Presentato il nuovo Centro interculturale per l’inclusione dei cittadini immigrati. Le immagini

Mariavaleria Stragapede

Tagliato il quarto nastro di fine mandato. Il sindaco: «E’ il tempo di raccogliere i frutti di quel che abbiamo seminato in cinque anni»

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E’ stato presentato ieri alla cittadinanza e alle comunità di cittadini immigrati il nuovo Centro interculturale e di inclusione sociale, sito in un immobile comunale ristrutturato in via Romanello.

La cerimonia

Il taglio del nastro tricolore è avvenuto alla presenza delle autorità religiose, militari e civili, tra cui il delegato del prefetto Mario Volpe. Accanto al sindaco, anche il vescovo Luigi Cornacchia, che ha speso parole di forte soddisfazione e augurio al lavoro di inclusione che verrà svolto all’interno della struttura. A incorniciare l’importante momento per la vita della nostra comunità, i brani della giovane orchestra del professor Giuseppe Caldarola e la lettura dei racconti di migranti di ieri e di oggi da parte di una piccola delegazione di ragazzi dell’Itset Tannoia di Ruvo.

Orgogliose le parole giunte dall’amministrazione nella breve conferenza che ha preceduto la visita della struttura. Il sindaco Ottombrini non ha omesso di ricordare che quella di ieri è stata la quarta inaugurazione di una struttura pubblica avvenuta a pochi mesi dalla fine del mandato, in quanto giunto, secondo lui, «il tempo per raccogliere i frutti del lavoro svolto dall’amministrazione in cinque anni. Fisiologico pertanto è che in questo periodo si concentrino molte occasioni di questo tipo», ha proseguito. Questa volta l’attenzione è rivolta ai «nuovi ruvesi», affinché essi trovino il proprio ruolo sociale anche con l’ausilio di una struttura che fornisca «strumenti e conoscenze che possono fare di loro non più degli ospiti, ma dei cittadini a pieno titolo», ha affermato Vito Ottombrini.

La struttura

L’edificio è stato ristrutturato e rifunzionalizzato attraverso un progetto riuscito a concretizzarsi attraverso un finanziamento ottenuto dal Ministero degli Interni Pon Fesr “Sicurezza per lo sviluppo” intercettato dall’amministrazione Stragapede. I numerosi lavori di riqualificazione sono stati eseguiti dalla ditta Edil Ter srl di Andria. Nello specifico, la creazione del Centro è costata complessivamente 559.403,70 euro, di cui 542.753 di risorse comunitarie e il restante di cofinanziamento comunale. La struttura vanta un’area esterna di circa 630 metri quarati e una interna di 640 disposti su due piani e suddivisi in 11 stanze, fra cui una sala lettura, un’aula informatica, uno spazio dedicato al culto e una sala convegni attrezzata per la proiezione di audiovisivi. Questi spazi ospiteranno servizi di mediazione linguistico-culturale, laboratori di formazione linguistica, un internet social point. Ci si augura che possano soprattutto essere luoghi di socializzazione per l’intera città.

Il servizio di gestione della struttura per i prossimi cinque anni è stato affidato, attraverso l’apposito bando, all’associazione Etnie onlus di Bisceglie, alla quale arriverà dal Comune un contributo annuo di 6mila euro.

In uno scenario geopolitico contrassegnato da nazionalismi crescenti, conflitti, disuguaglianze e indifferenza verso coloro che quotidianamente tentano di raggiungere il vecchio continente, la costituzione di un centro di inclusione sociale non può che rappresentare una nota positiva per la nostra città. E’ importante però che esso divenga concretamente ed efficacemente una testimonianza di un modello adeguato di integrazione e che operi quotidianamente per la realizzazione di una società multiculturale.

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Commenti

  • Maria Peschechera (utente non verificato)

    Con tutti i problemi che vive questo paese è molto più facile occuparsi di quelli altrui! Si aprono così, le porte ai ” poveri esuli” che così possono vivere meglio di chi, ogni giorno deve sudarsi il pane.