Qualibò, la danza e i laboratori. Il tutto per esprimere se stessi

Redazione

Corso di Floor Work, una tecnica che si basa sul contatto di tutto il corpo con il pavimento.

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Dall’8 al 12 Novembre il teatro comunale di Ruvo dalle 10.00 alle 16.00 organizza dei laboratori di danza con la compagnia Qualibò. Il laboratorio è sul floor work.

Questo percorso della durata di 30 ore, complementare e non in contrasto con il lavoro delle numerose scuole di danza private disseminate su tutta la Regione, vuole essere sia un’ occasione di formazione specialistica volta al sostegno della produzione regionale di danza contemporanea, sia un’ occasione di alfabetizzazione del nuovo pubblico e un percorso di approfondimento del pubblico già esistente su quelli che sono gli strumenti della composizione coreografica e del lavoro che sottende la messa in scena.

Il Floor Work è una tecnica che si basa sul contatto di tutto il corpo con il pavimento. Utilizza la gravità facendo si che il terreno diventi un supporto fondamentale come forza propulsiva e come piano da cui trarre energia, permettendo al corpo di lavorare in profondità l’intera muscolatura sia nell’allungamento che nella flessibilità. Con questa tecnica, si arriva cosi ad acquisire delle modalità di movimento anche “acrobatiche”, con il minimo sforzo muscolare e la massima resa dinamica.

Nella classe di floor-work si esploreranno i movimenti che prendono origine dal centro e si espandono nello spazio e all’opposto i movimenti che dall’esterno si trasformano penetrando verso il centro. Si cercherà di rilassare la muscolatura e di creare spazio tra le giunture mentre ci si muove, rilasciando il peso nel suolo grazie al supporto della gravità. Il suolo è uno degli elementi più importanti in relazione al nostro movimento. Lo si utilizzerà per scoprire diversi tracciati che attraversano il corpo e lo spazio. Ci si concentrerà sulle spirali, sul concetto di momentum nel movimento, sulla struttura ossea e articolare, permettendo al corpo di ritrovare un flusso naturale di movimento nello spazio.

Nella seconda fase di lavoro sull’improvvisazione e sulla costruzione coreografica, sarà stimolata nei partecipanti un processo creativo il più possibile integrato: l’intento è quello di incoraggiare nei danzatori lo sviluppo di una maggiore consapevolezza dello spazio ‘scenico’ esterno senza perdere fiducia e contatto con l’esplorazione fisica interiore.

Il Maestro si riserva la possibilità di organizzare una dimostrazione pubblica del risultato del lavoro.

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