Regolamento sull’occupazione del suolo pubblico, Fiamma Tricolore: «Ignorata la Soprintendenza»

«Sono state spese somme ingenti per redigere doppie progettazioni e pagare, ovviamente, doppie parcelle, il tutto a carico delle tasche dell’ignara cittadinanza ruvese».
Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ha scritto una lettera indirizzata a numerose autorità, tra cui la Procura della Corte dei Conti, per segnalare quelle che vengono considerate dal coordinatore cittadino Francesco Paparella, delle incongruenze circa il nuovo regolamento per l’occupazione di suolo pubblico mediante l’allestimento di dehors annessi ai pubblici esercizi di somministrazione e di strutture per l’esposizione di merci (frutta, verdura e fiori) relative alle attività commerciali al dettaglio.
È estremamente grave come un Ente di Diritto Pubblico, di indubbio prestigio culturale ed istituzionale, quale Codesto POLITECNICO di BARI abbia potuto apporre i propri sigilli (e peggio ancora abbia concesso il proprio imprimatur), ad esecrabili progetti che sostanzialmente sono finalizzati al dispregio ed all’imbarbarimento delle aree in zone tipizzate A”ed “A1 dal vigente Piano Urbanistico.
La fumosa scienza del Politecnico di Bari ha progettato sul nulla, esclusivamente e supinamente seguendo le opportunistiche linee clientelari dettate dagli Amministratori comunali, in evidente stato di povertà mentale e pieni di vuoto.
E’ estremamente strano, altresì, come quasi tutte le Amministrazioni comunali della Regione Puglia, peraltro guidate dal centro-sinistra, abbiano affidato tutte le progettazioni di opere pubbliche ed urbanistiche (P.U.G.) al Politecnico di Bari.
Sorge spontaneo il dubbio (prossimo a certezza) che le ridondanti parcelle professionali liquidate a rinomati e celebrati tecnici di Codesto Ente, siano servite in parte a finanziarie, in modo poi nemmeno oculato, una parte politica committente della progettazione, per forza di cose univocamente individuabile ed affiliata alla compagine politica regionale.
L’asserzione della scrivente parte politica secondo la quale la progettazione risulta fondata sul nulla, non deve essere intesa come un termine gratuitamente campato in aria, ma assolutamente comprovata e supportata dalle sottoesposte motivazioni:
1. manca la cortina di rispetto”delle strutture sottoposte a tutela;
2. zonizzazione acustica;
3. in materia di inquinamento acustico necessita la verifica revisionale ARPA;
4. la progettazione è carente del parere previsto dall’art. 52 del Decreto Legislativo n. 42/2004, e risulta affidata in barba a tutte le prescrizioni in materia di evidenza pubblica, lavori e appalti pubblici;
5. non viene rispettato il Codice della Strada;
6. non viene rispettato, altresì, l’abbattimento delle barriere architettoniche;
7. sono state totalmente disattese le prescrizioni contenute nelle missive Ministeriali della Soprintendenza ai B.A.P. risalenti al periodo marzo-giugno-ottobre 2010;
Inoltre occorre rimarcare che, nell’ambito di determinate zone a tutela, come anche nella fattispecie, la progettazione e direzione lavori è riservata ai soli architetti, e non esclusivamente ad Ingegneri come nella fattispecie, anche se docenti, in barba a quanto previsto dall’art. 52 del R.D. n. 2537 del 23.10.1925, nonché alla luce della nota della SS.BB.AA.AA.AA. di Bari n. 6812 del 20.3.1997, della sentenza del T.A.R. Puglia – I Sez. – n. 929/98 e della sentenza della CORTE EUROPEA – V Sez, – n° C 111/12 del 21 febbraio 2013.
È interessante a questo punto individuare chi sia l’Arlecchino o il Pierrot della situazione, atteso che, in relazione ai pareri preventivi della Soprintendenza, ben quattro personalità, fra i quali il progettista e gli esponenti politici ruvesi nelle persone del sindaco e degli assessori MONTARULI e SCARDIGNO, in periodi e luoghi diversi, avevano millantato l’avvenuta acquisizione, sia pure in maniera verbale, dei pareri innanzi detti.
A far da argine a tali nefandezze, è intervenuta, per fortuna, la Soprintendenza ai B.A.P. di Bari, nella persona dell’Ill.mo Sig. Soprintendente, Arch. Salvatore BUONOMO, che con integerrima nota prot. n. 5773 del 19.4.2013, (in allegato) imponeva il rispetto dei canoni architettonici e la loro non travalicazione.
Giova a questo punto ricorrere ad un paradosso, e cioè ipotizzare il caso in cui tale progettazione, così carente e lacunosa, fosse stata redatta da uno studente del Politecnico di Bari a seguito di un esame. Di sicuro sarebbe stato bocciato, configurandosi, in caso contrario, una comprovata ed acclarata carenza tecnica e professionale dei docenti esaminatori.
Per spirito di obiettività e per corretta divulgazione, corre l’obbligo di evidenziare che con deliberazione consiliare n. 5 del 28.1.2011 era stato approvato un altro regolamento comunale rispettoso delle prescrizioni della Soprintendenza ai B.A.P..
Evidentemente detto regolamento avrebbe danneggiato, qualora attuato, gli interessi clientelari degli amministratori locali, visto che si sarebbe dovuto applicare l’art. 10 (demolizione delle strutture).
Di contro, con il deliberato consiliare n. 16 del 26.3.2013, è stato approvato un nuovo regolamento che modifica profondamente gli assetti del primo, con l’evidente e matematico risultato che sono state spese somme ingenti per redigere doppie progettazioni e pagare, ovviamente, doppie parcelle, il tutto a carico delle tasche dell’ignara cittadinanza ruvese.
Per quanto sopra esposto, si trasmette la presente all’Ill.mo Sig. Procuratore della Corte dei Conti dei Bari, affinché intervenga tempestivamente per porre un freno a tale sciupìo di denaro pubblico, esclusivamente sperperato per fini politici e clientelari, avvertendo che, in caso di mancata iniziativa di competenza, la scrivente parte politica si sentirà autorizzata a sensibilizzare la popolazione locale.
Si saluta distintamente.
RUVO DI PUGLIA, lì 21 maggio 2013
Movimento Sociale Fiamma Tricolore
il coordinatore cittadino
Francesco Paolo PAPARELLA
Commenti
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I Dehors rimarranno sempre al posto loro, perchè ci sono alcune attività appartenenti a consiglieri di maggioranza. Per quanto riguarda le spese eccessive legali credo che la Corte dei Conti prenderà provvedimenti e far pagare chi ha sbagliato e, non ai cittadini. A fiamma tricolore non ti ricordi quando hai riempito il muraglione di tavolini per sposalizio? di chè si parla? Adesso fai il contestatore. (riposati)
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due pesi due misure: vedere il monopolio ortofrutticolo dei Barbone
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▪Se avessimo un Cristo, assisteremmo ad una strasacrosanta cacciata dal tempio Ruvo degli innumerevoli e multiformi mercanti (da non confondere coi commercianti) che, da troppi anni, la profanano spavaldamente, impunemente. Non sempre la democrazia è un bene, non quando viene travisata e piegata a miserevoli interessucci di adoratori del dio soldone.
▪Cosa prevedono, il Politecnico, l’ARPA ed altre trovate all’italiana, per il disturbo delle quiete pubblica con moto smarmittate, autoradio che fanno tremare i vetri, orchestrine pub.iche? Cosa, per la piaga dei piccioni? Cosa, per via Rocca adibita a ristorantino estivo? Cosa, per i grandi vasi fissati al suolo di via Cassano, quasi a determinarne la privatizzazione, impedendone l’agevole naturale fruizione? Per non dire altro. Trovo velleitario prendersela col sindaco di turno, se per decenni si è stati struzzi e contenti.
▪Davvero nessuno, ha colto le cause del fenomenastro Grillo? -
oh, a me i dehors piacciono! e vorrei che rimangano al loro posto! perchè questo paese già è un mortorio cadaverico e anche un pò decomposto, se togliamo anche quelle attività che abbelliscono, allora togliamo anche il cartello con la scritta “Ruvo di Puglia” e mettiamone uno con scritto “OBITORIO di Puglia”. una prece.
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Egregio coordinatore, potremmo cortesemente conoscere le sue reali intenzioni celate dietro un così “disinteressato” interesse pubblico? potremmo sapere in che modo gli esercizi possono utilizzare il suolo pubblico senza peraltro danneggiare il già scarno incasso giornaliero? tutte le notazioni elencate nella missiva, certamente pongono interrogativi importanti ma da lei non vengono soluzioni alcune. e’ d’obbligo ricordare che quandoo lei era un piccolo imprenditore, certamente ha trovato molti “compromessi” pur di esercitare oltre misura la sua attività. sarebbe opportuno fornire soluzioni reali e pragmatiche e non affannarsi ad abbaiare alla luna, sperando che il popolo guardi il dito e non la luna. buon lavoro
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Caro F.PAPARELLA il tuo continuo sbandierare ai 4 venti le tue tesi alcune sacrosante vedi il modo di affidare la realizzazione di nuovi regolamenti sulle occupazioni comporta più confusione che altro.Il problema sarà oltre i dehors anche quello delle verande panoramiche delle suppegne sorte come funghi specie nel centro storico ecc.ma gli organi di controllo ed uffici preposti dove erano.?NOIcommerciantiCHE OLTRE PAGARE LE OCCUPAZIONI e garantire ancora per qualche mese e poi sarà anche per noi buio totale i posti di lavoro i fornitori ecc.di che morte dobbiamo morire?Ma la famosa riqualificazione del centro storico di cui si parla da ANNI quando sarà completatao pardon quando inizia per davvero e non perdere tempo con sterili appuntamenti in convegni e presentaioni varie?Ti saluto FRANCECO
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▪Inevitabilmente, il tifo; per azzerare l’eventuale barlume d’obiettività, ottundendo la ragione. Se Paparella la canta giusta, perché non riconoscerlo? Perché buttarla sempre nel vicoletto buio delle comari, tirandogli contro quel muraglione che, comunque, non è suolo pubblico? ▪I dehors (definizione francese per elevare il contenuto culturale della bella pretesa?) rimangono una incontrovertibile pernacchia dodecafonica al buon gusto, per quanti capaci di sensibilità, di cogitare dis-interessatamente. Ed allora, se tanto mi dà tanto, Bari è forse un camposanto? Ed il sindaco Emiliano, uno sconsiderato demoratico DS dal quale non prendere esempio? Ed i ristoratori, baristi, pubisti, ridotti tutti all’elemosina?
▪La congrega del Ruvocittàmorta, piuttosto che ragliare al vento le proprie carenze, facendosene addirittura vanto, procuri d’attrezzarsi per fornire contributi realmente qualificanti; altrimenti, abbia il buon gusto di tacere.








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