Riccardo Scamarcio: «Ero come Antonino»

La Redazione

«Era il treno che prendevo da ragazzo per andare a scuola», racconta l’attore andriese intervistato sull’incidente ferroviario di martedì

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«Era il treno che prendevo da ragazzo per andare a scuola». Così esordisce Riccardo Scamarcio intervistato dal Corriere della sera a proposito della strage ferroviaria avvenuta martedì scorso fra Corato e Andria, sua città di provenienza.

«Noi non lo chiamavamo nemmeno “treno”, ma “trenino”, perché non andava a velocità elevata, era una specie di metropolitana che collega Bari a Barletta e si ferma in tutte le stazioni intermedie – ricorda l'attore -. Me le ricordo le persone che incontravo là sopra: studenti come me, impiegati, insegnanti… Tutti pendolari. Mi fa una sensazione davvero strana pensare che su un trenino del genere, su cui sono salito tante volte, possa essere successa una tragedia tanto grande. Prendiamo continuamente frecce che procedono ad altissima velocità, saliamo su aerei che ci portano dall’altra parte del mondo e poi su una locomotiva domestica e innocua può succedere una simile catastrofe… Sono attonito e profondamente addolorato».

Scamarcio è rimasto particolarmente colpito dalla storia di Antonio Summo, il 15enne ruvese morto nella tragedia, la più giovane delle 23 vittime. «Penso a quel ragazzino, Antonino, che tornava dall’esame a scuola come me tanti anni fa», ha detto alla giornalista Emilia Costantini.

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