Regolamento sui dehors, il Pdl: «Sindaco, così non va»

«Ancora una volta la condivisione e la risoluzione di un problema con gli operatori del settore è stata affrontata nel peggiore dei modi, lasciando tutti i commercianti soli nelle loro difficoltà quotidiane»
Il regolamento per l’occupazione di suolo pubblico dove installare le strutture all’aperto di bar, pizzerie, ristoranti (cosiddetti dehors), continua ad essere oggetto di polemica politica. Il Pdl di Ruvo ha espresso la sua disapprovazione mediante un manifesto dal titolo “Sindaco, così non va”. Di seguito il testo del manifesto.
Nei giorni scorsi è pervenuta all’indirizzo del Comune la nota di diniego a firma del Sovrintendente ai Beni Culturali di Bari circa il parere tecnico espresso sul regolamento di occupazione di suolo pubblico e di installazione di dehors, approvato a maggioranza in una delle ultime sedute del Consiglio comunale.
Esprimiamo la nostra totale disapprovazione a riguardo e quella di tutta la categoria dei commercianti, peraltro già manifestata apertamente sia durante il percorso pluriennale che si è reso necessario per predisporre il regolamento sia in Consiglio comunale, dove abbiamo ribadito a più riprese le nostre perplessità su alcune criticità che il regolamento medesimo presentava, quali ad esempio, la mancanza di parere sanitario preventivo.
Non è possibile che dopo 5 lunghi anni di attività che hanno coinvolto due amministrazioni di centro sinistra, in cui sono state impiegate risorse umane e finanziarie, con un consistente aggravio di costi a carico del Bilancio comunale, Ruvo sia ancora senza uno strumento amministrativo idoneo a regolare le istanze degli operatori del commercio e, nel contempo, a tutelare i diritti legittimi dei cittadini che passeggiano sui marciapiedi dei corsi principali della nostra città.
Ancora una volta la voce della minoranza è stata soppressa, è rimasta inascoltata; ancora una volta la condivisione e la risoluzione di un problema con gli operatori del settore è stata affrontata nel peggiore dei modi, lasciando tutti i commercianti soli nelle loro difficoltà quotidiane, in un marasma di regole e vincoli senza precedenti.
Sindaco, ancora una volta si rinvia l’urgenza di dover mettere fine allo scempio perpetrato sui nostri corsi ottocenteschi che la Sua bozza di Pug tutela e preserva come un Patrimonio inestimabile. I cittadini di Ruvo si chiedono quando sarà possibile passeggiare senza doversi esercitare ad una corsa ad ostacoli, consentendo ai diversamente abili di esercitare pienamente il diritto alla mobilità, senza dover limitare la prospettiva a causa di luoghi chiusi da teloni con colorazioni disarmoniche con il contesto in cui si trovano. Ci chiediamo quando sarà possibile avere delle zone pedonali, precluse al traffico salvo in alcune fasce orarie per consentire il carico e lo scarico delle merci, soprattutto nel centro storico, dove poter lì sì, installare dehors e pedane per creare un ideale “bar e zona commerciale all’aperto”.
Sindaco, riteniamo convintamente che il percorso sia da condividere completamente con l’Ascom di Ruvo e con il tavolo tecnico formato da professionisti locali, ai quali va dato il mandato di predisporre gratuitamente una bozza del nuovo regolamento di occupazione di suolo pubblico che deve tener conto di 2 prerogative: preservare i corsi principali dallo scempio evidente (basterebbero sedie, tavolini, ombrelloni e tende delimitati solo da piante e stufe) e valorizzare il nucleo antico della nostra città, potenziandone la zona pedonale, riducendo i vincoli di spazio all’aperto ed inserendo il centro storico in un programma commerciale di “zona franca” per determinare il volano delle microattività della nostra bellissima Ruvo, permettendo alle nuove generazioni di poter investire nella propria città.
Restiamo in attesa di un Suo pronto ravvedimento operoso nell’interesse della comunità. È ora di svegliarsi in quanto i problemi si moltiplicano senza avere opportune e giuste soluzioni. Da parte nostra siamo disponibili, come sempre e nelle dovute sedi istituzionali, ad un serio confronto per il conseguimento di obiettivi non più prorogabili.
Commenti
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Neanche il PDL ha le idee giuste, quanto a “diritti legittimi dei cittadini” se boccia i dehors sul corso per promuoverli nel centro storico, quasi a voler distinguere fra abitanti di categorie differenti. Se ciò che abbiamo ereditato dall’Ottocento è sacro, lo è ancor più tutto quanto antecedente. Inoltre, fra quei “diritti legittimi” propri d’una società con presunzione di civiltà, non ne vedo compresi altri; a cominciare da quello alla quiete, almeno notturna. Insomma, sembra d’assistere ad una gara all’accaparramento di consensi, con tanti cari saluti a Sovrintendenza, buon senso e buon gusto. ▪▪▪Siamo davvero sicuri che quello dato da Emiliano, sindaco di Bari, sia un esempio da ignorare?








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