Rita. E il teatro gremito, si carica di emozione

E poi lei, Raffaella/Rita, sola su un palco. Vestita di bianco sullo sfondo nero.
Una performance eccezionale e incredibile quella di Raffaella Giancipoli che per 54 minuti ha tenuto incollato alle sedie un teatro gremito di gente. Rita è giunta alla conclusione. Dopo numerose mise teatrali in cui ne è stata presentata una parte, l’8 marzo in anteprima nazionale, lo spettacolo integrale viene dedicato alla città di Ruvo di Puglia.
Se le donne potevano aver voglia di farsi un regalo, questo è stato quello giusto. Emozionante come pochi spettacoli, forte come solo il tema della violenza domestica può essere. E poi lei, Raffaella/Rita, sola su un palco. Vestita di bianco sullo sfondo nero. Bella, innocente, fresca come una ragazzina di 15 anni. Innamorata. Un racconto che mescola il dialetto all’italiano, il passato con il presente. L’emozione nasce dai primi sorrisi e dal racconto di un amore che solo gli adolescenti sanno provare. Passione e regole si mescolano. Tradizione e istinto. E un paese rurale di 60 anni fa, che fa da sfondo ad una storia cruenta e dura.
Il possesso di un corpo che non spetta ad un padre. La violenza di un genitore su una figlia, che dura per dieci anni. Un segreto costretta a subire per dieci anni. I sogni di una ragazzina vengono spezzati. E gli occhi, chiusi finora, all’improvviso si spalancano.La rinuncia alla felicità, all’uomo amato. Per vergogna, per pudore, per omertà. Il cuore batte forte e non si placa. Le immagini magistralmente raccontate dall’attrice appaiono chiare e vivide, nella mente. Tutto quello che viene narrato sta accadendo e immobili gli spettatori non sanno cosa aspettarsi, ancora.
Rita dopo dieci anni si sveglia e prende coscienza. Non è stata colpa sua e non vuole vivere il resto della sua vita succube delle molestie paterne.
Decide di andare via di casa. Ma come? Senza essere sposata? Che deve dire la gente? Mamma, io voglio trovare un lavoro e andarmene di qui. Ma che c’hai nella testa figlia mia? I vermi? La madre che tutto sa e che legge nella mente della figlia, è consapevole? Cosa ti è successo figlia mia? Le chiede.Ma la lascia libera.
E’ una donna vecchia quella che si alza dalla madia colma di farina. E’ uno strappo su una tela. E’ una finestra rotta. Ma è Rita. Un’anziana donnina che parla e parla come una radio alla quale si è rotta la manopola. E parla di quel suo amore, che ha portato nel suo cuore per tutta la vita. Perché pure io sono stata giovane, che pensi?
E non si può non essere commossi. Per una vita rovinata. Per una donna che si è risollevata dalla polvere. E per la bravura sconcertante di questa ragazza che merita lo scroscio interminabile di applausi che l’accoglie al suo timido inchino. Non si fermano gli applausi e il morso allo stomaco. E mostrare le lacrime è cosa comune perché tutti senza distinzione si alzano sconvolti e scossi.
Commenti
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Brava. brava, bravissimaaaaaaaaaaaaaaaaa.
Arr92 -
Bianca la farina che ricopre il palcoscenico e i capelli di Raffaella/Rita a fine spettacolo;il colore della neve che ricopre gelida e immacolata quella macchia rossa.
Grazie a chi parlando gridando piangendo illumina il buio,solleva i veli neri,scosta il telone,rosso,e arriva al cuore e alla mente perchè …la neve sia solo bianca e la farina sia solo pane e “strascinati” -
Era tanto tempo che non mi emozionavo così in teatro! Fare i complimenti a Raffaella è nulla rispetto a quello che un uomo percepisce vivendo lo spettacolo. E’ la realizzazione di una devastazione che noi uomini immaginiamo molto lontanamente e che grazie a questa opera d’arte riusciamo a vivere anche noi.
Una sola parola GRAZIE e continuate a lavorare per noi ruvesi. Pasquale De Palo -
Brava davvero!!!!
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In privato prima e pubblicamente poi, i “nostri” più sentiti complimenti per le emozioni concesseci, sicuramente frutto di tanto impegno e trampolino per il tuo futuro. In bocca al lupo…Raffaella. P.R.








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