Questa sera Giuliana Sgrena al convento dei Domenicani

Nell’ambito del programma “Donna non si nasce, si diventa, donna si nasce, non si diventa”, promosso dell’assessorato alle pari opportunità.
Appuntamento assolutamente importante e imperdibile quello che continua sulla scia del programma “Donna non si nasce, si diventa, donna si nasce, non si diventa”, promosso dell’assessorato alle pari opportunità e la collaborazione del forum dei giovani, le Acli, l’associazione Calliope e l’AIAS.
Appuntamento che vede protagonista Giuliana Sgrena, corrispondente del Manifesto e che da anni lavora nel mondo islamico. In occasione del suo nuovo libro, Il prezzo del Velo, uscito il 7 febbraio 08, con la casa editrice Feltrinelli, si affronta un tema antico e purtroppo ancora attuale. Come la stessa Sgrena l’ha definito, è questo un testo scomodo, che affronta temi difficili e che vuole vincere il relativismo culturale e si presta ad un dibattito duro e gravoso
Si chiama “Il prezzo del velo”, il suo nuovo libro, e ha un doppio significato. Quello più letterale si riferisce al “costume” di alcuni paesi, di dare dai 100 dollari della Somalia ai 200 euro al mese di Sarajevo alle donne che usano il velo.
Denaro che in una famiglia del medio oriente corrisponde ad una grossa cifra, e che non lascia scelta.
E il significato metaforico del titolo che è repressione e oppressione della donna, ed avviene nell’Islam ma viene pesantemente appoggiata dal Papa e che dietro la maschera della tradizione e del costume cela discriminazione, negazione dei diritti, violenza.
Quello che la Sgrena denuncia è il velo ideologico che sopprime le donne che lottano contro l’Islam. Ci sono zone come l’Arabia Saudita dove una donna non può fare assolutamente nulla da sola. Non può uscire, non può guidare. Le donne vivono una ruolo totalmente subalterno. In altre nazioni come l’Egitto, le donne hanno vissuto una regressione paurosa se pensiamo che il primo ministro donna in Egitto è stato eletto nel ‘56 mentre in Italia nel ‘76.
Ci sono molte donne che combattono e ogni giorno muoiono per la libertà. Le donne reagiscono e non subiscono le imposizioni dei gruppi che vogliono reislamizzare alcuni paesi
Le Algerine che erano molto organizzate hanno evitato che l’Algeria diventasse un popolo Islamico.
Ma non c’è parità se in un paese mussulmano la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo, dove il divorzio è vietato, o dove ci sono matrimoni di piacere che possono durare anche solo un’ora in paesi come l’Italia e la Francia dove la poligamia non è legale ma che tutelano leggi islamiche. Quindi aberrazioni legali che non garantiscono le donne neanche fuori dai paesi mussulmani. Uso comportamentale del velo che diventa bandiera di questi movimenti integralisti.
Questo libro vuole essere una rottura dell’omertà nel nostro paese.
In Italia abbiamo una situazione ingestibile, poiché non c’è nessuno che prende posizione al riguardo. Abbiamo una destra che considera l’Islam retrogrado e selvaggio e lo lascia a se stesso e una sinistra che si nasconde dietro il relativismo culturale anche quando non c’è niente che si possa portare alla cultura e alla tradizione.
Questo è chiaramente un NO a tutelare dei diritti universali e negare codesti diritti rende razzista tutto il mondo occidentale.
Il velo imposto non è tradizione. La tradizione delle nonne e delle bisnonne di portare un foulard in testa è stata superata.
Nel mondo islamico invece si tende a colpevolizzare le donne e c’è una maggiore diffusione del velo.
In Egitto per esempio, è stata data colpa al genere femminile per la sconfitta della guerra dei sei giorni del ’67 e da allora il velo è tornato sulle donne.
Il prezzo del velo è il prezzo che le donne pagano per il potere patriarcale e maschile che impone il proprio volere sui corpi delle donne e non aiutarle ci rende complici dei fondamentalisti islamici. Non si tratta di sensibilità. Di propensione, di solidarietà. Non è solo uguaglianza e libertà.
Si parla di diritti umani.
È per questo che non si può perdere questo appuntamento e bisogna essere presenti il più possibile all’incontro di questa sera. Alle 17,30 presso il convento dei Domenicani.
Commenti
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Che cosa strana la vita!!!Giuliana Sgrena viene a Ruvo a presentare il suo libro sui diritti delle donne…potrebbe interessarci!!!Ma almeno qualcuno parli di Nicola Calipari, uomo di Stato morto per recuperare la Sgrena quando fu rapita.
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Se chiarisci quali diritti umani specifici son stati violati ed in quale giurisdizione allora puoi dare 1 direzione x contrastare tradizioni ke son andate avanti x 1300 anni.Nn parlo in difesa dell’oppressione ma nn tollero espressioni emozionali immature x prendere soldi da Ruvesi ed italiani x qualche sforzo emozionale di breve vita o x 1 libro scritto poveramente.Stai parlando di questioni all’interno degli art.12,13,5 o 11 dell’ECHR e che mi dici della giurisdizione?E le donne in Calabria?
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Da quando le Brigate Rosse son diventati protettori dei diritti umani?
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Ricordati alleanzanazionale che a sparare su Calipari e la Sgrena,che rimase ferita,furono i vostri amici AMERICANI per fare una guerra che ad oggi si è rivelata INUTILE e SENZA ALCUN SENSO.
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Miki63 gli americani hanno sparato su chi assisteva i gruppi terroristici. non puoi farci niente se il loro proiettile ha mancato il loro vero target – Giuliana. L’intera nazione italiana e’ parte della alleanza americana nella guerra. Non puoi sostenere le Brigate Rosse a cui non importa uccidere iraqueni, americani e italiani contemporaneamente per ottenere la supremazia del loro gruppo e della loro causa. Calipari e’ stato un innocente danno collaterale.
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Giuliana Sgrena è una brava giornalista, con la passione della vera giornalista che non rinuncia ad andare anche in posti dove sono in atto delle guerre allo scopo di fare bene il proprio lavoro.
Di contro ci sono altri giornalisti che invitano i “potenti” facendoli accomodare su eleganti poltrone in pelle bianca… e facendo sottoscrivere loro “contratti” che fungono da specchietto per le allodole… -
Cara giovanedottoressa forse lei è un pò troppo giovane per poter ricordare che le BR come,tutti i gruppi di estrema destra durante gli anni 70 hanno sparato su chiunque vedi ITALICUS,PIAZZA FONTANA e mi fermo qui in quanto l’elenco è lungo ma avevano un ideale sicuramente non condivisibile.
Ora mi deve spiegare cosa centrano le BR o quant’altro con la SGRENA.
A mio modesto parere è una giornalista che fà il suo non come tanti altri,vedi FEDE,che pur di sopravvivere leccano a tutto spiano.








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