Presentazione del libro “Il naufragio” presso il Liceo scientifico “O.Tedone”

Continua la rassegna “Storie Migranti” oggi alle ore 19
L’associazione culturale Marlin continua il ricco programma di eventi culturali studiato per la rassegna “Storie Migranti”. Questa volta l’evento è organizzato in collaborazione con: "L’Italia sono anch’io", "Il razzismo è una brutta storia (Feltrinelli)", "Teatro Comunale Ruvo di Puglia”, "Il Grillo Editore” ed il Liceo scientifico “O.Tedone” che ospiterà l’incontro.
Alessandro Leogrande è il protagonista di questo terzo appuntamento con il suo libro “Il naufragio”, tratto da una storia, purtroppo, vera. Leogrande ha incontrato i sopravvissuti e i parenti delle vittime, i militari, gli avvocati, gli attivisti delle associazioni antirazziste e ha girato per le città e i villaggi dell’Albania da cui sono partiti i migranti per ricostruire questa tragedia. "Il naufragio della Kater i Rades costituisce una pietra di paragone per tutti gli altri naufragi a venire, non solo perché è stato l’esito delle politiche di respingimento e dell’isteria istituzionale che le ha prodotte… Il naufragio della Kater i Rades è una pietra di paragone perché, a differenza dei molti altri avvolti nel silenzio, è possibile raccontarlo."
Con queste parole esordisce l’autore che continua raccontando la trama della sua opera: "Alle 18.57 del 28 marzo 1997 una piccola motovedetta albanese stracarica di immigrati, la Kater i Rades, viene speronata da una corvetta della Marina militare italiana, la Sibilla. In pochi minuti l’imbarcazione cola a picco nel Canale d’Otranto. È la sera del Venerdì Santo. I superstiti sono solo 34, i morti 57, in gran parte donne e bambini, 24 corpi non verranno mai ritrovati. È uno dei peggiori naufragi avvenuti nel Mediterraneo negli ultimi vent’anni. Ma soprattutto è la più grande tragedia del mare prodotta dalle politiche di respingimento.
La guerra civile albanese, che infuria da settimane, spinge migliaia di uomini, donne e bambini a partire verso le coste italiane in cerca della salvezza. La crisi del paese balcanico fa paura. In molti in Italia alimentano il terrore dell’invasione e prospettano la necessità del blocco navale. Così, tre giorni prima del naufragio, il governo italiano vara delle misure di controllo e pattugliamento nelle acque tra i due Stati che prevedono anche il ricorso a procedure di "harassment", ovvero "azioni cinematiche di disturbo e di interdizione". Prima dello scontro, la Sibilla insegue la Kater i Rades per un tempo che agli uomini e alle donne sulla carretta appare incredibilmente lungo.
Il processo per accertare le responsabilità dell’accaduto è lunghissimo. Le indagini vengono ostacolate e intralciate, alcune prove scompaiono o non vengono mai recuperate. Alla fine, gli unici responsabili del disastro risultano essere il comandante della Sibilla e l’uomo al timone della Kater. Intanto in Albania, i sopravvissuti e i parenti delle vittime creano un comitato per ottenere giustizia.”
L’appuntamento è per questa sera alle ore 19 presso la biblioteca del Liceo scientifico “O.Tedone”.
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