“Ruvo morente? No, penso di no”
Certo, Ruvo non naviga in buone acque per diverse ragioni, non ultime le vicende politiche travagliate che dal 2001 in poi hanno impresso una decelerazione ad una serie infinita di attività amministra
Riceviamo e publichiamo l’intervento di un affezionao lettore e caro amico di questo portale, che di petto, fa un’analisi della situazione del nostro paese
Ruvo è in coma, ma reversibile, per fortuna. Non appartengo al novero dei catastrofisti e delle cassandre di professione (o per vezzo), per cui non apprezzo molto le posizioni trancianti e pessimistiche del tipo: “Ruvo è morta e sepolta”, “non ci sono vie d’uscita”, “il centro storico è uno schifo”, e così via. Alcune volte mi sono dato anch’io al tiro al bersaglio, e ne faccio pubblica ammenda, ma sempre a fin di bene. Talvolta l’amore fa brutti scherzi ed induce a qualche eccesso. Certo, Ruvo non naviga in buone acque per diverse ragioni, non ultime le vicende politiche travagliate che dal 2001 in poi hanno impresso una decelerazione ad una serie infinita di attività amministrative. Due gestioni commissariali costituiscono pur sempre un “vulnus”.
C’è quindi bisogno di immaginare una nuova fase all’insegna della progettualità, della fantasia, dello sviluppo ordinato e bilanciato, ecosostenibile, in cui ecologia e cemento, ma ancor prima cultura, turismo e sviluppo si amalgamino e armonizzino, dato che è sempre più ovvio che vi è anche un’economia turistica che poggia sulla fruizione dei beni culturali e sulle tradizioni culturali di un paese, sulla sua vivibilità, sullo stato delle sue strade e giardini pubblici, sulla pulizia e sul decoro (di cose e persone).
Occorre inventarsi un nuovo patto sociale che non si fondi soltanto sulla forza di certe categorie (un tempo si parlava di un “partito del mattone”, operante in modo trasversale) o sull’ineluttabilità di certe scelte per difficoltà burocratiche, ma sulla “debolezza” del tessuto associativo, debole quanto a possibilità economiche, beninteso, ma ricco quanto ad idee, aspirazioni, potenzialità. Il denaro o la resa a chi ne possiede non rende ricchi né politicamente potenti. Questa è una pericolosa illusione. Si è ricchi non per la quantità di denaro in sé, ma per le cose, i servizi, i beni di cui si può disporre attraverso il denaro, che va usato – sul piano della res publica – saggiamente e dirottato ad incrementare il livello di cultura civica di un paese, che è fatta di conoscenza, certo, ma anche di spiritualità. Tenere al proprio paese equivale a non arrecare danno o nocumento agli altri, e questo è un fatto spirituale, è una finezza del cuore.
Quanto al nostro centro storico, ritengo che la sua destinazione finale non possa dipendere esclusivamente dal fattore “comodità”. A tutti piacerebbe parcheggiare sotto casa o nelle immediate vicinanze, ma ciò non sempre è possibile o auspicabile. Nelle attuali condizioni, in assenza di un piano di rilancio, è accettabile; lo sarebbe meno in un contesto diverso, qualora se ne facesse un volano per l’economia turistica del nostro paese, per il commercio e l’artigianato. Ma per questo dovremo attendere, forse poco, forse molto.
Commenti
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Gentili Signori, ma non Vi volete arrendere all’evidenza ? Il centro storico, così come il resto del paese, ha bisogno di una “scossa”. Siate onesti (anche con Voi stessi): chiedete e guardatevi in giro, e capirete dove i giovani o le famiglie, vanno a passare i propri momenti di svago, fanno acquisti, etc. Il vero interrogativo è: quanti e quali opportunità “ricettive”, e di “richiamo” abbiamo – non solo nel centro – in tutta l’area urbana?? Qui la comodità del cittadino non centra !!
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@Movimentiamoci: peccato che lei e il suo movimento per 3 anni (tre) abbiamo avuto il potere in mano a Ruvo. Peccato che andati via voi le cose si sono sbloccate .. peccato o no?
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@Mefisto: aspetta e spera….. la verità fa male. E non aggiungo altro.
@Giorgioneilbello: i sogni son desideri…. e tu continua (legittimamente) a sognare. Il 2011 è lontanissimo….. 😉
@Mipaf: questa è una questione Nord-Sud e non certo limitata a Ruvo
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Ma siete davvero convinti che l’immobilismo del nostro paese dipenda esclusivamente dagli amministratori? E poi: siamo tutti daccordo sul tipo di “dinamismo” che cerchiamo? O basta che si muova qualcosa e tutto va bene. Se avete delle idee tiratele fuori, in piazza, e non nel chiuso dei forum o peggio delle sedi di partito. Se no tutti a Corato.
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perchè anzichè analizzare oggettivamente la questione,si cade sistematicamente nel tranello delle colpe politiche scagliandosi a vicenda???? credo che sia questo il vero problema….
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Il fatto che la città stia morendo è un dato di fatto.
Come già scritto il rilancio può partire dal recupero edilizio del centro storico, adattando le abitazioni alle moderne esigenze ed e qui che il legislatore deve intervenire, ossia nel limitare tutte quella serie di norme. vincoli, leggi, leggine che una ristrutturazione di una casa del borgo antico non può per natura supportare, questo non deve significare ABUSI,ma fare qualcosa è oramai improrogabile. -
A questo deve aggiungersi una serie di agevolazioni che chi abita il centro storico deve poter usufruire:
Pulizia meticolosa dello stesso,un conto è sentire dell’olezzo della pipì di un cane randagio (altro tema scottante) in un vicoletto del CS ed un altro è percepire detto olezzo magari sull’estramurale o in via Enaudi.
Blocco totale alla circolazione dei veicoli nel CS con contestuale assegnazione di posti auto per i residenti nella immediate vicinanze. -
Agevolazioni fiscali per i residenti (tipo esonero della tassa sui rifiuti solidi urbani).
Per quel che riguarda il turismo è inutile puntare sulla Cattedrale e Museo, inquanto la visita dei due siti si compie in un paio d’ore, quindi, bisogna inventarsi dei pacchetti turistici che inglobino più città in modo da soggiornare sul territorio. -
A conclusione di queste mie idee per il rilancio dico che la città deve iniziare a riaquistare il suo volto originario e tipico, inquanto l’alternativa è il diventare un centro urbano insignificante.
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Scusate l’intrusione…
MA QUALE SARA’ LA SORTE DEL LICEO LINGUISTICO?? -
Infatti è nata morta; corato? pfui. Cadrà sui soldi. Terlizzi si che è una città culturale e tutto. Ruvo non può esserla e non lo sarà mai.
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scusami CARLOGIULIANI,ci potresti “erudire” sul perchè e cosa Terlizzi(senza togliere nulla ad essa)avrebbe più di Ruvo, e soprattutto sul perchè Ruvo potrebbe essere mai una città culturalmente viva??? a me sembra più un proclamo apocalittico di un pseudo-fanatico che un’osservazione oggettiva…PREGO SI FACCIA AVANTI!!!!
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“Ruvo morente? Si, penso di si” Perchè bla bla, dovuto a bla bla,rimarrà bla bla…!
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A ruvo a parco levi ci mancano solo le sentinelle, il parco dopo il palazzetto è distrutto, la pineta, la piscina, tiserve altro? Se certe cose le possiedi le devi saper usare: questa è terlizzi, ruvo invece è distrutta. Quanto durerà piazza Dante?
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L’idea di sprinter è davvero bella. perchè i nostri amministratori non s’inventano il marchio Ruvo di Puglia assieme ai prodotto doc? I nostri immensi prodotti culturali e gastronomici…
Io trovo che l’attuale amm.ne ruvese voli troppo bassa… non abbia idee insomma. Rappresenta il ruvese medio che si accontenta senza chiedere quello che DEVE avere. -
Da ruvese verace esprimo il mio apprezzamento per l’articolo e sono daccordissimo su quelle che potrebbero essere le possibili soluzioni per il riseglio della nostra cittadina.
Allora riuniamoci tutti con un movimento,una lista civica un’associazione o altre forme di civile protesta.Uniti si vince.
P.S.Rivolgo al “tuttologo” piy79 un semplice invito al silenzio,poichè i suoi commenti non costruttivi lasciano il tempo che trovano.A buon intenditore poche parole -
grazie alle opportunità di lavoro che Ruvo offre, da oltre 5 anni sono emigrato anch’io come tanti al nord e ho scoperto, poi a caso, che cos’è la vivibilità di un paese, non ritornerei a vivere a Ruvo per nessuna ragione.
Putroppo tutt’ora noto un notevole divario tra la società in cui vivo e quel Paese, cristallizzato da 10 anni, che si chiama Ruvo. -
To! Improvvisamente è resuscitato.
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“Si è ricchi non per la quantità di denaro in sé, ma per le cose, i servizi, i beni di cui si può disporre attraverso il denaro”….parole sante. Quando il ruvese avrà capito ciò, allora Ruvo uscirà dal coma. Amen.
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..che belle parole?
Ma perchè nn provate a chiedere suggerimenti al sindaco di corato, che nel giro di pochi anni ha reso la sua città forte sul piano commerciale, dell’adilizia e tanto tanto altro? -
Egr.Sig. Bernocco, se ci sono da parte di alcuni cittadini delle reazioni un po’ eccessive come lei dice,non penso che questi si divertano o per puntare il dito contro l’Amministrazione.La “rabbia” va letta in altro modo non giudicata.C’è gente che ama la nostra città, la vuole bella e vivibile.Tre anni fa il 60% della popolazione ruvese ha votato un programma e un sindaco che ne fosse garante.Mi chiedo:ad oggi di quel programma quanto è stato realizzato?
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Lei fa dei buoni propositi:…c’è bisogno di immaginare;…inventarsi un nuovo patto sociale;…due commissari.Ma sono passati tre anni, non siamo in campagna elettorale.Queste cose erano scritte già nel programma elettorale del 2006(e lei lo saprà).Non dobbiamo dire niente, che tutto va bene,non facciamo i catastrofisti.Bernocco, sembri il Cavaliere.
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Di questo passo legittimeremo ogni amministrazione a scaricare le responsabilità sempre a quella che l’ha preceduta. Chi ne pagherà le conseguenze?Quindi ci consenta:ci facci arrabbiare,lo faremo anche per lei.P.S.Sig.Bernoco, si è chiesto mai perchè i nostri amministratori non circolano mai per Ruvo, soprattutto nelle zone che lei ha individuato nel suo articolo?
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Si è chiesto mai perchè ad ogni manifestazione culturale(quelle poche) che si volgono a Ruvo gli amministratori sono sempre assenti?(tranne il Sindaco quando è invitato), e sono presenti in quelle d’elite(vedi Talos Festival). Si è chiesto mai perchè l’Assessore alla Cultura è definito “u assessore au prisce” mortificandolo sia sul piano politico che economico?Gradirei una sua risposta, se lo ritiene.Grazie.
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Non credo che si possa essre cosi chiusi,cosi ottusi da non voler guardare in faccia la realtà di Ruvo.
Caro Lei, alcune lamentele, io non le chiamerei vezzo. Forse con esse si vuole richiamare l’attenzione di alcuni???????
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Condivido l’articolo pubblicato.
Anch’io vivendo al nord sarei tentato di fare il paragone tra la città in cui vivo(vivibilissima) e la mia amata Ruvo.
Non dobbiamo copiare e chiedere suggerimenti a nessun sindaco.
Noi ruvesi abbiamo capacità e potenzialità per pensare e progettare il meglio per la nostra città.
Basta eliminare qualche steccato di troppo che si è creato e cominciare a dialogare. -
Mi sembrano parole di buon senso…e poi non illudiamoci, Corato non è tutto oro. Solo che lì si agisce “alla coratina maniera”…
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due considerazioni:1)parcheggio sotterraneo a piazza s.domenico proposto per due legislature con la finalita’ di svuotare il centro storico e gratis per i residenti,mai concretizzato forse perche proposto da persone ‘sgradite’2)iniziative commerciali ad elevato valore intrinseco a cadenza mensile coniugato al ‘brand’ ruvo di puglia per i suoi prodotti si e’ preferito il mercato delle pulci.
manca una cultura ”emancipata’ e ‘coraggio propositivo.. -
Coratinodadozione ma sei sicuro che sia tutto oro quello che luccica a Corato? Ok la città ha fatto un balzo enorme ma a costo di che? un territorio depredato e a rischio idreogeologico, un economia fortissima rispetto a Ruvo ma basata su pochi grandi nomi…, perdita di tradizioni, ecc. ecc.
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credo che ruvo abbia bisogno di persone piu’ attive e dinamiche! non voglio essere sempre quello che attacca l’amministrazione, ma vedo da anni un totale immobilismo su tutti i fronti, e questo di certo non giova a migliorare la situazione! per fortuna le prossime comunali si avvicinano e stavolta i cittadini ruvesi non potranno piu’ sbagliare! errare è umano, perseverare è diabolico!
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Carlogiuliani.. lo spaccio a parco levi non l’ho mai visto. Cmq… ti voglio far presente che a Terlizzi hanno provato col bike-sharing e si sono arresi dopo pochissimo perchè qle vandalo aveva distrutto le rastrelliere… per dirne una.
Non penso che abbiamo molto da imparare da Terlizzi come civiltà.. penso anzi che le mele marce non abbiano residenza!








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