Piero Paparella: «Interventi su corso A. Jatta senza autorizzazione della Soprintendenza»

La Redazione

Il Consigliere di FdI parla dei lavori di messa in sicurezza di una parte di marciapiede, dinanzi all’Istituto “Sacro Cuore”: «Alcuni interventi dichiarati sanabili; altri non lo sono»

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In una nota, il consigliere comunale Piero Paparella (Fratelli d'Italia) denuncia l'assenza di autorizzazione della Soprintendenza Archeologia-Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Bari, per gli interventi di messa in sicurezza di una parte del marciapie del corso A. Jatta, dinanzi all'Istituto "Sacro Cuore". Proprio per l'assenza di titoli autorizzatori, la Soprintendenza ha dato avvio a un procedimento sanzionatorio, di cui ai commi 1 e 4 dell'art. 160 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio), nei confronti del Comune di Ruvo di Puglia. 

«Avevo personalmente sollevato la questione durante l’ultima campagna elettorale – sottolinea Paparella -. Ricordate? Io sì. Bene…anzi male! Dal 2004, cioè da ben 18 anni, esiste in Italia il d.lgs. 42 del 2004 che tutela e valorizza i beni culturali e del paesaggio. Da ben 18 anni a questa parte, gli operatori del settore e quindi specialmente le pubbliche amministrazioni devono (dovrebbero) sapere che, ai sensi dell’art. 10 c.4 lettera g) di tale decreto, le strade, le piazze, i giardini e gli spazi pubblici di interesse storico o artistico, sono beni culturali. Su questi beni tutti gli interventi di qualsiasi natura sono preventivamente soggetti a obbligatoria autorizzazione della Soprintendenza ai sensi dell’art. 21 dello stesso decreto. Un Comune, quindi, è chiamato a far rispettare tale normativa tanto da parte dei cittadini che da parte propria, al fine di tutelare e valorizzare nell’interesse nazionale il Bene Culturale. Che Ruvo di Puglia sia una Città con un grande patrimonio storico culturale pubblico e che anche a Ruvo di Puglia valgono le disposizioni legislative nazionali pare non lo sappia chi deve amministrarla, dando i giusti indirizzi alle strutture tecniche. Non lo sapeva l’assessore al ramo che doveva controllarne la corretta attuazione tecnica da parte del dirigente responsabile; pare non lo sapesse nemmeno quest’ultimo». 

«Eppure – prosegue il Consigliere – c’era stato il precedente della sanatoria concessa ex post per le panchine installate anch’esse senza l’obbligatoria autorizzazione della Soprintendenza. Risultato: si interviene nuovamente nel centro storico e nelle parte più densa della tradizione culturale della città (il marciapiede in questione è parte del viale tardo ottocentesco che congiunge il centro antico di Ruvo di Puglia al Cimitero, ndr),  passando ancora una volta sopra regole della tutela e della valorizzazione del patrimonio pubblico. Parte di questi interventi, tutti realizzati nei pressi dell’Istituto Sacro Cuore, ancorchè totalmente privi di autorizzazione, è stata dichiarata sanabile dalla Soprintendenza, e parte (“l’ampliamento delle aiuole di due alberature attraverso la loro unione”) dichiarata non sanabile in quanto si ritiene che abbia arrecato un danno al bene culturale. L’immagine di Ruvo di Puglia, città sede di un prestigioso Museo Nazionale, attraversata dalla Via Traiana, area di ritrovamenti archeologici di altissimo valore, città dalle tradizioni colte e ricche nelle arti, viene a essere umiliata da un modo di “governare la città” teatralmente ignorante e spregevole verso la legge». «Attenderemo ora – conclude -, nelle more che la Procura della Repubblica (informata dei fatti direttamente dalla Soprintendenza) faccia il suo corso, un decreto ministeriale che obbliga al ripristino dello stato dei luoghi danneggiato da un improvvido intervento eseguito senza la prevista autorizzazione della Soprintendenza. Chi pagherà il danno subito? Il Dirigente? L’Assessore? Il Sindaco? La Giunta? Spero non siano ancora una volta i cittadini».

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