Piccole e giovani voci chiedono la pace in piazza Matteotti

Manifestazione per la pace Ic Bosco-Carducci-Giovanni XXIII © Comune Ruvo di Puglia
Lo scorso 30 ottobre, bambine e bambini, ragazze e ragazzi dell’Ic “San Giovanni Bosco – Carducci – Giovanni XXIII” hanno marciato per la pace
Lo scorso 30 ottobre, bambine e bambini, ragazze e ragazzi dell’Ic “San Giovanni Bosco – Carducci – Giovanni XXIII” hanno invocato la pace in piazza Matteotti nel segno dell’obiettivo numero 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide) dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030.
L’obiettivo 16 è dedicato alla promozione di società pacifiche e inclusive.In una società dove vigono pace e democrazia, infatti, sono riconosciuti e tutelati i diritti tra cui quello all’istruzione, necessaria per formare persone e cittadini con spirito critico. Secondo i dati del Global Education Monitoring Report 2024 dell’Unesco, 39 Paesi in conflitto o fragili hanno una popolazione totale in età scolare (primaria e secondaria) di 295 milioni di bambini: di questi, 103 milioni non vanno a scuola.
«È una città fortunata quella in cui i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze prendono la parola – ha commentato il sindaco Pasquale Chieco -. Grazie a loro per avere invaso le strade e le piazze di Ruvo, grazie per avere reclamato la Pace con una semplicità e una forza che solo la loro età può consentire.
Grazie per avere ancora una volta messo gli adulti davanti alla loro responsabilità e per avere messo a nudo l’ipocrisia di chi è colpevole di non fermare la violenza.
E grazie anche a chi, in questa piazza ha accompagnato questa bellissima folla, a chi ogni giorno insegna che le loro idee contano e che vanno ascoltati perché le loro parole sono giuste e sane e parlano non solo del presente ma anche del loro futuro. E grazie alla comunità scolastica dell’Istituto Comprensivo ” Bosco Giovanni XXIII Carducci ” Ruvo di Puglia – BA e alla sua dirigente Gabriella Colaprice. In giorni come questi fare il sindaco è bellissimo».
Save the Children: «A troppi bambini viene negato il diritto all'istruzione»
«Circa 103 milioni di bambini, uno su tre, che vivono nei Paesi più violenti e fragili del mondo non vanno a scuola – ha affermato James Cox, Responsabile Advocacy e delle Politiche per l’Istruzione di Save the Children -. A troppi bambini viene negato il diritto all’istruzione, poiché le loro scuole sono danneggiate o distrutte da conflitti o disastri meteorologici legati al clima, attacchi all’istruzione o povertà, esacerbata dalla crisi, che impedisce alle famiglie di poter pagare per questi bisogni. Sappiamo che conflitti e crisi aumentano il numero di bambini costretti a matrimoni precoci o al lavoro minorile. L’istruzione, in contesti di crisi, salva la vita, protegge i bambini dalla violenza, dagli abusi sessuali e di genere, dallo sfruttamento e dal reclutamento in gruppi armati. Fornisce, inoltre, delle conoscenze salvavita, ad esempio su come proteggersi dalle bombe inesplose nei loro quartieri. Genitori e bambini vittime di crisi umanitarie ci dicono ripetutamente che l’istruzione è la loro massima priorità. È tempo che i leader mondiali ascoltino questi bambini e la rendano anche una loro priorità, assicurando che i requisiti di finanziamento per l’istruzione nelle emergenze siano pienamente soddisfatti nel 2025 e approvando e implementando la Dichiarazione sulle scuole sicure (Safe Schools Declaration). Tutte le parti in conflitto devono, inoltre, garantire che le scuole non siano bersaglio di attacchi o utilizzate come basi militari e garantire che i bambini possano accedere a un’istruzione sicura e di qualità, indipendentemente da dove vivono».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti