Ruvo-San Severo: le foto dell’incontro

La Redazione sportiva
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Quella che ieri sera poteva essere una festa per l’Air, si è trasformata piuttosto, in un incubo. La squadra ruvese è stata infatti battuta in gara 1 di semifinale dall’Aspica San Severo con il punteggio di 84-86. Di storico, per Ruvo, ci sono 39’58’’, nei quali mai aveva subito un sorpasso dagli ospiti: un altro minutaggio che resterà in negativo impresso nella mente dei tifosi ruvesi.

Dopo un inizio perfetto, in cui i bianco-azzurri hanno mantenuto un discreto vantaggio (con tanto di +17 come massimo vantaggio), il team di Gentile si è smarrito al rientro dagli spogliatoi. Confuso in attacco, poco strategico nelle scelte di tiro, con le percentuali realizzative che si abbassavano a vista d’occhio, l’Air è stata la brutta copia di quella squadra che aveva saputo interpretare al meglio il match. Risultato: ha mostrato ai dauni una pallacanestro non consona alle proprie caratteristiche di gioco.

E’ il bello dello sport che riserva un amaro epilogo alla città ruvese convinta, però, che i giochi siano tutt’altro che decisi. E’ un gioco da tre punti di Gueye a decidere la partita: non una gran partita la sua, ma ha avuto il merito di decidere in positivo per San Severo l’incontro. Il migliore in campo è stato Gaeta (25 i punti messi a referto), che ha saputo mettere davvero in difficoltà la retroguardia bianco-azzurra, eccezion fatta, però, per un’esultanza non proprio sportiva del numero 7 dauno, non consona a un professionista come lui.

Qualcosa da ridire probabilmente c’è in merito alla condotta arbitrale. Molti, ad esempio, i falli “scientifici” fischiati ai ruvesi che hanno costretto coach Gentile a difendersi a “zona” e a limitare la pressione in fase difensiva. Non è una giustificazione alla comunque immeritata sconfitta dei ruvesi, ma un elemento che stizzisce chi ha lavorato enormemente in due lunghi anni di gestione “Gentile”.

Direzione di gara non esemplare del duo emiliano reo di non aver mostrato una buona dose di carattere in alcuni frangenti chiave del match. Oltre a un eccessivo accanimento nei confronti dei ruvesi, lasciano l’amaro in bocca ai bianco-azzurri un’eccessiva esultanza molto irriguardosa di Gaeta nei confronti di Orlando non punita con un tecnico in un frangente delicato dell’incontro e il fallo a fil di sirena di Gueye su Labate che avrebbe potuto modificare l’epilogo di gara. Serata, tutta da dimenticare per il duo emiliano, ammessa con grande sportività dalla compagine dauna.

A destare imbarazzo nell’ambiente ruvese è la disamina degli episodi sotto esame, nel post partita, da parte del Sig. Benatti di Mirandola: “E’ vero, era molto dubbio il fallo di Gueye…” o anche: “Non ho punito Gaeta con il tecnico perché la sanzione deve essere educativa. In tal modo una punizione con un fallo tecnico non avrebbe avuto nessuno scopo educativo”.

Tutte una serie di situazioni, dunque, che hanno contribuito a creare tensione alla squadra ruvese. Il dottor Galantino ha espresso rammarico per quanto accaduto: “Siamo stati arbitrati da due arbitri di poco “polso”. Nel momento cruciale del match sono stati incapaci di prendere opportuni provvedimenti.

Dispiace davvero che due arbitri piovuti dal cielo, abbiano modificato il corso degli eventi e colpito al cuore la società che da anni lavoro intensamente per conseguire importanti risultati cestistici, i tifosi, gli sponsor che investono soldi sulla Pall. Fiore di Puglia Ruvo e nella pallacanestro. Ciò ovviamente non toglie i demeriti nostri che sportivamente ammettiamo”.

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