Rerum Rubis, il bilancio della 13ª edizione

Consueta buona partecipazione per la rievocazione storica, organizzata dal Centro Studi Cultura et Memoria

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È tempo di bilanci per la tredicesima edizione di Rerum Rubis. Carafa e la Leggenda, festival che dal 28 al 30 maggio scorsi ha animato Ruvo di Puglia attraverso storia, arte, spettacolo e coinvolgimento attivo della comunità. La tre giorni, ideata e curata dal Centro Studi Cultura et Memoria APS di Ruvo di Puglia (direzione artistica di Vincenza Tedone), con il sostegno del Comune di Ruvo di Puglia, della Camera di Commercio di Bari, di Confcommercio Bari–BAT, della Pro Loco di Ruvo di Puglia e di numerose realtà imprenditoriali del territorio, ha proposto un programma ricco e variegato che ha fatto registrare una straordinaria partecipazione di pubblico.

Dai sapori della tradizione dell’evento Sapori e Saperi alle emozioni dello spettacolo Nata due volte, fino al grande corteo storico multiepocale che ha riportato in vita tre secoli di storia cittadina, infatti, il festival ha coinvolto famiglie, visitatori e cittadini in un percorso condiviso tra memoria, identità e appartenenza. Particolarmente partecipata la serata conclusiva, culminata in Piazza Matteotti con gli spettacoli della Farandula e con Belvolo, la suggestiva performance di danza acrobatica aerea dell’artista internazionale Nico Gattullo che ha regalato al pubblico momenti di stupore e meraviglia.

Antonio Mazzone, vicesindaco del Comune di Ruvo di Puglia, commenta: «Per qualche ora, gli eventi del festival hanno riportato molti dei partecipanti indietro nel tempo, rallentando il ritmo frenetico delle giornate e restituendo il piacere dell’incontro, della condivisione e dello stare insieme. Un’occasione per riscoprire, attraverso la storia e la cultura, valori e relazioni che spesso rischiano di essere soffocati dalla velocità della vita contemporanea».

Oltre 400 figuranti, tra rievocatori storici e cittadini del territorio, hanno preso parte al corteo, confermando il forte legame tra la manifestazione e la comunità locale. Rerum Rubis, infatti, è anche un progetto che genera ricadute concrete sul territorio. Quest’anno sono stati coinvolti studenti e studentesse delle scuole in attività dedicate alla scoperta della storia, delle tradizioni, dei sapori e dei saperi locali. Sono stati acquistati prodotti delle aziende del territorio – tra cui frutta, miele, formaggi, ricotta, olio e semole – utilizzati nei percorsi educativi e laboratoriali. Inoltre, sono stati realizzati 20 nuovi abiti storici per i figuranti e oltre 100 nuovi costumi destinati ai bambini e alle bambine delle scuole, con l’acquisto di tessuti, filati e accessori da attività locali. Dietro le quinte del festival hanno lavorato decine di professionisti tra artisti, fotografi, videomaker, grafici, social media manager, sarte, acconciatori, tecnici, addetti stampa e operatori dell’accoglienza, contribuendo alla riuscita di una manifestazione che continua a crescere anno dopo anno.

«Torno a casa soddisfatta, grata e consapevole che ogni sforzo abbia avuto un senso – ha dichiarato la direttrice artistica e presidente dal Centro Studi Cultura et Memoria APS, Vincenza Tedone -. La memoria, quando esce dagli archivi e incontra le persone, diventa identità. La cultura, quando attraversa le strade e le piazze, diventa comunità. E una comunità che custodisce la propria storia è una comunità che sa immaginare il proprio futuro».

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