Rino Straniero dopo Pasquetta ‘n rock: «Vorrei organizzare un Festival anni ’90»

Elena Albanese

​«Il consenso c’è stato, me ne sono reso conto quando sono salito sul palco: è stato impressionante vedere tutta quella gente col sorriso». Per il nuovo progetto contatti con Eiffel 65, Alexia e Corona

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Quando lo incontro all’indomani della sua Pasquetta ‘n rock “ritardata” al 30 aprile, Rino Straniero è ancora frastornato dal successo dell’iniziativa, dai numerosi complimenti ricevuti, dalla certezza di aver fatto qualcosa di bello per la sua città, nonostante il tempo che ha fatto le bizze e qualche soldino da rimetterci.

Quasi completamente afono, prova a fare un bilancio della giornata. Le parole scorrono veloci, e raccontano di amore, sacrificio e meritata soddisfazione. «Il consenso c’è stato ed è stato tanto, me ne sono reso conto solo quando sono salito sul palco ed è stato impressionante vedere tutta quella gente col sorriso». Gente educata che, ci tiene a dirlo, alla fine della festa «ha lasciato Parco Mennea abbastanza pulito. Anche l’Amministrazione comunale si è complimentata per l’organizzazione», che ha compreso la presenza della Croce Rossa, di un defibrillatore e di 12 operatori a piedi.

Tutto è partito da un intento benefico, dalla volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’attività dell’Asaa (Associazione sostegno alopecia areata) di Udine, di cui la stessa famiglia di Rino fa parte, e di Ali di scorta, realtà ruvese impegnata nell’ospitalità a Roma per le famiglie dei piccoli malati oncologici, a cui sono state destinate le libere oblazioni degli ingressi. «Al di là delle polemiche, di chi ha parlato erroneamente di biglietto d’ingresso e di chi ha aggirato i point, io so che il cuore di parecchi ruvesi c’è stato. E anche una goccia nell’oceano può fare tanto».

Sono state circa duemila le persone che si sono affacciate all’evento fin dal pomeriggio. «La cosa bella è che sono arrivate da ogni parte della Puglia. Da Manduria, Bisceglie, persino da Santa Maria di Leuca, dove di solito andiamo noi al mare!».

Il climax musicale e di pubblico si è poi concentrato durante lo spettacolare concerto dei White Queen. Una passione, quella per il gruppo dell’indimenticato Freddie Mercury, che unisce tutta la famiglia Straniero. «Mia figlia piccola già canta “Mamma mia” a due anni. Io loro li ho conosciuti sei anni fa a Bari, e ho visto la grinta del leader, Piero, con cui poi siamo diventati ottimi amici. Certo, nessuno potrà mai raggiungere l’estensione vocale di Mercury, ma lo spessore del personaggio c’è tutto», con cambi d’abito e movenze che lo ricordano in maniera inequivocabile.

Un esito positivo sul quale Rino non ha mai avuto dubbi, anche nei momenti più difficili di questi lunghi mesi di organizzazione. «Io l’ho scritto una volta: questo Titanic lo porteremo in porto. Non può rimanere in mare», anche se non è stato facile coniugare nuovamente gli impegni di tutti gli artisti, tanto da dover rinunciare, ad esempio, all’esibizione di Dj Violet.

«Ma ci saranno altre occasioni», promette. E qualcosa già gli frulla nella mente. «Io un progettino ce l’ho – mi confida -, magari per l’estate. Non ti nego che vorrei fare un Festival anni ’90. Sono già in contatto con alcuni artisti che per il mio lavoro ho conosciuto in quel periodo: Alexia, Corona, Eiffel 65… Se troviamo qualche fondo, vediamo un po’. Io lo vorrei fare, per non lasciare la Pasquetta ‘n rock un evento isolato».

Ma la solidarietà è sempre il suo primo pensiero. «Cercheremo ad ogni evento di mettere in risalto e di aiutare una o due associazioni. Alcune le ho conosciute proprio in occasione della Pasquetta, e ora stiamo cercando di fare rete».

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