Presentato a Bari il progetto Idagit

Coordinato dalla Fondazione Irccs Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, studia l’invecchiamento della popolazione in Italia. Tra i comuni coinvolti c’è anche Ruvo
E’ stato presentato venerdì scorso a Bari il progetto nazionale del Ministero della Salute Idagit, che studia l’invecchiamento della popolazione in Italia e si propone di fornire dati validi sull’impatto che alcuni fattori ambientali modificabili hanno su salute, disabilità, qualità della vita e benessere delle persone. La ricerca è coordinata dalla Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano.
L’iniziativa vede coinvolti 11 Comuni e un campione di 1200 persone in Veneto, Marche e Puglia, dove lo studio si concentra su 450 cittadini di Bari, Rutigliano, Toritto e Ruvo di Puglia. Nel nostro paese, già nel novembre scorso, si sono svolte le interviste ai cittadini selezionati, a cui è stato somministrato un questionario che comprende diverse misure sui fattori determinanti della salute e della disabilità.
I risultati dello studio verranno successivamente confrontati con due importanti indagini internazionali: il progetto dell’Oms Sage e il progetto europeo Courage. Quest’ultimo è stato condotto in Finlandia, Polonia e Spagna, che rappresentano Paesi europei ad alto e medio reddito.
«Per noi – ha dichiarato l’assessore ai Servizi demografici e statistici del Comune di Bari Angelo Tomasicchio – è motivo di grande orgoglio ospitare i maggiori esperti neurologi a livello internazionale, che stanno conducendo un progetto che vede la partecipazione della Puglia come unica regione del mezzogiorno. Questa indagine a campione, i cui risultati dovrebbero pervenire all’inizio dell’anno prossimo, ci aiuterà a comprendere come si invecchia, quali sono i fattori che determinano l’invecchiamento stesso e in quale modo questo processo si sviluppa».
«È molto importante per noi – ha dichiarato Matilde Leonardi, la neurologa coordinatrice del progetto – la partecipazione delle istituzioni locali al progetto Idagit. L’indagine, più che sull’analisi delle patologie, parte dall’analisi dei condizionamenti ambientali capaci di modificare la qualità della vita degli individui: il dialogo con amministratori e politici è fondamentale perché a loro competono le scelte fondamentali sulle questioni ambientali e l’impegno a migliorare l’interazione individuo-ambiente. È importante spiegare che il sondaggio punta molto sull’aspetto “solitudine” dell’individuo anziano o malato, la sua sensazione di abbandono quando ricorre all’aiuto di una struttura sanitaria: questo è un fattore che, possiamo affermarlo con certezza, riduce sensibilmente la qualità della vita di molte persone e che quindi deve essere valutato con molta attenzione dai servizi sociali dei Comuni».
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