Ruvo di Puglia e il museo Jatta su Rai Storia

Lo storico dell’arte inglese Dixon: «Valeva la pena venire qui, di sicuro»
Ancora una volta Ruvo di Puglia al centro dell’interesse della Rai.
Ieri sera infatti è andata in onda una puntata de “I buongustai dell’arte”, il programma trasmesso su Rai Storia e condotto da Andrew Graham-Dixon e Giorgio Locatelli, rispettivamente storico dell’arte e chef.
Dixon e Locatelli, estremamente affascinati dal patrimonio italiano e amanti della nostra cultura, sono soliti compiere viaggi in giro per le regioni, alla riscoperta di ricchezze nascoste.
Ieri la loro tappa è stata la Puglia. Un piatto di orecchiette e cime di rapa, il patrimonio culinario per eccellenza della Puglia, ha anticipato il loro viaggio a Ruvo, in particolar modo verso il museo Jatta.
La collezione di Giovanni e Giulio Jatta è risultata di davvero immenso interesse, in quanto l’intera regione è stata parte integrante della storia degli antichi Greci. E nulla meglio della collezione antica degli Jatta può rappresentarlo.
«La collezione Jatta – annuncia il conduttore – nella quasi sconosciuta Ruvo di Puglia è una vera gemma nascosta, molto insolita, che risale al 19esimo secolo. Giulio e Giovanni Jatta decisero di far rimanere qui i tesori di Ruvo, risalenti principalmente alla Grecia antica».
Particolare importanza è stata data alla creazione principale contenuta nel museo, il vaso di Talos: «L’organizzazione stessa – prosegue la spiegazione – serve a condurci al tesoro più grande dell’esposizione, un vaso davvero molto raro. Sul vaso sono rappresentati Giasone e gli Argonauti, con tutta la loro nave; qui c’è Medea, la madre dei figli di Giasone, con la coppa piena di veleno. Ella ha avvelenato il gigante di bronzo Talos, che sta morendo, che aveva l’incarico di vigilare su Creta. Per rappresentare l’idea di morte Talos è stato raffigurato non con i classici colori ma col bianco, segno che la vita lo sta abbandonando».
Dixon e Locatelli si sono soffermati sui particolari della raffigurazione, segno davvero di grande originalità. Non è passata inosservata inoltre la presenza della statua di Giovanni Jatta, che è rivolta verso il Talos, pronta per custodirlo ed essere di guardia.
«Valeva la pena venire qui, di sicuro», ha commentato infine lo storico inglese Dixon.
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