Riflessioni sulla Domenica di Pasqua 2020

La statua del Cristo Risorto non partirà dalla chiesa di San Domenico. Non percorrerà le vie di Ruvo di Puglia, fermandosi ai crocicchi dove le Quarantane esploderanno. Ma resta la speranza
Se ne va a passo svelto il simulacro di Cristo Risorto per le vie della città, inebriate dal profumo dell’incenso. Una moltitudine festante di bambini accompagna il corteo processionale sventolando bandierine tricolore; le donne più zelanti gettano dalle finestre delle loro abitazioni minuscoli coriandoli colorati e petali di rosa che volteggiano nell’etere luminoso, ansiosi di ricoprire la statua. È Pasqua! Una piccola ferita squarcia il corpo immacolato di Cristo; la sua folta capigliatura lambisce gli omeri e ne orna il volto intiepidito dalle gote rosee; le candida mano, ormai libera dall’assillo delle catene e dal fardello della croce, impartisce la benedizione sulla folla richiamando la Trinità. È Risorto, il Messia è qui tra noi!
Rimane questa l’istantanea più bella della Pasqua 2019, impreziosita – certo- dalle emozioni e dai ricordi che ognuno di noi porta con sé. Pasqua è sinonimo di rinascita, di luce vittoriosa che ha sconfitto le tenebre e, soprattutto, di redenzione dal peccato.
Nel 2020 lo slancio vitale contemplato nel messaggio della resurrezione si arricchisce di un coraggioso anelito di speranza, a fronte dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Ormai trascorriamo i nostri giorni barricati in casa alla smaniosa ricerca di come occupare il nostro tempo, riluttanti di fronte a un televisore che sembra solo sciorinare notizie di medicina e di salute che, poco prima, avremmo quasi irrisoriamente ignorato.
Certo, avremmo preferito passeggiare lungo i viali alberati dei nostri corsi in compagnia di amici e parenti, assistere allo scoppio delle Quarantane, guardare incantati le vetrine variopinte delle pasticcerie che esibiscono con una certa civetteria i prodotti artigianali: mancherà tutto questo, eccome se mancherà!
Tuttavia il migliore invito che si possa rivolgere a noi stessi è quello di non perdersi d’animo trasformando in opportunità la stasi del presente… sì, parliamo dell’irrepetibile possibilità di ritrovarsi nell’alcova familiare e di riscoprire la meraviglia delle piccole cose, l’essenziale: il sorriso dinanzi a una vecchia foto, la lettura di un buon libro, un disegno, un film, un dolce fanno parecchio rumore nel silenzio atipico di una gioiosa ricorrenza come questa. Auguri!
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