Piazza Menotti Garibaldi “in catene”

I cittadini denunciano: «Il paletto esprime messaggio di chiusura, c’è bisogno di una sterzata». Intanto i candidati sindaco promettono cambiamento
Da un giorno all’altro, piazza Menotti Garibaldi è sulla bocca di tutti, a causa dell’installazione di paletti dal dubbio gusto artistico, collegati tra loro da catene.
La piazza, detta anche della “Torre dell’Orologio”, piccolo cuore storico nel centro ruvese, viene blindata per evitare il parcheggio e il transito di automobili e furgoncini. Il luogo è storicamente rilevante in quanto ospita, sul basamento della torre, un’antica lapide dedicata all’imperatore romano Gordiano III, che aveva concesso i benefici imperiali, nel terzo secolo d.C., alla città di Ruvo, a quell’epoca prospera e florida. Una soluzione dunque considerata affrettata e maldestra, irriguardosa del culto storico e architettonico della città, ma non solo, fautrice di una misera ideologia improvvisata che tende ad allontanare, a nascondere, ad escludere la bellezza portatrice di benessere emotivo, economico e comunitario.
Unanime la voce della cittadinanza che definisce la scelta delle “catene” paragonabile a un messaggio di chiusura contro il quale è necessaria e urgente un’immediata sterzata, al limite dello shock. Intanto i nuovi candidati sindaco promettono cambiamento in nome di nuove politiche di recupero e rilancio del centro storico, come afferma, tra gli altri, Antonello Paparella, esprimendo anche la volontà di predisporre una soluzione logistica per una nuova area parcheggi. Fioriere, paletti removibili collocati diversamente, panchine e telecamere sono alcune delle tante soluzioni proposte dai cittadini scossi per l’infausta scelta.
Metallici “cavalli di frisia” da abbattere, allontanare per sempre dalla logica rassegnata di una città che reclama a gran voce il colore di un nuovo corso storico che ne preservi e rafforzi la bellezza.
Commenti
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Propongo di cambiare nome alla Piazza, da Piazza Garibaldi a Piazza Dei Paletti Incatenati, oppure intitolare la stessa al progettista che ha avuto questa fantastica idea altamente distruttiva.
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Oppure mettiamo in catene direttamente il progettista.








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