Processo Carlucci-Castagna, si passa all’Appello

L’ex parlamentare contro la campagna diffamatoria de “Le Iene”: «Speriamo che questo sia il cambio di rotta per riabilitare il mio nome, ingiustamente infangato»
Lo scorso 11 luglio si è concluso il primo grado del giudizio penale intentato dinanzi al Tribunale di Foggia (Rgt 1923/2016), giudice Francesca Perrone, nei confronti di Rocco Castagna, già assistente parlamentare di Gabriella Carlucci, onorevole e sindaco di Margherita di Savoia dal 2010 al 2012.
Castagna si è visto attribuire la responsabilità del reato di «esercizio arbitrario delle proprie ragioni», con una lievissima pena pari a quaranta giorni, oltre al risarcimento dei danni, da liquidare separatamente, e la rifusione delle spese legali.
La vicenda ebbe origine dalla richiesta fatta dal Castagna di somme dovute, a suo dire, per l’attività di collaborazione parlamentare svolta. Tale somma, indicata nel relativo giudizio in oltre 50mila euro, è stata ritenuta evidentemente dal Giudice di Foggia una richiesta fatta in maniera arbitraria e autonoma rispetto all’azione giudiziale, del resto attivata dinanzi al Tribunale del Lavoro di Roma e conclusasi con rigetto della domanda e compensazione delle spese tra le parti, data la particolarità della materia. Tale pronuncia è stata appellata e sarà oggetto di udienza all’inizio del prossimo anno.
Ma l’intera vicenda giudiziaria è parte di una complessa e articolata sequela di contrasti aspri tra la Carlucci e la trasmissione “Le Iene”, in particolare col conduttore Filippo Roma, il quale – come si ricorderà – svolse diversi servizi televisivi sulla vicenda degli assistenti parlamentari e nel caso della Carlucci, provvide ad “assediarla” anche presso il Comune di Margherita di Savoia, con la forte reazione dell’ex onorevole, tuttora oggetto di un video campione di visualizzazioni sul web.
Dopo la denuncia di Gabriella Carlucci, che in realtà ipotizzava un infondato tentativo di estorsione da parte di Rocco Castagna con il concorso di Filippo Roma, partiva la vertenza di lavoro, in attesa della pronuncia di appello, come sopra riferito allo stato attuale, essendo stata rigettata in primo grado.
«In realtà questa storia è solo una parte della vicenda», spiega in un comunicato la Carlucci. «Da anni subisco una campagna diffamatoria da parte della redazione delle “Iene” che mi ha anche accusata – complici le rimostranze di politici avversari – di reati inesistenti e per i quali sono stata completamente scagionata. Speriamo che questo sia il cambio di rotta per riabilitare il mio nome, ingiustamente infangato».
La vicenda giudiziaria avrà un ulteriore capitolo con il deposito delle motivazioni della sentenza penale e la decisione sul giudizio di appello lavoristico.
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