Quando splendidi vasi giungevano al porto di Ruvo

Capanni
“La Via Orientata – Istmica Respa- Rhyps- Metaponto crocevia di popoli e di culture” è il titolo del nuovo contributo storico di Angelo Tedone
Nella nuova tappa del viaggio sulle “Testimonianze della pietra”, il cultore di storia e lingua locali Angelo Tedone illustra il percorso di una delle prime vie di comunicazione che attraversarono Ruvo e la sua Murgia, divenendo nei secoli crocevia di popoli e culture diverse.
“La Via Orientata – Istmica Respa- Rhyps- Metaponto crocevia di popoli e di culture” (di Angelo Tedone)
Una domanda incuriosisce spesso ruvesi, visitatori e studiosi nell’ammirare la ricca collezione vascolare del Museo Jatta.
Come sono arrivati a Ruvo tutti quei reperti (vasi, anfore, bicchieri) databili dal IV al VI sec. a.C. e rinvenuti durate gli scavi archeologici dell’800? Non vi sono alternative alla risposta dal momento che l’unica via era quella marittima e appunto in quell’epoca i pochi centri abitati avevano un proprio approdo marino.
Rhyps era collegata direttamente con Respa (variante apofonetica del nome), Canusium aveva come suo approdo Bardulum (attuale Barletta), Caelia (Ceglie del campo) invece si serviva di Barium. Un altro collegamento era quello fluviale reso possibile dalle abbondanti piogge che riempivano le lame della Murgia cone Lama Reale che sfociava nei pressi di Bari (fiume Tiflis), Servendosi di queste era possibile raggiungere zone murgiane ricche di acque e ripari come le Grotte del Vagno. Allo stesso modo gli Etruschi di stanza a Cuma potettero raggiungere la Puglia grazie al collegamento tra il Sele e l’Ofanto.
In particolare la via orientata che raggiungeva a Ruvo percorrendo l’attuale privinciale Ruvo- Molfetta attraversando il Pulo molto abitato e costeggiando nuclei di capanni in legna (poi trasformati in pietra) ancora oggi evidenti.. Giungeva quindi a Ruvo in zona S. Angelo, attraversava l’attuale centro storico (via Cattedrale) immettendosi sul tracciato della via Minucia per dirigersi verso Altamura dove nelle zone oggi denominate Arena, La Pozza, Pantano sorsero villaggi protetti da muretti a secco oggi ancora evidenti e sede di sepolcreti (Coppa di sotto, Murgia Ceraso) rivelatisi vere testimonianze di pietra unitamente a specchie, dolmen e menhir sparse nei dintorni. Più avanti le Casette di Castigliolo era un villaggio mantenutosi quasi indenne.
La via orientata si apprestava ad essere anche istmica dal momento che voleva raggiungere anche Taranto e Metaponto cità importanti della Magna Grecia con le quali la Grecia minore con Rubi intendeva allacciare rapporti economici e culturali. A tal fine cominciaruono ad essere utilizzati i tanti diverticoli che partivano dalla via orientata attraversando la Murgia e trasformatisi di seguito in tratturi alcuni dei quali diretti verso la via Appia che iniziava ad essere molto percorsa tanto da realizzare anni dopo la via Traiana che da Benevento attraversando la Puglia raggiungeva Canusium, Rubi, Butuntum per dirigersi a Brindisi.
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