Rifiuti, primi passi verso una nuova gestione integrata. Le proposte di Sel

Il futuro della gestione dell’igiene urbana nei comuni di Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi
E’ notorio come la gestione dell’igiene urbana sia stata assolutamente fallimentare a Ruvo di Puglia. Anche passeggiando per la città si nota come le strade vengano pulite con superficialità. La pineta, ad esempio è costellata di rifuti. Il Sindaco Stragapede ha raccolto l’eredità e in questi cinque anni ha avuto numerosissimi problemi con le aziende appaltatrici e i dipendenti. Cose che ormai sono sotto gli occhi di tutti. I netturbini hanno protestato a lungo per il salario. Si è tentato un accordo.
Da mesi le amministrazioni di Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi stanno discutendo su tempi e modi di costituzione di una società a capitale misto pubblico-privato con l’obiettivo di migliorare la gestione integrata dei rifiuti e dell’igiene urbana.
Nonostante ci si trovi ancora alle prime battute di un lungo percorso, Corato – così come Molfetta – ha già mosso i primi passi approvando nel Consiglio comunale di lunedì scorso la trasformazione dell’azienda municipalizzata Asipu in società di capitali.
Un atto indispensabile che, una volta effettuato, potrà permettere la fusione della municipalizzata coratina con l’Asm, azienda omologa del Comune di Molfetta, e dare così il via al nuovo organismo che sarà poi partecipato anche dai comuni di Terlizzi e di Ruvo, costituendo così un’area di raccolta ottimale denominata “Aro” che interesserà una popolazione totale di circa 160mila abitanti.
Sulla nascita di questo nuovo soggetto, le sezioni di Rifondazione Comunista e Sinistra, ecologia e libertà di ciascuno dei quattro Comuni interessati, hanno inteso esprimere alcune osservazioni stilando un documento congiunto.
Intanto, domani, sabato 16 Aprile, alle 10,30 presso l’ex Convento dei domenicani a Ruvo di Puglia, conferenza stampa di presentazione delle proposte politiche e tecniche di Rifondazione Comunista e Sinistra, Ecologia e Libertà come contributo rivolto all’indirizzo delle Amministrazioni comunali e di tutte le forze politiche e consiliari cittadine.
Lo scopo è quello di chiarire e specificare i punti delineati, ribadiati e proposti alle quattro Amministrazioni la stesura di un protocollo d’intesa tra i Comuni coinvolti per riallineare le sfasature, le procedure e la tempistica e dare contenuti ed obiettivi programmatici più qualificanti all’intera operazione.
Di seguito la dichiarazione del SEL.
Non siamo pregiudizialmente contrari alla costituzione di una società che superi la logica municipale, ma chiediamo precise garanzie su:
a) forma giuridica della società che deve essere a capitale prevalentemente pubblico;
b) salavguardia dei livelli occupazionali, ivi compreso quelli attualmente alle dipendenze dei gestori privati, con categorica esclusione del lavoro precario;
c) mission della società che deve perseguire i canoni della responsabilità sociale delle imprese e comunque precisi obiettivi stabiliti dagli organi politici amministrativi;
d) La scelta del socio privato tramite gara, deve tener conto di precisi requisiti quali la solidità dei bilanci, l’assenza di procedimenti penali a carico dei suoi amministratori, la presenza sul mercato già da diversi anni, l’assenza di problematiche relative alla gestione del servizio in altri comuni
Sulla governance della costituenda società pensiamo al sistema dualistico, recentemente introdotto nel nostro codice civile, caratterizzato dalla presenza del consiglio di gestione, del consiglio di sorveglianza, del revisore esterno ed, ovviamente, dell’assemblea dei soci.
Riteniamo che il consiglio di gestione, cui è demandata l’amministrazione in senso stretto della società, non può che essere affidato a rappresentanti del socio operativo, mentre il consiglio di sorveglianza, cui lo statuto deve affidare soprattutto funzioni di controllo e vigilanza, in particolare sull’attuazione degli indirizzi politici riguardanti la gestione dei rifiuti, non può che essere affidato ai rappresentanti dei soci pubblici.
Infatti, riteniamo che debbano esserci obiettivi di programma nella società mista come:
• la creazione e attuazione del PORD (Piano Obbligatorio Raccolta Differenziata), per l’avvio immediato della raccolta differenziata porta a porta, che stabilisca tempi di attuazione, modalità di raccolta (suddividendo per giornate e quartieri), incremento del numero di lavoratori subordinati, per il raggiungimento di almeno il 50% di raccolta differenziata entro il primo anno di attività;
• l’introduzione di un sistema incentivante la raccolta differenziata da parte del cittadino attraverso un sistema di tariffazione premiante e la previsione di sanzioni per chi non la effettua;
• la gestione condivisa degli impianti già nella disponibilità dei Comuni facenti parte del futuro soggetto;
• lo studio, l’organizzazione e l’implementazione di sistemi integrati di incentivazione per la diminuzione della produzione di rifiuti;
• il progressivo abbandono della logica delle discariche e degli impianti di termovalorizzazione in luogo di una raccolta differenziata spinta e di una progressiva riduzione della produzione dei rifiuti;
• la valorizzazione del materiale differenziato riciclabile (valutando anche la possibilità di non conferire in consorzio);
• avviare campagne di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata con la collaborazione delle scuole attraverso i PON previsti per la Puglia.
Commenti
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Tempi duri x chi non fara la raccolta differenziata.
Unpò esagerato che il primo anno 50%,Ma speriamo bene.








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