Piazza Matteotti e piazza Cavallotti, 7mila metri quadrati riqualificati

Elena Albanese

Sette mesi di lavori costellati di imprevisti e difficoltà ridonano alla città il suo cuore pulsante. Domenica alle 11 l'inaugurazione

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La “volata finale” dell’amministrazione

«Pagina storica». Così definisce il sindaco Vito Ottombrini la seconda tappa di quella che sembra la “volata finale” della sua amministrazione. Prima il taglio del nastro del nuovo centro per diversamente abili, ieri la presentazione dei lavori delle piazze Matteotti e Cavallotti, con inaugurazione ufficiale domenica mattina alle 11, e lunedì sarà la volta della riconsegna della casa di riposo Maria Maddalena Spada.

«Ci ho sempre messo la faccia, anche quando sono stato offeso nella mia dignità», ha detto il primo cittadino riferendosi alle numerose critiche, talvolta pesanti, ricevute per il progetto di ripavimentazione. Ma è contento di ridare alla città il suo «luogo di incontro quotidiano, che sarebbe piaciuto a Giacomo Matteotti, di cui porta il nome».

Gli imprevisti del cantiere

Il cantiere è durato sette mesi anziché i quattro preventivati. A spiegarne il motivo è la direttrice dei lavori, l’architetto Maria Curci: «Numerosi sono stati gli imprevisti, che hanno reso necessari ben 28 ordini di servizio». In primis c’è stato il ritrovamento delle cisterne sotto la base pavimentale, già oggetto a suo tempo di indiscrezioni e conseguente conferenza stampa. Benché non fossero di valore archeologico, hanno reso necessarie la consulenza della Soprintendenza e la messa in sicurezza.

Poi sono state rinvenute, a circa 15 centimetri dalla superficie di piazza Cavallotti, le zanelle utilizzate per far confluire l’acqua intorno al perimetro. Estratte con le dovute cautele e con il dovuto tempo, sono state riposizionate a cornice dell’area. Nelle parti mancanti (tratti anche di 30 metri) sono state sostituite dalle chianche sciolte recuperate nel terreno, dove tempo addietro erano state poste a riempimento. Non sono mancati i problemi relativi alla fogna bianca (l’allestimento esistente in piazza Cavallotti era completamente rotto) e all’impianto antincendio (non a norma e dunque completamente rifatto).

Alla fine questo progetto, finanziato da fondi Pon Fesr, ha consentito di riqualificare completamente ben 7mila metri quadrati, ridonando alla città il suo cuore pulsante, che ora diventerà zona pedonale, già arricchita dalla nuova illuminazione e a breve anche da rete wi-fi e impianto di videosorveglianza. Unici elementi verticali, ancora da posizionare, saranno delle sedute in pietra e un beverino laddove sorse la prima fontana messa dall’Aqp a Ruvo. Qui sarà collocata la targa toponomastica di piazza Matteotti. A svelarlo è l’assessore Caterina Montaruli, che ha parlato anche di «buona pratica di lavoro pubblico, con la collaborazione di quasi tutti gli uffici comunali» per cui «oggi dobbiamo essere tutti contenti» e ha chiesto «scusa per le pressioni» di questi mesi. «La piazza non si può consegnare – spiega poi – finché non verrà ristabilita la segnaletica stradale». Cosa che si conta di fare in poco tempo, data anche l’imminenza della settimana santa e dei suoi riti.

Un cantiere di donne, un cantiere di ruvesi

«Questo cantiere è un esempio che farà letteratura» per aver «limitato al massimo i danni al patrimonio» ed aver avuto a cuore le esigenze storiche, artistiche e culturali. A dirlo è l’archeologa Alessia Amato, una delle donne che l’hanno presidiato e gestito. Un cantiere di donne, dunque, ma anche di “ruvesi”, poiché il bando è stato vinto da un’associazione temporanea di tre imprese cittadine, «un gruppo di amici» la definisce l’amministratore e portavoce Orazio Saulle. Con non meno di 18 operai attivi per 160 giorni e turni di almeno 14 ore lavorative per un totale di 2830 è stato anche un modo per far ripartire l’economia locale in un periodo poco felice.

«Ci abbiamo messo cuore, passione e l’amore per il nostro paese. Tutto quello che un imprenditore non dovrebbe fare», scherza Saulle, che precisa: «Le maestranze non hanno mai risposto alle provocazioni. Avremmo potuto chiudere tutto, invece siamo stati disponibili garantendo l’accesso» alle zone contigue; e nonostante questo «abbiamo subìto attacchi».

La gratitudine degli addetti ai lavori si è tradotta in un omaggio artistico: il marchio del Comune scolpito nella pietra dal maestro Antonio Guicciardini, che farà bella mostra di sé al centro di piazza Matteotti.

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