Ruvo comunic@… e i cittadini non si tirano indietro!

Grazia Ippedico

Quello della cittadinanza attiva è un concetto un po’ difficile da attecchire. Deve combattere contro il sospetto e la diffidenza, qualità piuttosto rappresentative della nostra città

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Quello della cittadinanza attiva è un concetto un po’ difficile da attecchire. Deve combattere contro il sospetto e la diffidenza, qualità piuttosto rappresentative della nostra città. Nonostante la comunicazione a tappeto, fatta dall’assessore Curci, per l’incontro del 2 ottobre “Ruvo Comunic@ Vieni e dì la tua”, i partecipanti non erano più di una cinquantina. Un vero peccato per tutti coloro che vogliono dire la propria sulle questioni di Ruvo. Il team organizzativo del c.a.s.t. (cittadini e amministrazioni per lo sviluppo dei territori) è stato assolutamente esaustivo e competente. Così come il metodo di lavoro, l’O.s.t (open space tecnology) ovvero uno spazio aperto di discussione.

L’abilità di rompere il ghiaccio e di interagire con i presenti, è stata subitaneamente messa in crisi da un incidente avuto durante la presentazione. Una piccola delegazione di studenti del liceo linguistico, nel momento in cui il coordinatore ha preso parola si è alzata ed ha imboccato l’uscita.
La gente meravigliata e attonita, ha subito compreso che quello che era sembrato un atto di pura maleducazione non era altro che un ennesimo tentativo di protesta. Ma non è così che si risolvono le cose. E’ necessario sedersi, lavorare e scrivere. Verba manent. Ne è venuto fuori che i ragazzi del liceo linguistico si sentono bistrattati e penalizzati. Non conoscono il loro futuro di studenti e non capiscono quanto valore ha il loro diritto allo studio. E’ stato questo, un gesto forte che ha portato a creare un gruppo di comunicazione, specifico per loro. La loro battaglia continuerà, e su questo ci saranno altri aggiornamenti, su questa testata.

Gli altri gruppi di lavoro sono stati formati sulle esigenze dei cittadini di parlare riguardo l’ambiente e l’ecologia; c’è bisogno di trasparenza e di un ufficio di relazione con il pubblico (U.r.p.); c’è la consapevolezza da parte dei giovani di possedere uno spazio di comunicazione a loro dedicato.
Quello che ne è venuto fuori, è che la cittadinanza reclama un sito internet istituzionale, un accesso alle delibere comunali in tempo reale e in un linguaggio comprensibile, ma soprattutto reclama il diritto all’informazione. Un ufficio stampa, un cartellone informativo. Sapere quello che accade, dallo spettacolo teatrale al rifacimento di una strada, in tempo utile e reale. Vale lo stesso per i giovani che chiedono una guida, gente preparata e capace di dare consigli. I giovani chiedono incontri periodici con l’amministrazione, un gruppo di facilitatori, e un incontro periodico con gli assessori nel loro habitat naturale: le scuole.
Più consapevolezza viene richiesta sui rifiuti. Raccolta differenziata e rivalutazioni delle zone verdi è la base per un progetto più ampio per la sensibilizzazione della cittadinanza.

L’assessore Curci, dal canto suo, ha comunicato che è stato effettuato il cablaggio di palazzo Avitaja che permetterà una gestione minuziosa e professionale del sito internet ormai prossimo a nascere. Sono stati già organizzati due giorni di formazione del personale nei vari uffici. Le fasi di sperimentazione non sono finite e c’è chi dice che si potrà seguire il consiglio comunale via web. Si è pensato ad un Foglio informativo, da far recapitare a domicilio. Inoltre si sta lavorando per la piscina, la pineta, piazza Dante e verrà reso noto come sono stati spesi i soldi dei contribuenti per il campo sportivo. Le premesse per una buona comunicazione ci sono tutte. Si deve solo attendere ancora un po’.

Un sacco di carne sul fuoco, come si suole dire. Ma non per questo, è stata un’esperienza negativa. La possibilità di parlare di problematiche comuni, di confrontarsi e di dire la propria è il primo passo verso una vera democrazia, e nonostante la diffidenza, provarci è il primo vero passo per un appropriamento della nostra città.

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Commenti

  • iole (utente non verificato)

    “verrà reso noto come sono stati spesi i soldi dei contribuenti per il campo sportivo”… e dei soldi sottratti ai contribuenti per aggiustare la piscina l’assessore non ha il coraggio di parlarne? Riporto una dichiarazione fatta da uno dei responsabili della vecchia gestione e mi auguro che si faccia chiarezza sull’argomento….segue

  • iole (utente non verificato)

    non è censurando i commenti che si ottiene una comunicazione corretta. Fermo restando che ognuno è responsabile di quanto dichiara, non capisco perchè siano stati censurati ben 4 miei commenti relativi alla piscina. Nei commenti censurati si additano i responsabili del degrado che purtroppo sta ricadendo sulle tasche dei contribuenti ruvesi.

  • devil20 (utente non verificato)

    All’instancabile scorazzatore PIY dico poi: tu che sei allitturato su tutto fino a scorazzare anche nel sito del TAR, non sai o fingi di non sapere che responsabile del buon andamento delle opere pubbliche è l’ufficio tecnico con i suoi dirigenti, non il potere politico che deve dettare solo gli indirizzi e vigilare che gli stessi (superstipendiati) dirigenti li mettano in pratica.

  • ruggine (utente non verificato)

    disertare è sempre negativo perchè implica una sconfitta..e in questo caso una sconfitta personale! iniziamo e poi vediamo dove questo viaggio ci porta!!

  • piy79 (utente non verificato)

    Ma perchè devil invece di delegare non ti leggi le varie liquidazioni e non le porti tu o il tuo referente in CC (due sono..) alla Corte dei Conti e alla Procura??? visto che ti poni sullo scranno, sei così saccente da affibiare responsabilità fallo! Non perdere tempo invece di digitare i tuoi post ultraripetitivi. Spara nel mucchio.. come sempre!

  • devil20 (utente non verificato)

    Questa è l’unica comunicazione e trasparenza possibile: inividuare responsabilità e punirle. Il resto sono chiacchiere da imbonitori telematici. Hanno fatto bene i ruvesi a disertare questa farsa inscenata da un’amministrazione che non ha mai avuto e non avrà mai il polso della società civile che vuole crescere davvero

  • devil20 (utente non verificato)

    La piscina come i manti stradali lasciati dissestati dopo l’esecuzione di opere pubbliche; come le tante altre cose su cui un ufficio che si chiama tecnico dà parere favorevole e dispone la liquidazione. Non è un ente astratto gestito virtualmente: è un luogo di Palazzo Avitaia in cui siedono dirigenti e funzionari che hanno nomi e cognomi.

  • piy79 (utente non verificato)

    Cmq per gli egregi studenti del linguistico e i loro genitori..
    Questa è la sentenza del Tar sullo spostamento del linguistico. Praticamente il comportamento del Comune è stato perfetto.
    http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Bari/Sezione%203/2008/200800250/Provvedimenti/200801036_01.XML

  • giovanedottoressa (utente non verificato)

    Il vostro articolo parla di fornire obiettivi fondamentali ke molti altri Comuni nel mondo hanno gia’ raggiunto.Cambiamento e progresso,a Ruvo,possono avvenire se prima identificate e rivelate,al pubblico,le ragioni x cui questi obiettivi base non sono stati raggiunti finora dall’amministrazione.Se potete comunicare le ragioni di tale fallimento senza chiedere alla gente di aspettare allora avete una possibilita’ in piu’di raggiungere l’ambizione a cui il vostro articolo aspira.Buona fortuna.

  • piy79 (utente non verificato)

    Se poi volevate lasciare la piscina abbandonata a se stessa o in mani di privati basta dirlo. Così capiamo un pò tutti

  • piy79 (utente non verificato)

    Ancor di più tutto quello che dici iole comporta che la responsabilità non può addebitarsi a questa amm.ne che ha provato a risolvere il probelma (anche se cn qke evidente errore) ma a chi l’ha preceduta e in particolare a chi piange sul latte versato. Il sindaco che fece frettolosamente nascere la piscina.

  • iole (utente non verificato)

    “una piscina nata carente e realizzata con materiali scadenti,e questo è un dato di fatto documentabile con carte firmate controfirmate”. E grave dichiarare ciò a contratto scaduto ed a danni irreparabili provocati. Se i materiali erano scadenti e le carenze erano diffuse, il servizio offerto non poteva essere che carente e scadente con rischio per la salute degli utenti.

  • iole (utente non verificato)

    postato da michelegirardi78
    28 settembre 2008 @ 15.27
    Su tutto quello che è successo in seguito alla chiusura dell’impianto (causa fine contratto col comune) esprimo un solo pensirero: non eravamo noi i responsabili della manutenzione straordinaria di una piscina nata carente e realizzata con materiali scadenti,e questo è un dato di fatto documentabile con carte firmate controfirmate. Un saluto a tutti.

  • miccia (utente non verificato)

    Perchè tirare sempre in ballo la piscina? Purtoroppo quest’ultima è una vera “patata bollente” per i nostri amministratori…e…
    Probabilmente bisognerebbe andare indietro di almeno 12 anni, per non rifare gli stessi errori e decidere per metodologie gestinali diverse…^-^…