Questa sera la festa finale di Nóvǝ nóvǝ nóvǝ

La Redazione

​Riunirà la comunità che ha preso parte al processo di rigenerazione partecipata e sarà occasione per sintetizzare i risultati degli incontri, che confluiranno nelle istanze da sottoporre ai tecnici​

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Questa sera si conclude con una festa partecipata il percorso di rigenerazione urbana nóvǝ nóvǝ nóvǝ – nove navi nuove svolto a partire dal 9 giugno a Ruvo di Puglia, all’interno del quale i cittadini sono stati chiamati a collaborare attivamente per la redazione della Sisus (Strategia integrata di sviluppo urbano sostenibile) che il Comune vuole candidare al bando regionale per la rigenerazione urbana.

Il nome scelto per il progetto è stato mutuato da una congiunzione tra i processi partecipativi invernali (l’auto-costruzione del sistema di luminarie cittadino e della grande nave sita in piazza Matteotti) e una ricerca sui caratteri del nostro dialetto, che assegna a un solo suono tre significati diversi, ma nel contempo riferiti alla necessità di modificare la realtà e intraprendere un nuovo viaggio insieme. Così la città, i cittadini e il processo possono riuscire a racchiudere nella sola parola “partecipazione” una pluralità di idee, sfumature, intenzioni.

I nove incontri (per 11 appuntamenti) hanno visto l’alternarsi di esperti del settore con la continua partecipazione dei cittadini per una progettazione “orizzontale”, un modo diverso di concepire la creazione di un miglioramento urbanistico che parte anche dal basso.

La festa conclusiva riunirà la comunità che ha preso parte al processo di rigenerazione partecipata, e sarà l’occasione per sintetizzare i risultati degli incontri che confluiranno poi nelle istanze da sottoporre ai tecnici.
L’evento si terrà alle 20 nella ex biblioteca comunale Pasquale Testini di via Le Croci 16, uno degli spazi al momento dismessi della città, e rispecchierà lo spirito partecipativo nell’allestimento e nello svolgimento della festa, per educare la cittadinanza al bene comune e al rispetto dei valori di unione e condivisione.

“Tutto il resto è un pretesto”, perché la progettazione partecipata della città o dei processi urbani è, in sostanza, l’occasione giusta per creare comunità, riscoprire e innescare rapporti di fiducia, nuove relazioni sociali che permettano di realizzare a pieno quel concetto di resilienza urbana, fondamentale per resistere ai cambiamenti in atto.

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