Promesse di matrimonio, 40 euro per la sala consiliare

Ecco il tariffario dei "rimborsi spese" per l'utilizzo degli spazi comunali
La delibera
La delibera consiliare è dello scorso maggio ma la novità, al netto del passaparola e dei social, coglie ancora impreparati i futuri sposi che si recano in Comune per concordare la data della loro promessa di matrimonio.
All’interno del documento che disciplina i cosiddetti «diritti di segreteria, d’istruttoria e di ricerca», infatti, è stato inserito un paragrafo relativo proprio al «rimborso spese per l’utilizzo di immobili comunali per promesse di matrimonio e matrimoni civili». Che non sono la stessa cosa, anche se spesso i ruvesi ignorano (o fingono di ignorare) la differenza.
La differenza
La prima è infatti un atto propedeutico alle cosiddette pubblicazioni, obbligatorie per legge, a seguito delle quali, oltre a mille altre incombenze, può essere celebrato il “vero” matrimonio. Quest’ultimo può poi essere contratto civilmente (e qui rientriamo nel secondo caso) oppure in chiesa, con successiva annotazione nei registri anagrafici.
Ma spesso le coppie – e le loro famiglie – reputano già la promessa un passo fondamentale nel cammino verso l’altare e, chiamandola impropriamente “matrimonio al Comune”, la festeggiano con al seguito un piccolo stuolo di parenti e amici in abiti eleganti, con regali (a volte scelti in apposita lista), bouquet e aperitivo in compagnia, se non proprio pranzo o cena.
Il tariffario
Va da sé che in questi casi l’uso gratuito della sala giunta non basti, poiché «adatta per una decina di persone», dicono dagli uffici preposti. Per l’utilizzo della più ampia e coreografica sala consiliare Sandro Pertini, che ha visto il passaggio di generazioni di innamorati ruvesi, attualmente il costo è di 40 euro, che diventano 70 nei festivi. A questo stesso prezzo è possibile prenotare anche le aree di palazzo Caputi durante l’orario di servizio. La quota scende a 50 euro in altri momenti dei giorni lavorativi, ma sale a 120 in quelli rossi del calendario. Si può anche optare per un «ufficio separato dello stato civile», ovvero Villa Fenicia, per la quale le tariffe vanno da un minimo di 70 a un massimo di 200 euro.
Piccoli ulteriori esborsi che dunque tocca aggiungere al già consistente budget da mettere a disposizione in vista del proprio giorno più bello. Auguri!
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