Prodotti sfusi: per la Bottega del Mondo non è una novità

Grazia Ippedico

confezioni incidono fino al 30% sul prezzo industriale di vendita degli alimenti e pesano sulle tasche degli italiani spesso più del prodotto agricolo in esse contenuto.

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E’ scoppiato il boom del prodotto sfuso. Latte, acqua, vino tendenzialmente vengono acquistati sfusi per risparmiare. Sul sito dell’Ansa scopriamo che le confezioni incidono fino al 30% sul prezzo industriale di vendita degli alimenti e pesano sulle tasche degli italiani spesso più del prodotto agricolo in esse contenuto. Lo afferma la Coldiretti. L’agroalimentare, con oltre i 2/3 del totale, è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio, anche a causa della tendenza alla riduzione dei formati a favore dei single e delle famiglie sempre meno numerose.

Ci rendiamo conto che è un problema di costi, certo ma anche di impatto ambientale. A Ruvo da anni c’è un piccolo punto vendita, al numero 4 di via Vanini, che combatte ogni giorno per l’ambiente, i diritti dei paesi produttori e contro i test sugli animali. Parliamo della Bottega del Mondo L’agorà, punto del commercio equo e solidale che serve Ruvo, Corato e Terlizzi. E’ da un po’ che presso la suddetta Bottega si vendono detergenti per bucato, piatti e pavimenti in taniche erogatrici.

Dice sempre la Coldiretti: Gli imballaggi gettati nella spazzatura – l’organizzazione agricola – sono aumentati dal 2000 ad oggi di oltre 1 milione di tonnellate (+9%) anche se è cresciuta oltre il 66% la percentuale di riciclaggio. Nell’ alimentare – prosegue la Coldiretti – spesso il costo dell’ imballaggio supera quello del prodotto contenuto, come nel caso degli alimetari (fagioli in scatola  26% sul prezzo industriale di vendita, la passata in bottiglia da 700 grammi, 25%, per il succo di frutta in brick  20% e per il latte in bottiglia di plastica siamo al 10%.)

Pur affrontando quindi un problema di costi poichè i prodotti distribuiti sfusi consentono di risparmiare fino al 40% rispetto al normale prezzo di vendita (è l’esempio del latte fresco), si affrontano temi di portata più ampia.
Si garantiscono i principi equosolidali, l’ecologia, il no test sugli animali, l’efficacia, la sicurezza, la delicatezza sulla pelle. Dopo o primi scetticismi, questi prodotti hanno avuto un forte incremento nelle vendite. Si parte dal presupposto che per cambiare il mondo si debba iniziare dai piccoli gesti quotidiani.

E’ da anni che la Bottega del mondo di Ruvo si fa portavoce di temi universali. Sta a noi conoscerne la filosofia, spinti anche solo da una sana curiosità o far sì che essa diventi una ennesima Cassandra del nostro tempo.

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Commenti

  • ewawe (utente non verificato)

    sò che censurerete per l’ennesima volta ma volevo mettere all’attenzione del lettore che poi si farà lui un’opinione della vs. giornalista che per l’ennesima volta mostra di essere faziosa…sarà parente di Filippo Facci ? o è il suo mentore ?

  • joe99 (utente non verificato)

    poniamo il caso che l’articolo sia realmente fazioso,ma non comprendo tale aspetto con il senso dello stesso che è di carattere generale,sia per l’aspetto ambientale,visto l’enorme quantitativo di rifiuti prodotti,ma anche per il DOPPIO aspetto econom. direi,dato che oltre al costo della confezione,grava sulle nostre tasche anche per lo smaltimento degli stessi,probabile che qlcuno,forse bene economicamente,non sente suo tali aspetti e magari tenga a prestar attenzione su sottigliezze frivole