Ruvo «non è un paese per vecchi», le proposte di una cittadina

La donna, residente in città da 13 anni, si lamenta del tenore di vita generale. Ma cambiarlo non è impossibile, dice. Ecco come
Nonostante i cambiamenti che si stanno verificando in paese, Ruvo di Puglia sta ancora molto stretto ai suoi abitanti. A dimostrazione di ciò, riportiamo la lettera aperta di denuncia di una signora residente qui da molti anni, che non è contenta di come vadano le cose in città e lancia qualche idea per migliorarla.
«Non è un paese per vecchi. Oppure sì.
Cupo, triste, vuoto. Non guarda mai avanti; è fermo, o se si muove è sempre all’indietro.
Parlo di Ruvo. Vivo in questo piccolo paese ormai da 13 anni e potrei dire di essere una sua cittadina. Ma non mi sento così. Non voglio vivere in un paese dove non c’è spazio per i giovani e i bambini. Dove civiltà, ordine, rispetto, solidarietà, aria pulita e giardini sono parole che ormai hanno perso il loro significato. Per non parlare della cultura.
E io giovane non sono. Ma voglio fare qualcosa per loro, per noi di mezza età e per gli anziani. Impariamo a convivere tutti insieme. Nello stesso parco bambini con le biciclette, ragazzi seduti sul prato a chiacchierare, anziani e badanti sulle panchine. In questi parchi con delle attrezzature per fare un po’ di movimento. Sarebbe tutto più bello. Le strade pulite perché nessuno butta più le carte, i mozziconi di sigarette e i padroni raccolgono le sorprese dei loro cani. Un cinema dove andare a godersi un film e pub dove poter assistere a un concerto. Piste da tennis senza buche. Piste ciclabili e meno inquinamento. Riciclo vero.
Mi chiamano utopista. Non credo. Da dove io vengo queste cose esistono. E funzionano. E il mondo è più bello.
Io qualche idea ce l’avrei:
– Rieducare le persone a non parcheggiare sulle strisce pedonali. Come? Facendo delle multe o sanzionando con dei piccoli lavori che riguardano, in questo caso, la strada.
– Rieducare le persone a raccogliere i bisogni dei loro cani; se non lo fanno, sanzionare facendo loro raccogliere e pulire i giardini dei bisogni che trovano. Fare lo stesso con le persone che buttano per terra carte e sigarette.
– Insegnare alle persone a riciclare; studiare il sistema adeguato poiché quello attuale non funziona per niente.
– Togliere le campane delle chiese dove i vicini stanno per diventare sordi.
Se le persone non credono a questo mondo migliore facciamoglielo credere noi!
Io ho solo imparato due cose qua: che il prete ha sempre ragione ed è l’unico a fare quello che desidera e che devo imparare a farmi i fatti miei. Ma io non mi arrendo ancora!»
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