Porta a porta, Chieco: «Entro settembre un incontro pubblico»

Il sindaco: «Dobbiamo passare alla fase II nella quale occorrerà tenere conto delle criticità sin qui emerse»
«Nella gestione del conferimento dei rifiuti, dopo la partenza della raccolta porta a porta, dobbiamo passare alla fase II nella quale occorrerà tenere conto delle criticità sin qui emerse». A scriverlo ieri sul suo profilo fb è stato il primo cittadino Pasquale Chieco, riferendosi alle molte lamentele dei cittadini ruvesi, spesso ospitate anche sulle pagine del nostro portale. Non sono rari infatti i casi segnalati di sacchetti preda di animali che, specie nel caso dell’umido, lasciano sul posto residui liquidi; del mancato rispetto dei turni di conferimento e dell’abbandono dei rifiuti dentro e fuori la città.
A tal proposito, ribadisce il sindaco, «al di là del processo di potenziamento dei controlli già in atto, ho deciso di organizzare entro il mese di settembre un incontro pubblico, con la presenza di tecnici che forniranno dati informativi adeguati, per discutere con tutti i cittadini che vorranno partecipare gli interventi migliorativi da mettere in atto».
Tra le proposte, quella del bidoncino multiuso familiare, della busta con microchip e del contenitore con lettore ottico.
«Conto molto su questo incontro – prosegue Chieco – perché penso che da lì verranno le scelte consapevoli e condivise che faremo per la migliore gestione della nostra raccolta differenziata.
Di una cosa però sono, già oggi, convinto come tanti. Penso che sbaglino quei cittadini che, partendo dalle criticità della raccolta porta a porta, chiedono di tornare ai cassonetti per strada. Bisogna sapere che tornare indietro significherebbe avere problemi di abbandono e degrado più gravi di quelli attuali e senza i vantaggi della differenziata (oggi per noi attestata su oltre il 70%). Ne riparliamo e decidiamo a settembre», conclude.
Commenti
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Carissimo sindaco permetto leggendo il titolo dell’articolo pensavo fossi ospite di Bruno Vespa. Il porta a porta funzionerebbe se i cittadini vedessero un vantaggio da questa differenziata. Francamente pur comprendendo le validissime ragioni per fare la differenziata (io l’ho sempre fatta anche quando c’erano i cassonetti), ritengo che i cittadini al momento lo stanno facendo con la forza contro la loro volontà, contrariati da una TARI da record. Occorre incentivarli dimezzando la TARI piuttosto che raddoppiandola. Io sono un sostenitore dei cassonetti proprio perché con essi la TARI costava la metà… Tra l’altro io la differenziata la facevo anche prima come gi à detto. Il porta a porta sembra una guerra contro i cittadini invepiriti dal raddoppio della TARI in un momento di crisi… E la guerra é guerra… Cosa si aspetta dagli incivili?








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