Quando le danze e i canti tradizionali uniscono i popoli

ballerini e ballerine in abiti tipici portoghesi; persone, edificio in pietra

Protagonisti sono stati i danzatori e cantori dei gruppi Lapecheronza e U’Aggigghje de le Revetole; gli ospiti, il Grupo Folclórico da Casa do Povo de Cacia dal Portogallo e un gruppo di giovani studenti turchi e Re Pampanelle da Bitonto

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Ha suscitato interesse – tanto che ci sono coloro che auspicano si trasformi in un appuntamento fisso – il Festival internazionale del folklore, evento itinerante che ha fatto tappa a Ruvo di Puglia lo scorso 9 agosto.

A organizzare lo spettacolo il gruppo folk Lapecheronza, selezionato dall’Agenzia nazionale Giovani di Roma per essere tra i protagonisti del Festival che è un progetto Erasmus+. La tappa ruvese è stata curata col patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia, la collaborazione della Pro Loco e il supporto della Federazione italiana tradizioni popolari ets.

Protagonisti, sullo sfondo della Cattedrale di Ruvo di Puglia, sono stati i danzatori e cantori dei gruppi ruvesi Lapecheronza e U’Aggigghje de le Revetole; gli ospiti, il Grupo Folclórico da Casa do Povo de Cacia dal Portogallo e un gruppo di giovani studenti provenienti dalla Turchia; il gruppo bitontino Re Pampanelle. Il gruppo portoghese, in abiti tipici e con l’accompagnamento di un cavaquinho e una fisarmonica, hanno eseguito danze tipiche come il corridinho, coinvolgendo alcuni spettatori tra cui il sindaco Pasquale Chieco. Molto intenso il canto di una giovane artista turca

La sinergia tra Lapecheronza, Pro Loco, Amministrazione, Fitp  si è espressa anche nell’agosto 2017, quando fu piazza Matteotti ad accogliere gli spettacoli folclorici dei gruppi provenienti da Italia, Polonia e Repubblica Ceca. A distanza di otto anni (nel 2019 in piazzetta dell’Info Point fu accolto il gruppo bulgaro “Zagorovche” della città di Septemvri) – si è replicato ed è stato accolto con piacere lo spettacolo dato dal talento degli artisti, dalle fogge e dai colori degli abiti tipici, nonché e soprattutto dal tenere vivi canti e danze, anche antichi, della tradizione di un popolo.

 

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