«Potevo esserci io lì o qualcuno a me molto caro»

La Redazione

Francesca, studentessa 22enne, si sente una miracolata dal destino, ed esprime il pensiero di tanti pendolari della Bari nord

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«Sono una studentessa di 22 anni e mi sembra doveroso esprimere ciò che provo osservando tutto questo disastro in cui molti amici, coetanei e non solo hanno perso la vita o ne sono rimasti feriti». E’ l’incipit della lettera inviata alla redazione da Francesca, come tanti di noi pendolare della Bari nord, che ora si sente quasi una miracolata.

«Prendevo quel treno ogni giorno, più volte al giorno», prosegue. «Potevo esserci io lì o qualcuno a me molto caro. Il destino, fato o come lo si vuol definire ha risparmiato la mia vita. Non so per quale assurdo motivo o coincidenza. Passiamo parte delle nostre vite su quei treni. Chi si sposta per lavoro, per motivi di salute o magari per raggiungere la propria università. Donne, uomini, bambini, ragazze, madri, padri…ognuno con la propria vita, le proprie abitudini. Mi chiedo come si possa morire in questo modo.

Vite stroncate in un attimo, persone con speranze, desideri, sogni, la cui vita si è spenta in un istante. Mi chiedo perchè questo nostro mondo è così pieno di dolore». Parole che assumono un significato ancor più pregnante se lette anche alla luce di quanto accaduto a Nizza. «Si dice che la vita è un dono, ma se essa è un dono come la si può perdere in maniera così barbara e straziante? Tutto ciò è ingiusto.

Non ci sono parole con cui si possano esperimere l’ultimo soffio vitale di una donna che non aspettava altro che riabbracciare il proprio amore, lo sguardo innocente di un bambino il cui unico desiderio era quello di giocare con i suoi amichetti o il volto provato di chi tornava dal lavoro.

Gente che come me semplicemente si spostava con i mezzi come faceva quotidianamente. Penso che non si possa morire così.

Rivolgo non più parole ma pieno silenzio, silenzio poichè esso è riflessione; e che tutto ciò possa indurre le nostre coscienze ad essa. Penso che dovremmo farlo più spesso. Il dolore è lacerante, il cuore è pieno di odio, rabbia e immensa tristezza. Un saluto a tutte quelle anime che oggi non ci sono più. La Puglia, ma non solo essa, è in lutto. Che possiate riposare in pace», conclude Francesca, esprimendo un pensiero al quale non possiamo far altro che associarci.

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