di apprendere dal loro semplice, ma significativo linguaggio, ciò di cui non si conosce mai abbastanza.
E’ proprio partendo da quanto messo in scena la sera del sabato, a piazzetta Le Monache, che il percorso turistico si è snodato, entrando nel castello Melodia, con la lettura della lapide a sinistra della scalinata, per poi allargarsi alla spiegazione e descrizione delle varie leggende e aneddoti che hanno caratterizzato la storia di Ruvo di Puglia, attraverso l’origine del culto di San Biagio, San Cleto e San Rocco; l’istituzione della festa dell’Ottavario del Corpus Domini, la nascita delle Confraternite, i gruppi statuari della Settimana Santa; la tradizionale vestizione della Pietà; la spiegazione e descrizione di alcuni antichi mestieri che hanno segnato la città di Ruvo di Puglia, tra la fine dell’800 e gran parte del ‘900; la visita alla bottega dello scalpellino, alla Ruvo in miniatura, alla ricchezza artistica nei dipinti della chiesa di S. Domenico, infine al museo.

Il tutto è solo parte del lavoro svolto e racchiuso in un opuscoletto, intitolato “ Ruvo di Puglia tra leggende e tradizioni”, con illustrazioni grafiche e rielaborazioni operate dai ragazzi sul patrimonio immateriale della città di Ruvo: leggende, tradizioni. Religiose, gastronomiche e antichi mestieri.
I piccoli ciceroni,, seguiti e incoraggiati dalla presenza significativa di quanti hanno creduto in loro, primi fra tutti il Dirigente Scolastico, dott.ssa Teodora Concetta Mazzilli e il Presidente Regionale dell’Unpli,Rocco Lauciello, hanno ricevuto consensi unanimi e, da quest’ultimo, una tessera associativa: un grande riconoscimento per guide turistiche d’eccezione.
L’esperienza ha risposto molto positivamente alle aspettative previste; è stata una valida opportunità per aprirsi al sociale, al territorio, ad una dimensione della vita reale, al desiderio di dare vitalità all’ampliamento dell’offerta turistica.
L’attenzione alla propria terra diventa sempre più pervasiva e sensibile quando è veicolata dalle attese dei bambini, futuri eredi di un mondo che cambia, dove anche la scuola, prima fra tutte, è chiamata ad integrare il curricolo delle discipline con altri interessi che possano costituire stimoli ancora più rispondenti alle esigenze formative e collaborare, in modo trasversale, alla formazione integrale della persona.

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