Perchè Ruvo ha aderito alla Città Metropolitana di Bari

Numerosi argomenti a sostegno della scelta, riportati nella delibera votata all'unanimità dal Consiglio comunale del 23 ottobre.
L’adesione del Comune di Ruvo alla Città Metropolitana di Bari, è stata deliberata con un atto che tende ad esaltarne le funzioni e le prospettive.
Il Consiglio comunale ha infatti preso atto che «in attuazione degli articoli 114 e 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, dopo ventidue anni di dibattito e numerosi tentativi funzionali a rendere effettive dal punto di vista ordinamentale le previsioni costituzionali relative alle citta metropolitane, l’art. 18 della L. n. 135/2012, di conversione in legge del D.L. n. 95/2012, e intervenuto ad istituire le citta metropolitane di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, in sostituzione delle rispettive province, disponendo, la perfetta coincidenza territoriale della citta metropolitana con quella della sopprimenda provincia di riferimento».
Il Comune di Ruvo vede dunque nella costituzione della citta metropolitana, «una riforma epocale di natura ordinamentale che, sebbene inserita in una legge di riduzione della spesa, la cosiddetta spending review, realizza dopo anni, l’obiettivo di garantire un modello di governance per alcune specifiche parti del territorio nazionale a maggior concentrazione di popolazione e maggiore importanza economica e produttiva». Un modello ritenuto «più flessibile rispetto a quello delle province, consentendo in tal modo di dar voce alle esigenze delle diverse parti del territorio che costituiscono l’attuale Provincia di Bari».
Le lodi di questa nuova formula amministrativa che sopprime la provincia di Bari continuano ricordando «che le città metropolitane, quale ente di servizio per i comuni, rappresenteramio nel prossimo futuro il motore dello sviluppo del territorio che include le concentrazioni urbane attomo alle citta capoluogo, realizzandosi li lo sviluppo sinergico di attivita economiche e produttive accanto a sistemi di servizi e di collegamenti che renderanno competitiva l’area al fine di divenire poli di attrazione per imprese e strutture».
Per Ruvo, aderire alla Città Metropolitana non significherà abdicare alle decisioni sulle sorti del proprio territorio e della propria popolazione «Accanto a poche funzioni fondamentali di vere e propria gestione di cui, alcune proprie (es. mobilità e viabilità) e altre proprie della sopprimenda Provincia di Bari (es. costruzione e gestione strade, gestione dell’edilizia scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado, autorizzazione in materia di trasporto privato) sara titolare principalmente di funzioni di coordinamento e pianificazione lasciando impregiudicato il livello comunale di gestione come previsto dall’art. 19 della L. n. 135/2012».
Il Consiglio comunale ha ricordato che saranno infatti dei Comuni aderenti alla città metropolitana le competenze in materia di: organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale ivi compreso il trasporto pubblico, la pianiticazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale, la progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali cosi come l’erogazione delle prestazioni ai cittadini, l’edilizia scolastica (per la parte non attribuita alla citta metropolitana) e l’organizzazione dei servizi scolastici.
«I comuni aderenti alla Citta metropolitana quindi non perderanno autonomia e non cederanno sovranita né alla Citta metropolitana né al Comune capoluogo ma al contrario rimangono l’unità territoriale di base prevista dalla Costituzione tra gli enti che compongono la Repubblica (art. 114 Cost.) ed anzi vedranno valorizzate le specilicita anche attraverso la creazione di forme associative», rassicura il Consigllio comunale nella sua delibera di adesione.
Dal punto di vista organizzativo, sin dalla costituzione della Città Metropolitana, «gli amministratori dei comuni aderenti saranno i protagonisti dello sviluppo economico e sociale dell’area di riferimento in quanto, ex lege, elaborano ed approvano lo Statuto metropolitano e parteciperanno come organi decisionali, alle decisioni del consiglio metropolitano (costituito da sindaci e consiglieri comunali dei comuni aderenti)».
Ultimo importante argomento a sostegno della decisione di aderire: «La Citta metropolitana, in relazione alle funzioni assegnate dalla legge, sarà inevitabilmente destinataria di maggiori fonti di finanziamento rispetto alle restanti Province depotenziate nelle funzioni e nelle risorse dalle disposizioni del D.L. n. 95/2012 conv. in L. n. 135/2012». E sempre a proposito di finanziamenti: «La Città metropolitana rappresenterà nella Programmazione comunitaria 2014-2020 della U.E. il soggetto cardine attorno al quale ruoteranno i futuri programmi operativi e quindi le prossime risorse comunitarie».
L’adesione alla Città Metropolitana di Bari è stata votata all’unanimità dal Consiglio comunale lo scorso 23 ottobre.
Commenti
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C’è sempre un vizio di fondo in queste delibere filo-metropolitane di comuni che dovrebbero tutelare un’altra vocazione, lo stesso vizio di fondo delle dichiarazioni dell’assessore Dentamaro e di altri politici amanti della coincidenza integrale tra Provincia di Bari e Città Metropolitana. Quale? Provate a chiedere ai suddetti amministratori che differenza concettuale c’è tra un territorio provinciale ed un territorio metropolitano. Non vi sapranno rispondere.
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Alla Redazione di RuvoLive: inesattezze e voli pindarici come quelli contenuti in questo articolo, in stile propagandistico e in linea con la “cultura comunicativa” del MINCULPOP, non ne avevo ancora lette, salvo che da alcuni baresi interessati a fare bari grande. Per il resto, una marea di inesattezze. Prima di scrivere certe cose, aspettate la nascita dello Statuto della C.M. nel quale sarà sovrano il diritto di veto del sindaco di bari; dite la verità circa il numero dei rappresentanti dei sindaci che andranno a comporre il Consiglio della C.M. ( solo 12 su 41 comuni); dite anche che la città metropolitana è un organo sovra comunale e le sue competenze sono la pianificazione e lo sviluppo del territorio dell’intera area della C.M. che va dai rifiuti alla sanità. Orbene, quante discariche si potranno fare nelle cave esaurite del comune di Ruvo per accogliere i rifiuti di BARI? Piuttosto, raccontate questo ai vostri cittadini e non il libro dei sogni dell’ISOLA CHE NON C’E’!
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Infatti Cafaro, le differenze questi non le hanno proprio capite! Ruvesi, dovreste fare come i bitontini che hanno già detto che nella Città metropolitana di Bari non ci entrano perchè significherebbe perdere la possibilità di autodeterminarsi. BITONTO ALL’UNANIMITA’ HA VOTATO NO ALLA CITTA’ METROPOLITANA DI BARI!
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ahahah cari bitontini voi volenti e nolenti siete entrati nella città metropolitana di bari,fatevene una ragione,diventate pietosi quando fate disinformazione per tirare acqua al vostro mulino…che vi volete candidare voi 2 per caso a fare i mangiapagnotte?
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Vorrei ricordare al simpatico palo del colle caput mundi ( e sono sicuro che NON SEI DI PALO DEL COLLE ) che Bitonto e Palo del Colle hanno deliberato il No alla Città metropolitana di Bari. Ora è ancora tutto in gioco. Tra l’altro Palo del Colle ha una zona periferica “l’auricarro” inquinata dai baresi e i miei amici i Palo non sanno più come fare. Inoltre sottolineo il commento di Terenzio Varrone. E’ perfetto, la Redazione di RuvoLive ha scritto cose non vere: questa è falsa informazione.








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