Radiodervish: due mondi che si fondono nel nome della musica e della pace
Il concerto a Ruvo, si inserisce nel maggio sportivo che quest’anno è all’insegna della cultura, della pace e del rispetto dei popoli.
Non c’è pace nel mondo. Non c’è mai pace nel Libano. La situazione è drammatica. Ancora sangue e forte tensioni a Gaza, decine di morti e feriti ogni giorno, raid notturni che colpiscono militari e civili. Tel Aviv è continuamente illuminata da razzi e fuochi. Le scuole sono chiuse. Le strade deserte.
Attentati, allarmi, servizi segreti, sopralluoghi, e ancora bombardamenti.
Sirene d’allarme, ambulanze, fragori di bombe, macerie. Decine di palestinesi muoiono ogni giorno, per una guerra che non ha ancora definito bene i suoi perché… Il Papa chiede impegno maggiore per un negoziato, ma una soluzione per israeliti e palestinesi, sembra non dover arrivare mai.
I bambini continuano a morire. Continuano a morire le donne e gli anziani. Ecco la triste panoramica politica e sociale in Libano.
Ruvo di Puglia. Una voce si eleva, per caso, in favore della pace: Sabato 26 maggio, si esibiranno i Radiodervish, piazza Bovio, alle 21,00. Ad innalzarla due artisti: Nabil e Michele, palestinese il primo, italiano l’altro.
Dar wish in persiano significa “visitatori di porte” e il tentativo da loro dichiarato è “vogliamo aprire nuove porte, nuovi orizzonti di coscienza per capire meglio noi stessi”. “La fusione tra i nostri due mondi – dice Michele Lobaccaro– nasce da un contrasto che nella storia è stato duro e drammatico. Ma alla fine emergono le radici comuni: quelle dell’area dell’Antico Testamento, dalle tre grandi religioni del mediterraneo. Basti pensare al canto napoletano che usa i quarti di tono tipici della musica araba”. “Radio” perché la radio unisce senza bisogno del visto, di passaporti.
Nati a Bari dal sodalizio artistico tra Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, nel 1997, i Radiodervish sono l’emblema della sinergia tra culture diverse unite da uno scopo comune: pace tra i popoli. I testi sono cantati in italiano, arabo, inglese e francese, e affondano le radici sia nella tradizione araba che nella musica occidentale, rendendoli originali ed innovativi nel panorama della world music e in quello della musica d’autore italiana.
La magia dei Radiodervish è nella purezza del suono, nella pacatezza di un tocco, nel sentimento, nell’armonia. Senza orpelli, senza espedienti: musica alta, musica altra.
L’impegno del duo per la pace fa sì che il comune di Melpignano (Lecce) conferisca loro la cittadinanza onoraria nominandoli ambasciatori di pace nel mondo. A dicembre 2000, su invito dell’ONU e diretti da Nicola Piovani, si esibiscono nel Duomo di Monreale davanti a numerosi capi di stato. Nel marzo 2001 tengono un concerto acustico a Bari in una chiesa del X secolo sconsacrata e trasformata in auditorium, organizzato a sostegno dell’attività dell’associazione “Salaam Ragazzi dell’Olivo” con i bambini palestinesi nel campo-profughi di al-Fawwar nella Cisgiordania palestinese.
Il concerto a Ruvo, si inserisce nel maggio sportivo che quest’anno, come più volte detto su questo portale, è all’insegna della cultura, della pace e del rispetto dei popoli.
I Radiodervish eseguiranno molti dei loro brani storici e in anteprima ci faranno ascoltare nuovi brani dell’album in uscita a settembre. Fortemente voluto dall’Abbinante produzioni, dalla cooperativa Palazzo Jatta e dall’amministrazione tutta, sono attese migliaia di persone.
Non ci si può dunque dispensare dall’invito a partecipare numerosi a un evento tanto raro quanto spettacolare.
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