Ruvo necessita di una sala di commiato

Maria Tedone

Per eliminare discriminazioni tra credenti, atei e altre religioni

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          Chi non vuole esequie religiose, quanti professano altre idee religiose o non si riconoscono in alcun credo hanno diritto a ricevere l’estremo saluto da parenti e amici in luoghi dignitosi. Un progetto di legge della Camera dei Deputati ripreso poi da un testo unificato a firma di alcuni consiglieri regionali detta appunto delle norme in materia di attività funeraria, di cremazione e dispersione delle ceneri. Tutto questo al fine di garantire un trattamento rispettoso, su tutto il territorio regionale,della persona defunta.
          L’istituzione delle sale di commiato in ogni comune risponderebbe a tale esigenza. A Ruvo da qualche anno si avverte l’esigenza di tale struttura, alla luce del numero elevato di immigrati ormai in età adulta o di cittadini che non si riconoscono nella religione cattolica e che, per una loro preparazione culturale, si definiscono agnostici o atei.
          E’ bene quindi che venga applicato quell’articolo delle norme regionali in materia di attività funeraria che recita ‘ogni comune deve allestire sul proprio territorio almeno una camera mortuaria in un’apposita struttura per il commiato’. Tutto questo al fine di consentire la custodia e l’esposizione di una salma senza discriminazione di alcun tipo in ordine all’accesso. Molte volte i ruvesi hanno dovuto rendere le esequie a parenti o amici non credenti all’aperto, tra le mura del cimitero sfidando ogni negativa previsione del tempo.
         Con la sala di commiato anche quei defunti sarebbero uguali agli altri anche nell’estremo saluto.

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Commenti

  • cinghialotto (utente non verificato)

    ma cappero! è vero che l’argomento si attaglia alla temperie culturale del luogo, ma cappero, sempre a parlare di morte, morti, sepolture e commiati state? e che cappero, cosa siete un gruppetto di neogotici? e che cappero!