Raccolta differenziata a Ruvo, parla il dottor Muti: «Noto totale inadeguatezza nel centro storico»

La Redazione

E ancora: «Se questo è il modo di rilanciare il turismo e tutelare l’ambiente, complimenti per i risultati»

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Si ritorna a parlare di raccolta differenziata. Qualche giorno fa, il Dr. Carlo Muti, esperto in scienze ambientali, ha diffuso i dettagli di alcuni suoi studi effettuati sulla raccolta differenziata a Ruvo, dettagli veramente tristi per il nostro paese (per visualizzare i dati completi, clicca qui).

Questa volta è di nuovo Muti a parlare. E lo fa col comunicato seguente, che pubblichiamo in maniera integrale.

Torno a segnalare la totale inadeguatezza delle misure prese nel centro storico per la raccolta differenziata. Questa foto è stata scattata giovedì 9 aprile 2015 alle ore 8,30 in pieno centro storico a pochi metri dalla Cattedrale.
Analizziamola insieme, basandoci esclusivamente sulle norme tecniche, lasciando al lettore le considerazioni di altro carattere.
I rifiuti sono depositati sotto un cartello di “divieto di scarico”.

Nel giorno di giovedì si raccolgono umido, plastica e lattine: la carta e il cartone si dovrebbero conferire il martedì e l’indifferenziata martedì e venerdì. I rifiuti dovrebbero essere riposti dentro gli appositi cassonetti, al fine di evitare che vengano sparsi da auto di passaggio o da randagi.

La frazione organica deve essere raccolta in sacchetti compostabili per facilitare la biostabilizzazione del prodotto: mettere una frazione biodegradabile in sacchetti che non lo sono, richiede un lavoro di supplettivo agli impianti di compostaggio per selezionare il prodotto.

Senza dubbio la responsabilità primaria è dell’incivile che si è sbarazzato in questo modo dei propri rifiuti, in concorso vi sono tutti coloro i quali, transitando sulla via hanno ammirato questo cumulo considerandolo una “parte integrante del centro storico” e non si sono indignati per lo scempio che giornalmente viene fatto delle bellezze della nostra città, una parte considerevole di colpa ce l’hanno l’Amministrazione e l’ASIPU che non si decidono a prendere seri provvedimenti per evitare il ripetersi di queste situazioni.

Se questo è il modo di rilanciare il turismo e tutelare l’ambiente, complimenti per i risultati!

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