Pino, un anno dopo

Un libro per non dimenticare l'episodio criminoso che vide vittima un commerciante ruvese
«Commuove la partecipazione di migliaia di persone, tutte unite… un lungo corteo che sicuramente visto dall’alto doveva sembrare un anello, come un muro di protezione del nostro paese. Un muro che grida giustizia e dice: di qui non si passa!». Con questa toccante frase di Grazia Di Rella, è iniziata presso il convento dei Domenicani la presentazione del libro dedicato a Pino Di Terlizzi, il salumiere barbaramente ucciso da quattro banditi che la sera del 13 aprile 2012 si intrufolarono nel suo negozio intorno alle 21.30 per rubare l’incasso dell’intera giornata. Di Terlizzi, indignato nel vedersi sottrarre il frutto di una intera giornata di lavoro e sudore, oppose resistenza e rimase vittima dell’ira funesta dei ladri. Pino andò via, lasciando una moglie, due figli e un’intera schiera di familiari ed amici che lo conoscevano bene e che sapevano che grande persona era.
Un libro per non dimenticare. Un libro per tutti, un libro che narra passo passo la vicenda, un libro che fa male, ma che fa soprattutto tanta rabbia. All’interno, presenti degli inserti che narrano tutta la vita di Pino e del suo negozio, fino ad arrivare ai tragici giorni seguenti la tragedia. Non mancano poi, i commenti di tutta la cittadinanza, pensieri lunghi o corti, ma che alla radice hanno lo stesso messaggio: “Pino rimani uno di noi”.
Hanno alimentato la serata i piccoli pensieri di qualche cittadino presente. Commovente e toccante inoltre, il pensiero del suocero Vito di Bisceglie, che con aneddoti quotidiani di Pino, ha permesso di ricordare questo grande uomo. Non è mancata poi l’argomentazione di altri temi, in particolari quello della sicurezza a Ruvo di Puglia, sul quale hanno a lungo discusso Dino Saulle,presidente Eat – Ruvo di Puglia, e l’assessore Michele Scardigno. Nel nostro paese, esiste veramente la sicurezza? O è solo un’utopia che non riusciremo mai a far diventare realtà?
Fulcro della serata però sempre il libro, che ricordiamo è stato pensato e creato con la collaborazione di diverse enti ruvesi, tra le quali RuvoLibera e in particolare essenziale è stato il contributo di Mario Albrizio, Ascom Confcommercio, Eat- Ruvo di Puglia, associazione culturale “Partecipare” e infine, non ultimo per importanza, il comune di Ruvo di Puglia.
Una serata svolta tra pochi intimi. Il che può apparire un bene, ma se si riflette almeno un po’, dà soltanto molta indignazione. Come si può dimenticare a distanza di un anno un avvenimento così tragico? Il ricordo di Pino è vissuto solo per quella settimana di lutto, e poi? E’ possibile che Ruvo dimentica così facilmente? La triste verità purtroppo è che solo chi viene colpito da questi avvenimenti rimane poi in realtà segnato. Per gli altri invece, terminato il dolore iniziale, la vita procede come sempre, frenetica e piena di altri impegni. Ma tutt’ora, se non ci fosse stata tanta informazione, chi si sarebbe ricordato di ciò che successe a Pino un anno fa? Poche persone, come ha dimostrato la serata di ieri.
Ricordiamo inoltre, che per chi volesse, il libro dedicato a Pino, dal titolo: “Pino, uno di noi” è presente nelle librerie del paese. Il libro non presenta un prezzo standard, per essere acquistato si può lasciare una offerta libera che andrà direttamente alla famiglia Di Terlizzi.
A distanza di solamente un anno è un bene per tutti ricordare questi avvenimenti. Non si può cambiare il passato, ma possiamo essere in grado di cambiare il futuro, se solo lo desideriamo.
Commenti
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il sacrificio costruisce ed insegna…..ardua impresa costruire nella nostra comunità,alla luce dell’oscurantismo che ci caratterizza……
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Di episodi tragici nel territorio di Ruvo, guardando indietro negli anni, non vanno assolutamente dimenticate le altre vittime,un altro salumiere, ucciso tragicamente in circostanze simili ed una Guardia Campestre!!!! Riposate In Pace e vegliate sulle Vostre famiglie e su tutti noi!!!
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povero ragazzo, povera famiglia… il caso di pino è l’ennesima dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, della disfatta dello stato civile, o se preferite dello stato italiano…
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i delinquenti che ammazzano non devono stare in galera ma pendere dalla forca








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