Poesia e musica nel libro di Vincenzo Mastropirro

Raffaella Anna Dell'Aere

Presenti il sindaco Pasquale Chieco, il presidente della Pro Loco Rocco Lauciello e gli “Amici della musica”

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Un “incontro di lingue”, rincorse di metafore, fusione di linguaggi complementari, variegate suggestioni emozionali, è ciò che ieri sera Vincenzo Mastropirro ha magistralmente perfuso alla platea presente nel contesto della presentazione del suo libro “Timbe-condra-timbe”.

La lingua dialettale di Mastropirro, calda e corposa, si fonde con la lineare poetica in lingua italiana. Il dialogo con la morte, tinto da sottile ironia, e la passionalità della forma sintattica vengono guidate da suggestive espressioni metaforiche, ben bilanciate dall’impostazione musicale delle parole e della sua voce e dall’immagine pittorica che si delinea nell’immaginazione, durante l’ascolto di “U sulche – Il solco” e “U ardaspalle – Lo scialle”. È l’apice della serata, le emozioni che si trovano nel mezzo, nel cuore aperto come una melagrana, dove la lettura dell’artista viene rappresentata con le sue personali doti attoriali, tracciandone l’Eros e Thanatos dei suoi versi poetici.

Una serata dolcemente piovosa, segretamente autunnale, riempie la sala conferenze della Pinacoteca di arte contemporanea con ospiti della vita cittadina e amministrativa ruvese, da attenti fruitori o protagonisti della realtà musicale, poetica, artistica. Il sindaco Ninni Chieco, Pino Minafra e Margherita Porfido, l’assessore alle Politiche culturali Monica Filograno, il presidente della Pro Loco Rocco Lauciello e gli “Amici della musica”, organizzatori dello spettacolo inserito nella rassegna “Evoluzioni”.

L’evento, presentato da Alessandra Brucoli, viene introdotto dalla competenza letteraria di Nicola Pice, docente di latino e greco e già sindaco di Bitonto, che sottolinea e approfondisce, con richiami storici, la dialettica poetica del libro di Mastropirro, dando rilievo al nobile uso del linguaggio dialettale del poeta-musicista che definisce i suoi versi «la lingua di mia madre».

Il flauto traverso, il pianoforte e il sassofono di Vincenzo Mastropirro, Domenico Bruno e Nicola Pisani determinano l’epilogo della serata, in cui la musica sposa la poesia, accarezzandola in un mix di brani intensi come “Melos” e “Symbiosis”.

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