Ruvo di Puglia e Parigi al “centro” dell’Archeologia europea. Pronto il progetto

"Rubi Antiqua" il titolo di un progetto italo-francese. Un catalogo, un film documentario e una mostra a Parigi. Lunedì la presentazione al Castello Svevo di Bari
“Rubi Antiqua” è il titolo di un progetto italo-francese per la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico proveniente da Ruvo di Puglia.
I reperti archeologici scoperti sul territorio del sito peucezio di Ruvo di Puglia, in Italia meridionale, hanno suscitato l’interesse e la curiosità degli antiquari europei del Settecento e dell’Ottocento. Se in Italia, a Ruvo, si costituiscono collezioni incentrate sul patrimonio locale (fratelli Giovanni e Giulio Jatta, Caputi, Lagioia) e altri reperti antichi di Ruvo vanno ad arricchire il Reale Museo Borbonico di Napoli, in Francia il fenomeno delle esportazioni e della vendita all’asta di collezioni, alimentano di antichità ruvestine prima le collezioni private (duc de Blacas, Edme Antoine Durand, Joseph Tôchon), poi i musei pubblici. Inoltre il bilancio del decennio francese a Napoli, e i lavori svolti dall’Istituto di Corrispondenza Archeologica ai quali la Francia prese parte in maniera determinante, hanno avuto un impatto decisivo sull’archeologia italiana dell’Ottocento.
I risultati di questo studio saranno diffusi sotto forme diverse. Per gli esperti un archivio accessibile on-line pubblicherà i risultati finali che saranno anche sintetizzati in pubblicazioni scientifiche, di cui i componenti dell’equipe di ricerca presenteranno i lavori in occasione di un convegno organizzato dall’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte di Parigi.
Per il grande pubblico, un film documentario mostrerà le varie fasi della ricerca evidenziando l’importanza del sito di Ruvo nella storia dell’archeologia europea. Una mostra, infine, ospitata in un museo parigino s’interesserà al fenomeno delle collezioni archeologiche dell’Ottocento, attraverso l’esempio della famiglia Jatta e di altre importanti famiglie ruvesi, rendendo fruibili al grande pubblico alcuni reperti molto famosi e opere d’arte poco conosciute.
Il progetto sarà presentato lunedì 22 settembre alle 10.30 nell Castello Svevo di Bari (sala multimediale).
Annamaria Lorusso (direttrice del Castello Svevo) introdurrà i lavori di questo primo incontro bilaterale tra i partner francesi e italiani del progetto, finanziato da Mairie de Paris e Regione Puglia (Assessorato al mediterraneo, cultura e turismo) e coordinato dall’archeologa barese Daniela Ventrelli del dipartimento parigino Anhima Umr 8210.
I partner italiani del progetto (Soprintendenza per i Beni archeologici, Università degli studi di Bari, Regione Puglia, Comune di Ruvo) saranno rappresentati rispettivamente da Luigi La Rocca, Antonio Felice Uricchio, Nichi Vendola e Silvia Godelli, Vito Nicola Ottombrini.
Alla presentazione interverrà anche una delegazione composta dai più alti rappresentanti di prestigiose istituzioni culturali francesi: François de Polignac (Ecole Pratique des Hautes Etudes), Martine Denoyelle (Institut National d’Histoire de l’Art), Paulette Le Pelletier Hornby (Petit Palais), François Lissarrague (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales).
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