Processo treni, le parti civili: «Continuiamo a volere chiarezza sulle responsabilità»

L’avvocato Renato Bucci
Dopo la sentenza, il lavoro delle difese non si ferma
C’è chi ha aspettato diverse ore prima di commentare la sentenza di assoluzione dei “colletti bianchi”, scagionati dalle accuse per le quali erano a processo per la strage dei treni del 12 luglio 2016.
Una attesa che però non ha edulcorato l’amarezza, che non ha dissipato la sensazione di ingiustizia, che ha alimentato il senso di impotenza dinanzi a quella che definiscono “una vergogna”. La giustizia, almeno in primo grado, ha fatto il suo corso. «Le sentenze vanno rispettate» affermano a voce unica tutti i protagonisti del processo, siano essi avvocati di parte civile o avvocati difensori degli imputati.
I parenti delle vittime, però, fanno fatica ad accettare.
«Vergognosa sentenza. 23 vittime e 51 feriti non hanno avuto giustizia» si legge sulla pagina Facebook dell’Astip, l’associazione strage treni in Puglia che raccoglie i familiari di alcune delle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio 2016. Il post è corredato da una immagine in cui si legge «la giustizia dei giusti è ingiustamente giustiziata dalla ingiustizia della giustizia».
Il desiderio di perseguire ogni strada affinché venga innanzitutto fatta definitiva chiarezza sulle responsabilità della strage, costata la vita a 23 persone, ancora vivo. La sentenza, quasi certamente, verrà impugnata dinanzi alla Corte d’Appello.
L’orientamento è stato palesato dall’avvocato Renato Bucci, difensore di alcune parti civili costituitesi nel processo. «La sentenza va accettata con la serena fermezza di impugnarla. Le parti civili daranno, nei limiti del possibile, una mano agli uffici della Procura per mettere a fuoco quelli che saranno i punti deboli del ragionamento del Tribunale» afferma.
La data della pubblicazione delle motivazioni della sentenza coinciderà, dunque, con il momento in cui i legali torneranno a lavorare per far valere le proprie tesi.
«Io rimango convinto che l’impostazione dell’accusa era non solo largamente ragionevole e giuridicamente fondata, ma anche probatoriamente confermata. Il tribunale ha deciso diversamente ed è giusto che la sentenza venga rispettata tal quale, ma naturalmente senza abdicare alle prerogative difensive che sono quelle di portare avanti una impostazione conforme a quella della pubblica accusa» ha ribadito l’avvocato Bucci.
Nessun risarcimento economico può appagare l’esigenza di giustizia delle famiglie.
La persistenza di alcune parti civili, o almeno di quelle che io rappresento durante il processo, sarà ispirata alla volontà di ottenere una rivalutazione del fatto dal punto di vista penale perché dal punto di vista strettamente risarcitorio potrebbero definirsi soddisfatte dato che Ferrotramviaria è stata condannata al risarcimento dei danni» ha chiarito l’avvocato Bucci.
«L’intento che ha originariamente ispirato la costituzione e continua a sostenerla – ribadisce – è quello di fare luce e chiarezza sulle responsabilità dei “piani alti”. Le parti civili non si sono mai volute rivalere sulle figure di prossimità, di trincea del sinistro ferroviario».
E conclude: «Infierire su di loro sarebbe stata una operazione vile ed inadeguata ad una valutazione della intera vicenda».
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