Riqualificazione dei corsi Gramsci e Carafa, le perplessità del professor Stragapede in una lettera

Scrive: «Spero che gli Enti preposti alla tutela non lascino scivolare nell’oblìo la tipicità del nostro paese in nome di una modernizzazione che vuole incontrare il consenso dei più»
Il professor Giovanni Stragapede ha condiviso con la nostra Redazione una lettera aperta, scritta al sindaco Pasquale Chieco, alla Pro Loco di Ruvo di Puglia e alla Soprintendenza per la Città Metropolitana di Bari MiC (Ministero della Cultura) in cui esprime perplessità sul progetto di riqualificazione e valorizzazione dei corsi Gramsci e Carafa, candidato, due anni fa, a un bando del Dipartimento del Turismo della Regione Puglia.
«Desta la mia preoccupazione – scrive – un post apparso sui social riferito alla Città di Ruvo sui futuri lavori di risistemazione di una parte del nucleo antico della mia città e, in particolare, di due arterie centrali: Corso Ettore Carafa e Corso Antonio Gramsci (Già Corso Vitt. Emanuele).
La notizia veicolata con una certa esultanza parla in questi termini:
“Rifacimento di tutta la basolatura, alberi e panchine nuove, eliminazione di tutte le barriere architettoniche a vantaggio di carrozzine o passeggini, la pedonalizzazione di Largo S. Giacomo e Largo S. Giovanni, un’illuminazione moderna, economica ed ecosostenibile, hotspot wi-fi, il miglioramento della canalizzazione delle acque piovane. E poi la grande partita della mobilità sostenibile con un percorso pedonale e ciclabile che abbraccerà il centro Storico…”.
Francamente la notizia mi fa rabbrividire: mi tornano alla mente le immagini dello scempio compiuto nella vicina Piazza Castello e Piazza Felice Cavallotti trasformate, senza ritegno, in luoghi anonimi dove tutto è stato “livellato” e non solo in senso metaforico, con un arredo di “dissuasori” di forme discutibili e di corpi illuminanti “ecosostenibili” dove si è fatta strada l’idea della modernizzazione a tutti i costi avallata anche dagli organi competenti (o incompetenti).
Soprattutto quando si parla di “eliminazione di tutte le barriere architettoniche” penso alla scomparsa dei marciapiedi e dei gradini che accompagnano l’andamento originario delle irregolarità tipiche dei Centri storici – tanto odiate dai passeggini -che non sono solo delle tipicità che vanno, immagino, tutelate e non eliminate in nome di parole come “sostenibilità” o viste come “barriere architettoniche”, ma anche necessarie per il defluire delle acque piovane. La vicina Piazza Castello ha subìto questa trasformazione presentandosi poi in quello che si vede oggi.
Mi chiedo, inoltre, come si possa parlare di “percorso pedonale e ciclabile” in una zona tutelata e sottoposta a vincoli architettonici dalla Soprintendenza (MiC) e dagli stessi Uffici del Comune dove si vieta in tutte le diverse aree del Centro Storico modifiche su cubature e sagome.
Forse, nell’euforia della risistemazione, ci dimentichiamo che questi viali sono tutti gli anni lo scenario delle Processioni della Settimana Santa tanto pubblicizzate dagli Enti Locali? Su quale pista ciclopedonale passeranno i portantini delle “Macchine Barocche” Processuali? Persino gli alberi storti che decorano i due Corsi ( i cosiddetti “alberi di Giuda”), che danno dei bellissimi fiori viola proprio nel periodo pasquale, sono da cornice all’evento e non penso che vadano sostituiti magari con piante di banani o qualsiasi altro arbusto che non avrebbe alcun senso.
Non credo che il turista venga a Ruvo per ammirare le panchine da “guerra fredda” posizionate da pochi mesi nel centro storico o la pista ciclopedonale, ma per assaporare l’eleganza e la tradizione di un luogo come Ruvo dove resistono ancora quei segni di un passato scomparsi in molte nostre città.
Spero che gli Enti preposti alla tutela non lascino scivolare nell’oblìo queste parole e anche la tipicità del nostro paese in nome di una modernizzazione che vuole incontrare il consenso dei più, ma che vengano ascoltate anche le voci fuori dal coro, che emergano parole come “tutela”, “conservazione” e “valorizzazione”.
Un cittadino di Ruvo».
Commenti
-
Bravo. Sagge parole. Ma tanto Chieco comanda tutto lui, capisce tutto lui, decide tutto lui e noi cittadini ignoranti dobbiamo solo zittire ed abbassare la testa. Siamo sudditi non cittadini. Tanto nessuno si ribella
-
Questo sindaco ci ha tolto tradizioni, rispetto, considerazione, amore per la città, gioia di essere ruvesi. Speriamo che o cittadini lo mandino a casa, che non è ruvo.
-
Condivisione piena con l'analisi del prof. Stragapede.
Impediamo ulteriori scempi nella nostra bella citta' !! -
Bravo prof.Stragapede per la sua precisa osservazione su quello che questa scellerata amministrazione vorrebbe fare della nostra cara città Mi domando ma quando finiranno di devastare quello che e diventato un patrimonio indissolubile della nostra citta in funzione di un fantomatico futurismo? Sono forse eco sostenibili i lampioni nuovi che non hanno mai funzionato e non funzionano ancora? Sono innovazione le piste ciclabili? Cari amministratori datevi una mossa andate tutti a casa per il bene della collettività.
-
Condivido pienamente lo scritto del prof. Stragapede.
Se proprio si devono consumare dei soldi pubblici o fondi europei che siano, si usassero per la manutenzione di quello che già c'è più tosto che stravolgere la caratteristica bellezza del paese. -
Infatti, come mai i vincoli architettonici e la tutela e conservazione, ecc., che valgono per il cittadino, non vengono rispettati nei lavori pubblici?








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti