Ritornano a Ruvo le spoglie del bersagliere Biagio Di Vittorio

Un figlio della città deceduto nel secondo conflitto mondiale
Con una Cerimonia molto sobria la Città di Ruvo di Puglia accoglierà le spoglie di un proprio figlio morto nel secondo conflitto mondiale.
Il ritorno del Bersagliere Biagio Di Vittorio avverrà sabato 27 Ottobre 2012.
Il rito religioso sarà tenuto nella Parrocchia di Santa Lucia in via Oberdan.
Dopo la santa messa, alla quale parteciperanno le autorità civili e militari, i resti del milite saranno trasferiti nel civico cimitero.
Ad organizzare la Cerimonia è l’Associazione Bersaglieri di Ruvo di Puglia, un sodalizio molto attivo in Città.
Il Presidente Ferinando Damiano insieme a tutto il sodalizio ha fortemente voluto che al Bersagliere Di Vittorio fossero dati gli onori dai suoi concittadini. Alcuni mesi fa l’Amministrazione comunale gli ha anche dedicato una via.
Biagio Di Vittorio – Bersagliere (1922 – 1944). Fu superstite della campagna di Russia (1942 – 1943). Durante la battaglia del Don sprezzante del pericolo, superava la postazione di trincea per portare in salvo il commilitone ber. Donato Scardigno, mortalmente ferito da una granata. Rientrato a Milano, il 5 settembre 1943, al 3° Reggimento Bersaglieri, incontrò il suo Capitano anch’egli superstite, come lui, della campagna di Russia. Alla data dell’Armistizio (8 settembre 1943) insieme non vollero abbandonare il servizio militare. In seguito furono fatti prigionieri dai tedeschi e deportati in Germania a Francoforte sul Meno. Con il suo ufficiale furono divisi nel campo di concentramento dove fu avviato ai lavori. Il 6 marzo 1944 mentre rientrava al campo di prigionia, affamato, insieme ad altri commilitoni prigionieri si cibava di bucce di patate ammucchiate per strada. Detto cibo fu fatale a tutti, poichè essendo avvelenato, vi trovarono la morte. La sua fine testimonia l’atrocità beffarda e crudele della guerra dopo un’odissea di combattente. I suoi effetti personali furono restituiti alla famiglia del suo Capitano, sopravissuto alla prigionia (dalla delibera di Giunta per l’intitolazione di strade).
*Si ringrazia Michele Pellicani
Commenti
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Credo che da EROI come Biagio Di Vittorio tutti dobbiamo trarne esempio. Personalmente proporrei il militare per una più alta ricompensa. Ovvero la medaglia d’oro al valore. Ha messo a repentaglio la propria vita per aiutare un commilitone in difficoltà (che poi ha trovato la morte) senza contare lo spirito di abnegazione e sacrificio che lo ha contraddistinto per aver scelto di continuare, nonostante tutto, non abbandonando il servizio alle armi. MAI PIU’ LA GUERRA
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Volevo rispondere a chi ha commentato in questa pagina e che non porta il cognome di Vittorio ricordandogli che ha sempre detto di non avere mai a vuto niente di Di Vittorio tenendosi sempre lontano da questa famiglia tanto grande quanto unita a differenza di quanto è stato detto e non capisco ora tutto questo amore da dove abbia avuto origine.Comunque l’amore perlo zio Biagio Di Vittorio è sempre esistito e persino i nonni non sono stati mai dimenticati anche nei piccoli gesti come ad esempio portare un fiore sulla loro lapide e di questo i Di Vittorio ne sono certi.
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…Mi ritornano in mente le parole di mia madre nel raccontarmi di un suo zio morto in guerra e del dolore così straziante della nonna Filomena che nel momento in cui ebbe la notizia che suo figlio Biagio era morto in guerra prese il quadro di Gesù Calvario e per la disperazione lo gettò per strada tra le urla e le lacrime scappandosene di casa..; tutti i suoi figli la cercarono e dopo qualche giorno ritornò con il cuore a pezzi…Anche se non l’ho mai conosciuto sono orgogliosa di aver avuto uno zio così coraggioso che ha dato onore a tutta la famiglia Di Vittorio e alla cittadinanza ruvese ma soprattutto sono compiaciuta del fatto che ora le sue spoglie riposeranno finalmente accanto alla sua mamma che di certo non avrà mai smesso di amarlo negli anni….invece noi…
…non ti dimenticheremo mai zio,anzi sarai d’esempio per tutti noi! -
Una grandissima cerimonia, i tanti ringraziamenti sono stati fatti in chiesa,il fatto di essere fieri perchè Di Vittorio questo non lo consento.Oggi alla cerimonia ho notato tanti ma tanti nipoti e pronipoti, quello che non riesco a capire che solo oggi si è uniti nel chiamarsi Di Vittorio, e chi non porta lo stesso cognome,cosa sono? certamente chi sono stati vicini ai nonni sono stati quelli che non portano il cognome Di Vittorio. Non ho visto mai questi nipoti che sono cosi fieri di chiamarsi Di Vittorio,di portare un fiore al cimitero in tanti anni. Siatene fieri.
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Un ringraziamento a tutta la cittadinanza riunita oggi 27 ottobre , per aver dato onore al bers. Biagio Di vittorio , fratello di mio nonno Michele. Con una grandiosa cerimonia ricorderemo Biagio un’eroe un lottatore per la patria .Fiero di essere un Di Vittorio.
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Un ragazzo che ha amato la sua patria,un eroe che con il suo gesto rimarrà immortale..L’ho conosciuto tramite i racconti di mio padre.suo nipote, e di mia nonna,che conserva una sua meravigliosa fotografia.. Mi dispiace solo non essere presente alla cerimonia. sabato sarò con il cuore vicina alla mia famiglia. orgogliosa di essere una Di Vittorio. Maria Angela Di Vittorio
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sono il nipote di michele Di Vittorio, fratello del soldato scomparso.
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chi sarebbe questo gianluca? non mi sembra che in famiglia ci sia un Gianluca.
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Quando ero piccola, ricordo mio nonno Michele, che mi parlava con le lacrime agli occhi del fratello ragazzino morto in guerra. Mi diceva che la guerra aveva rubato tante giovani vite e aveva straziato il cuore di tanti genitori. Allora non capivo il significato delle parole di mio nonno ma, adesso a distanza di tanti anni mi rendo conto che il suo cuore sanguinava ancora per il fratello perso in guerra e che aveva immolato la sua giovane vita per il bene della patria. Sono fiera di aver avuto un grande zio che onora tutta la nostra famiglia e la collettività ruvese.
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gli eroi non muoiono mai,nel ricordo di chi anche se non li ha conosciuti si è impregnato delle loro gesta.mio zio era un uomo del popolo,e come tale non ha pensato due volte a dare tutto se stesso per la patria.il suo stoico gesto deve essere da esempio per tutti noi e deve rinsaldare i nostri animi in un unica forza animatrice e ispiratrice di un’ Italia migliore grazie zio per quello che ci hai insegnato,tu ci hai sempre inorgogliti e nel tuo ricordo noi agiamo e viviamo quotidianamente,orgoglioso di essere un Di Vittorio.
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Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte al rientro della salma di mio zio Biagio ringrazio altresì l’amministrazione Comunale di per evrgli dedicato una strada di Ruvo, esempio di grande spirito di appartenenza ai nostri cuori. Lio zio è stato un grande almeno al racconto dei miei genitori, in suo ricordo, ho in custodia la sua grande foto e la medaglia in bronzo grazie a tutti. Biagio Testini
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fatti vivo con nome e cognome,visto che parli di amore verso i nonni, non mi è mai sembrato di avere tanto amore, non sapete neanche dov’era sepolta la nonna Filomena,oggi siete tutti nipoti, ma chi stava sempre a csa dei nonni erano sempre le figlie femmine con i loro figli.








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