Roberto Covolo, ideatore di ExFadda: «Il momento ideale per generare un’idea? Adesso»

Francesca Elicio

Consigli semplici e mirati da cui partire per poter sviluppare un progetto innovativo

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Una storia. Fatta di sacrifici, curiosità, voglia di lavorare e soprattutto voglia di portare qualcosa di fresco in un territorio che offriva ben poco.

Da questa storia è partito Roberto Covolo, un seminatore di buone pratiche e di esperienza, più comunemente chiamato innovatore sociale, che è stato protagonista del secondo incontro rivolto allo sviluppo delle politiche giovanili, fortemente perseguite dall’intera amministrazione.

Ma cosa intendiamo noi per innovazione? Per Covolo, «l’innovazione non è un mestiere ma un modo di fare le cose in ogni tipo di professione; è assumere uno sguardo sul mondo partendo sin da subito, partendo da quello che si ha a disposizione e da quello che si è. Un momento ideale per proporre un’idea? Non c’è mai un momento ideale. Il momento è adesso. La fase più importante è la fase 0-1 in cui bisogna capire come entrare nel mondo che ci suscita interesse. Le idee in genere non riguardano il far carriera, ma qualcosa di sociale che può diventare un elemento aggiunto alla nostra realtà».

Il fulcro dell’incontro è stato incentrato sull’ExFadda, un incubatore leggero di nuovi progetti per cominciare partendo da un’idea e costruendo opportunità di apprendimento e lavoro, favorendo lo sviluppo di progetti e dando loro forma concreta.

La sfida per costituire questo grande contenitore sociale è stata da subito complessa: partendo da un ex stabilimento enologico abbandonato negli anni ’50, viene a costituirsi piano piano un progetto che ne vede innanzitutto l’acquisizione da parte di diverse società; successivamente una situazione intrinseca fatta di conflitti interni ma allo stesso tempo ideale per poter partire da 0. Covolo e altri giovani, definiti pioneri perchè hanno avuto il compito di rielaborare i messaggi e portarli a chi non li conosceva, hanno studiato un sistema per poter arrivare alla gente. Di qui l’idea dell’autocostruzione, in un confine tra il legale e l’illegale che ha visto dapprima la nascita di XF Live, successivamente la nascita di un parco giochi e infine la rielaborazione degli spazi interni. L’idea è stata quella di lavorare tutti insieme (studenti, bambini, signore, lavoratori) su un progetto che sarebbe servito a tutti; di qui lo scambio di competenze e idee tra le parti che ha creato una formazione in situazione.

«Per poter generare qualcosa – afferma Covolo – c’è bisogno di tre elementi essenziali: impatto sociale, sostenibilità economica e progetti di sviluppo locale. In un tempo di passioni così fragili, il fatto di costruire luoghi ha rappresentato una sorta di valore aggiunto».

E il valore è arrivato con la realizzazione di una crew di fotografia, che ha avuto l’intuizione di proporre sul mercato qualcosa di diverso da ciò che i fotografi già proponevano, oppure con la World music academy che ha visto un inizio tragico per poi estendersi e trasformarsi adesso in un’attiva scuola di musica.

Il segreto è non scoraggiarsi se all’inizio le cose vanno male; bisogna provare, costruire per prototipi, eseguire passi piccoli e brevi che permettono di fare grandi progetti. Pensiamo ad un nuovo modo di vedere le cose, i fruitori di un servizio che diventano collaboratori, dimenticando ogni qualsiasi forma di target, di marketing e iniziando a moltiplicare le risorse.

I progetti in campo sono molteplici: da uno studio di registrazione, a un laboratorio di yoga per passare al festival dell’yeahjasi e all’arte del mandolino nelle barberie. Ma ciò che colpisce di più è il progetto de “La Manta”.

«L’idea di base – afferma Domenico De Pascale – era quella di sviluppare qualcosa con il tessile; ho realizzato uno scambio quindi con le donne che sapevano tessere e conoscevano l’arte dell’uncinetto: loro insegnavano a me l’arte e io davo loro qualche appunto di design. Dopo un periodo di ricerca iniziale, è nata una specie di confronto e di sana competizione che ha portato poi a scovare nel territorio chi producesse lana per realizzare prodotti a km 0. Questa esperienza ci ha fatto realizzare una serie di rapporti anche a distanza con le aziende (ad esempio con il Matera design weekend). Al momento abbiamo altri progetti per il futuro, come quello della realizzazione di botteghe partendo dalla ricerca storica».

Mirati i consigli e i segreti per ottenere un buon progetto: attivare innanzitutto il paradigma che vede coinvolti tre elementi essenziali: la fiducia, l’attivazione e l’appartenenza. In seguito condividere per primi le proprie risorse, valorizzare e ricombinare quelle che invece sono le risorse latenti fino a favorire la perdita di controllo che deve essere sostituito da responsabilità condivisa. Come garantire una sostenibilità economica? Attraverso un’economia fondata sulla fiducia, su scambi non monetari, attraverso attività commerciali (un esempio è XFood dove i ragazzi disabili si cimentano in sala e cucina), affitti di location o sponsorship.

I progetti futuri di ExFadda sono davvero molteplici, segno che da un’idea di base possa innescarsi un meccanismo nuovo, che vede sempre più coinvolti maggiori interessi e nuove prerogative.

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