Resta sospeso il “contratto di quartiere 2”
Ritorna il problema dell’approvazione del “contratto di quartiere 2” dopo il tracollo dell’ex maggioranza di Palazzo Avitaja. Riprendono le puntate interrotte a luglio,con un ricorso al Tar presentato contro quella delibera-mozione approvata dall’ultimo consiglio comunale che annullava e revocava tutte le procedure adottate fino a quel momento.
Inoltre, tutto appare ancora più appesantito, considerato il diciasettesimo posto raggiunto dal Comune di Ruvo nella graduatoria del ministero dei Lavori Pubblici e delle Infrastrutture, ammesso al finanziamento dei 5 milioni di euro e dei 38 milioni complessivi previsti dallo sviluppo del programma presentato, con urbanizzazioni, varianti urbanistiche al prg, opere pubbliche, il discusso Auditorium, la Rsa, edilizia convenzionata, ecc.
Il quesito ritorna in gioco dopo il ricorso al Tar presentato dai titolari di un’azienda privata partecipanti al bando (nel programma del contratto di quartiere e per l’ottenimento dei finanziamenti si richiama anche l’inserimento di privati).
Un percorso lastricato di ostacoli che è incominciato con la presentazione del contratto a Roma da parte della vecchia amministrazione, poi l’approvazione in graduatoria e nel frattempo i dissidi scoppiati fuori palazzo Avitaja e dentro la prima assise.
Poi l’arrivo al giorno di approvazione della mozione di revoca di tutto e subito dopo il tracollo di tutto l’apparato istituzionale. Un problema che resta nelle mani dell’amministrazione commissariale, sospeso.
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