Piano di gestione cinghiali, ora è attesa

Sembra muoversi qualcosa sul piano istituzionale dopo la convocazione dell'Ente Parco presso il Ministero dell'Ambiente, ma gli imprenditori locali vogliono soluzioni immediate e definitive
Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha convocato domani una conferenza stampa a Bari, a margine della quale il presidente Cesare Veronico renderà noti gli sviluppi degli incontri, fra i quali quello al Ministero dell’Ambiente, sulla presenza di cinghiali nel territorio del Parco e sul relativo Piano di Gestione.
La ricerca del dialogo e la necessità di rivolgersi ad intelocutori istituzionali è ciò che da sempre l’Ente Parco ha messo come priorità per poter affrontare il crescente disagio arrecato dall’animale.
Una falla normativa ha lasciato al Parco e agli imprenditori agricoli locali la gestione e la convivenza con una specie non autoctona che grava tanto sulla tutela ambientale, quanto sulle attività agricole tradizionali.
Parallelamente alle difficoltà burocratiche che sta affrontando il Parco, resta e si aggrava di giorno in giorno il
danno ad agricoltori, allevatori e a quanti hanno investito nelle aziende rurali locali a causa dell’eccessivo numero di esemplari del mammifero.
Quindi, mentre si attendono gli esiti istituzionali, le voci esauste di chi con i danni dei cinghiali deve «farci i conti», in una situazione economica di per sè già sfavorevole, si sono riunite per affrontare con battaglie legali l’animale nocivo.
A sollecitare la soluzione del problema ci ha pensato l’associazione “Coscienza Collettiva”, il cui presidente, l’ingegner Camerino, ha proposto un programma di massima eradicazione del cinghiale sia fuori che dentro il Parco, associato a un controllo del numero effettivo e della salubrità degli esemplari presenti sul territorio murgiano.
Gli agricoltori, inoltre, si sono rivolti al Procuratore della Repubblica procedendo con una querela alle Autorità responsabili dell’immissione dei cinghiali nel Parco dell’Alta Murgia, alle quali si addebita la responsabilità della situazione di emergenza ambientale e socio-economica del nostro territorio.
Per quanto su piani differenti, l’Ente Parco e gli agricoltori hanno una priorità unica e comune: la difesa dell’habitat naturale e il mantenimento e lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali, le cui sorti sono ora nelle mani del Ministero dell’Ambiente e della Regione Puglia.
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