Piazza Matteotti, la richiesta di un cittadino

La Redazione

«Come mai non si è pensato di risistemare il manto stradale di via Specchia, via Santa Caterina, via Annunziata, nonché della stradina che collega via Specchia con Via Modesti, dotate di una pavimentazione a dir poco inappropriata?»

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I lavori in piazza Matteotti e in piazza Cavallotti stanno provocando, come previsto, non pochi disagi ai ruvesi, conditi da lamentele e commenti. Ma il dibattito cittadino annovera anche interventi meno polemici, che utilizzano la dialettica per esprimere un’opinione, come quella dell’ingegner Andrea Di Pasquale, che ha scritto alla nostra redazione chiedendo di farci portavoce di una «semplice richiesta», che di seguito vi riportiamo.

«Risiedo nel centro storico a ridosso di piazza Matteotti in particolare in via Specchia. In questi giorni siamo alle prese con l’apertura del cantiere che dovrebbe ridare un volto nuovo alla nostra piazza centrale. Al di là dei giudizi – tutti legittimi – che ciascuno dei miei concittadini possa esprimere sulla bontà del progetto che verrà realizzato, personalmente ritengo che finalmente si cerca di dare una cornice nuova al paese che ne ha davvero bisogno.

La mia richiesta però parte da una banale considerazione ovvero come mai, nel mettere a punto il progetto, non si sia pensato di risistemare il manto stradale di via Specchia, via Santa Caterina, via Annunziata, nonché della stradina che collega via Specchia con Via Modesti; tutte strade a ridosso della stessa piazza e le sole, in tutto il centro storico, dotate di una pavimentazione a dir poco inappropriata. Via Santa Caterina e la piazza antistante la chiesetta dell’Annunziata sono state pochi anni fa oggetto della stesura di un manto di asfalto a dir poco discutibile. Via Specchia invece versa in totale abbandono ormai da decenni con una pavimentazione in cemento decine di volte oggetto di vari rattoppi malriusciti (ultimo in ordine di tempo quello resosi necessario dopo la gara di mountain bike che si è svolta a inizio estate).»

Ma il degrado, secondo l’ingegnere, non finisce qui: «Aggiungerei anche che da qualche tempo, proprio perché mal messe, tali vie sono oggetto di bivacco notturno con relativo abbandono di bottiglie vuote di alcolici da parte di gruppi di giovani, sono la meta preferita dei miei compaesani alle prese con l’esigenza di far fare i bisogni ai propri animali domestici senza la benché minima accortezza nel rimuovere come si dovrebbe gli escrementi e ultimamente ci si è aggiunta la cattiva abitudine da parte di giovani e meno giovani nell’utilizzare tali strade e i vicoli circostanti come il proprio bagno di casa. Il tutto senza un adeguato controllo da parte degli enti preposti.

Tali strade sono la naturale via di accesso alla nostra cattedrale partendo proprio da piazza Matteotti e attraversarle fornisce un’immagine del paese di cui non dobbiamo certo essere fieri.

Il decoro di una città nasce certamente dai propri cittadini (e in questo non dimostriamo grande senso civico) ma se a questo si aggiunge la poca sensibilità di chi ci amministra nel lasciare pressoché abbandonate tali vie, sarà un pò più difficile far sì che tale senso civico maturi nei miei compaesani.

Ritengo che chi ha condotto l’iniziativa di risistemazione di piazza Matteotti con un po’ più di lungimiranza avrebbe potuto rendere tale operazione più efficace. Spero che si sia ancora in tempo per correggere l’errore», questa la sua conclusione.

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