Ruvo di Puglia e l’unità di Italia
Un volume curato da Angelo Tedone
Per 150 Pagine di Storia, rassegna della Soprintendenza Archivistica per la Puglia, il Presidio del Libro “Musiche & Arti” organizza l’appuntamento di mercoledì 16 marzo (ore 17.30) a Palazzo Sagges (strada Sagges, 3, Bari vecchia) con la presentazione del volume di Angelo Tedone Ruvo di Puglia verso l’Unità d’Italia (Centro Studi Meridionali, Giovinazzo, 2011). Dopo l’introduzione della Soprintendente Maria Carolina Nardella interviene Vito Antonio Leuzzi.
Nel volume di Angelo Tedone vengono tracciate le vicende del 1848 e 1849 in cui a Ruvo di Puglia operava la “setta dei progressisti” che annoverava i padri Scolopi, Francesco Rubini e Luigi Simia unitamente a sacerdoti del tempo e insigni personalità come Marino Cervone, Nicola Berardi e Michele Altamura, oltre a gente popolana di estrazione diversa, organizzati dal molfettese Giovanni Cozzoli e dal biscegliese Ottavio Tupputi.
Il volume Ruvo di Puglia verso l’Unità d’Italia (Centro Studi Meridionali, Giovinazzo, 2011) è il risultato di una meticolosa ricerca storica che Angelo Tedone – noto giornalista professionista, appassionato cultore ed autore di pubblicazioni di storia patria su Ruvo di Puglia, come le due opere pubblicate nella collana “miscellanee di Puglia” del Centro Studi Meridionali (“Rhyps, Rubi, Ruvo – città e agro” e “Ruvo di Puglia – Uomini illustri”) – ha condotto presso l’Archivio di Stato di Bari e di Trani portando alla luce inedite vicende che hanno caratterizzato il periodo e gli avvenimenti antecedenti e postumi l’Unità d’Italia.
Inoltre, il progetto editoriale comprende, nella quarta appendice, un documento storico inedito, in ristampa anastatica, relativo all’atto di accusa e alla sentenza emessa dalla Gran Corte Criminale di Trani il 23.12.1861, concernente l’azione degli “sbandati” di Giovinazzo e Bitonto capeggiati dal ruvese Natale Ursi e dal giovinazzese Pasquale Freda.
Un appuntamento editoriale che non poteva mancare in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (1861/2011) e si incastona nell’ambito delle celebrazioni del 25° anniversario di attività del Sodalizio (1986/2011).
Nel volume Ruvo di Puglia verso l’Unità d’Italia vengono tracciate in particolare le vicende del 1848 e 1849 in cui a Ruvo di Puglia operava la “setta dei progressisti” che annoverava i padri Scolopi, Francesco Rubini e Luigi Simia unitamente a sacerdoti del tempo e insigni personalità come Marino Cervone, Nicola Berardi e Michele Altamura, oltre a gente popolana di estrazione diversa, organizzati dal molfettese Giovanni Cozzoli e dal biscegliese Ottavio Tupputi.
I processi e le sentenze erano emesse in un momento in cui si cominciava ad avvertire l’influenza dell’azione di Giuseppe Garibaldi che, con la sua impresa dello sbarco dei Mille, segnava la decadenza e la fine della dinastia dei Borboni, laddove iniziavano a insediarsi governi provvisori. A Ruvo di Puglia il 17 marzo 1861, con la dichiarazione dell’Unità d’Italia, si insedia un governo presieduto dallo stesso Francesco Rubini.
Il volume racconta, inoltre, del malcontento di gente registrata nella setta, come Nicola Paparella che- aspettandosi probabilmente incarichi più lusinghieri, anche nella Guardia Nazionale- cominciò a denunciare le riunioni segrete, con l’accusa di esercitare una funzione cospirativa nei confronti del Re, e i luoghi in cui si proponevano idee socialiste e comuniste. A seguito di queste denunce seguirono inevitabilmente i processi dinanzi alla Gran Corte Criminale di Trani, con condanne a volte pesanti.
La ricerca storica si amplia, proponendo al lettore e ai ricercatori le vicende successive al 1861 e riportando altri avvenimenti che interessarono i comuni di Bitonto, Giovinazzo, Ruvo di Puglia e Terlizzi, legati al fenomeno del brigantaggio che arruolò tra le sue fila uomini appartenenti all’esercito borbonico e vaganti tra le campagne in cerca di un bottino per sfamarsi.
Particolarmente significativa e degna di attenzione è la descrizione che Angelo Tedone propone di Francesco Rubini, definito da Giuseppe Mazzini come il “fanciullo patriota” per l’azione e l’opera profusa nel difendere i diritti dei lavoratori, dando vita alle prime forme ideali del “comunismo” inteso come lotta comune e impegno per la causa dei lavoratori.
L’opera si pregia della presentazione del prof. Vito Antonio Leuzzi, Direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea e sarà presentata a Ruvo di Puglia, Giovinazzo e Bitonto nel prossimo mese di aprile.
La collana “miscellanee di Puglia”, iniziata dal 1995, oltre alle opere di Angelo Tedone, innanzi citate, annovera le seguenti pubblicazioni: “Atturne a la frasceare” di Domenico Amato, “Achille Salvucci: il Vescovo buono” a cura di Giuseppe Tulipani, “I Gonzaga di Guastalla Signori di Giovinazzo” di Vincenzo Rucci, “Meste Necole iaive vecchie e se ‘mbaraive angore! – antologia dei detti e modi di dire di Giovinazzo” di Adelaide Armato De Martino, “Le Pergamene della Chiesa dello Spirito Santo di Giovinazzo – Regestario” e “Il primo libro dei Battesimi della Cattedrale di Giovinazzo” di Michele Bonserio, Ofanto “Cape diem” di Ruggiero Maria Dellisanti, e “Giovinazzo in bianco e nero – itinerario turistico in lingua italiana e inglese” di Vincenzo De Palma, “Filippo Cortese, musicista giovinazzese” a cura dei maestri del Conservatorio di Bari: Andriano, Rescigno e Scarda.
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